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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 17537/2023 del 27/04/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Gallo impugnava l'ordinanza del Tribunale di sorveglianza che aveva rigettato il suo reclamo avverso il decreto ministeriale di applicazione del regime detentivo speciale ex art. 41-bis (decreto del 13/09/2021). Il ricorrente contestava la motivazione del Tribunale sostenendo che essa si fosse limitata a riportare il contenuto del decreto ministeriale senza verificarne la legittimità e senza articolare elementi concreti riguardo alla sua attuale pericolosità e alla persistenza dei legami con la criminalità organizzata (in particolare con il clan Trapasso). Inoltre denunciava che il Tribunale non aveva adeguatamente considerato le sue dichiarazioni rese negli interrogatori del 7 e 8 giugno 2021 e la sua posizione di presunta vittima rispetto a richieste estorsive.

La decisione

La Corte di cassazione ha respinto il ricorso ritenendolo infondato. Ha confermato che il sindacato in cassazione è limitato a questioni di diritto (violazione di legge e carenza di motivazione) ai sensi del comma 2-sexies dell'art. 41-bis e che il ricorso del Gallo in realtà mirava a una rivalutazione di merito degli elementi fattuali. La Corte ha ritenuto che il Tribunale di sorveglianza avesse adeguatamente motivato la decisione, richiamando il ruolo di Gallo come promotore di un'associazione riconducibile alla 'ndrangheta, la sua condanna per trasferimento fraudolento di valori nell'operazione 'Borderland', le condotte corruttive e di turbativa d'asta, le intestazioni fittizie e le false fatturazioni, nonché i rapporti con esponenti politici per favorire le attività imprenditoriali delle cosche. La Corte ha inoltre ritenuto non decisivi i periodi di carcerazione già scontati e ha condiviso che dalle dichiarazioni rese negli interrogatori non risultasse una volontà certa e inequivocabile di collaborare. Il ricorrente è stato condannato alle spese processuali ai sensi dell'art. 616 c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 41-bis Ord. pen.

    comma 2-sexies: il procuratore generale presso la corte di appello, l'internato ovvero il difensore del detenuto possono proporre ricorso per cassazione avverso l'ordinanza del Tribunale di sorveglianza per violazione di legge; il Tribunale decide in camera di consiglio, nelle forme previste dagli artt. 666 e 678 c.p.p., sulla sussistenza dei presupposti e sulla congruità del contenuto del provvedimento

    La Corte ha evidenziato che il controllo di legittimità in Cassazione è limitato alla verifica di violazioni di legge e alla carenza di motivazione. Non è consentita una rivalutazione ampia di merito; il Tribunale di sorveglianza deve però motivare con coerenza la sussistenza della pericolosità e dei collegamenti con la criminalità organizzata.

  • art. 125 cod. proc. pen.

    Richiamato dalla censura del ricorrente (violazione ed erronea applicazione), presumibilmente come riferimento alle regole di motivazione; la Corte non ha rilevato violazioni di tale norma nella motivazione del Tribunale.

  • art. 606, comma 1, lett. b) e c) cod. proc. pen.

    Norma che disciplina i motivi di ricorso per cassazione in materia penale; il ricorrente ha invocato questa norma per dedurre violazione di legge e motivazione insufficiente. La Corte ha confermato la limitazione del sindacato ai profili di diritto e carenza di motivazione.

  • art. 173 disp. att. cod. proc. pen.

    Richiamata per i limiti di riproduzione del motivo nel ricorso; questione formale gestita dalla Corte (il motivo era stato riprodotto nei limiti previsti).

  • artt. 666 e 678 cod. proc. pen.

    forme previste per la decisione in camera di consiglio del Tribunale di sorveglianza

    Indicano le garanzie procedurali e le modalità di svolgimento della camera di consiglio per il reclamo avverso provvedimenti 41-bis; la Corte ricorda che il Tribunale decide in tale forma.

  • legge n. 94/2009

    Riferimento alle modifiche normative che hanno inciso sull'art. 41-bis; la giurisprudenza tiene conto delle modifiche nel definire l'ambito del controllo di legittimità e la disciplina della motivazione.

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Norma che disciplina la condanna alle spese processuali; applicata per compensare le spese a carico del ricorrente.

Massime di principio

  • In ricorsi avverso l'applicazione o la proroga del 41-bis la Cassazione esercita un controllo limitato a questioni di diritto e alla sussistenza della motivazione minima; non è competente per una rivalutazione piena dei fatti.
  • Il Tribunale di sorveglianza deve motivare in modo coerente il giudizio sulla sussistenza dei presupposti 41-bis: collegamenti attuali con l'organizzazione criminale, pericolosità sociale e congruenza delle misure con esigenze di ordine e sicurezza.
  • Elementi considerati rilevanti per la conferma del 41-bis includono ruolo nell'associazione, contributo economico alla criminalità organizzata, condanne per reati connessi, modalità di infiltrazione economica (appalti, corruzione, turbativa), e rapporti con esponenti politici.
  • Le dichiarazioni rese dal detenuto (interrogatori) non escludono l'applicazione del 41-bis se non emergono segni chiari e inequivocabili di collaborazione e di rottura dei legami con il gruppo criminale.
  • Il periodo di carcerazione già scontato non è, di per sé, determinante per escludere la persistenza della pericolosità: va compiuta una valutazione prognostica complessiva.
  • Se la difesa contesta la motivazione del Tribunale è necessario che indichi specifici profili di illegittimità o carenza argomentativa tali da integrare una violazione di legge, altrimenti il ricorso verrà qualificato come tentativo di riedizione del merito e respinto.

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