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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 25969/2024 del 03/07/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Ricorso per cassazione articolato in tre motivi: (1) carenza di motivazione sulla prova dell'elemento psicologico della ricettazione e presunta violazione del principio nemo tenetur se detegere, con censura per aver ritenuto la conoscenza della provenienza illecita sulla base della mancata spiegazione del possesso; (2) errore di qualificazione giuridica, chiedendo l'applicazione dell'art. 712 cod. pen. (acquisto di cose di sospetta provenienza) al posto dell'art. 648 cod. pen. (ricettazione), sostenendo che dagli atti emergerebbe al più una semplice imprudenza o sospetto e non la consapevolezza; (3) vizio di motivazione e violazione di legge per il mancato riconoscimento della causa di esclusione della punibilità per particolare tenuità ex art. 131-bis cod. pen., lamentando che la Corte d'appello si sia basata esclusivamente sul certificato del casellario senza una valutazione complessiva dei parametri richiesti.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato manifestamente infondati i primi due motivi ritenendo corretta la valutazione di merito della Corte d'appello secondo la quale l'imputato, trovato in possesso di un netbook di provenienza furtiva, non ha fornito una spiegazione attendibile sulle modalità di acquisizione e pertanto l'elemento soggettivo del reato di ricettazione (anche nella forma del dolo eventuale) era dimostrato. Il terzo motivo è stato accolto: la Corte di Cassazione ha ritenuto che la Corte d'appello abbia esclusivamente fondato il diniego dell'art. 131-bis sul casellario senza valutare in modo complessivo i criteri oggettivi di tenuità (modalità della condotta, grado di colpevolezza, entità del danno o del pericolo) e senza accertare l'effettiva abitualità. Perciò la sentenza impugnata è annullata limitatamente all'applicabilità della causa di esclusione della punibilità ex art. 131-bis cod. pen., con rinvio a diversa sezione della Corte d'appello di Palermo per un nuovo esame su tale punto; il ricorso è dichiarato inammissibile nel resto.

Norme richiamate

Massime di principio

  • La detenzione di una cosa di provenienza furtiva senza una spiegazione attendibile può costituire elemento indiziario sufficiente a provare la conoscenza della provenienza illecita e quindi la ricettazione, anche nella forma del dolo eventuale.
  • La differenza tra ricettazione (art. 648) e acquisto di cose di sospetta provenienza (art. 712) sta nell'elemento psicologico: dolo (anche eventuale) per la ricettazione; colpa per l'art. 712.
  • Il principio nemo tenetur non impedisce al giudice di considerare la mancata o non credibile spiegazione dell'imputato come elemento indiziario, purché la valutazione complessiva rispetti le garanzie del contraddittorio e non comporti un'inversione dell'onere della prova.
  • Per l'applicazione dell'esclusione della punibilità per particolare tenuità (art. 131-bis) il giudice deve compiere una valutazione complessiva e motivata sui parametri di natura oggettiva previsti dall'art. 133; i precedenti penali ostano all'applicazione solo se dimostrano una reale abitualità (più reati della stessa indole o dichiarazione di delinquenza abituale/professionale).
  • I precedenti penali riportati nel casellario non possono da soli escludere l'attenuante della particolare tenuità salvo che non emergano elementi che configurino la condizione ostativa di abitualità.

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