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Sentenza civile

Cassazione Civile, Sentenza n. 35365/2023 del 18/12/2023

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

La ricorrente proponeva opposizione agli atti esecutivi e chiedeva l'estinzione della procedura esecutiva per: difetto del diritto di agire in executivisin della banca, carenza di un idoneo titolo esecutivo, mancato o tardivo assolvimento degli adempimenti previsti dall'art. 156 disp. att. c.p.c. (deposito della copia della sentenza esecutiva e richiesta di annotazione a margine della trascrizione del sequestro entro 60 giorni), nonché perenzione del pignoramento per intempestività dell'istanza di vendita ex art. 497 c.p.c.; chiedeva la nullità/inefficacia del pignoramento immobiliare e la cancellazione delle trascrizioni/annotazioni.

La decisione

La Corte di Cassazione ha cassato senza rinvio la sentenza impugnata (Tribunale di Avellino n.10/2022) ritenendo inammissibile il mezzo di impugnazione utilizzato dalla Donatiello: la questione dedotta (estinzioni per inadempimento degli obblighi di cui all'art.156 disp. att. c.p.c.) non poteva essere fatta valere con opposizione agli atti esecutivi ex art.617 c.p.c., ma richiedeva il reclamo previsto dall'art.630 c.p.c.; per tale motivo la sentenza va cassata senza rinvio. La ricorrente è stata condannata a rifondere a UniCredit le spese del giudizio di merito (liquidate in Euro 22.000,00 per compensi, oltre rimborsi forfettari, IVA e CPA) e le spese del giudizio di legittimità (liquidate in Euro 40.000,00 per compensi ed Euro 200,00 per esborsi, oltre spese forfettarie e accessori). È stato inoltre richiamato l'obbligo, ove dovuto, di versamento di ulteriore contributo unificato ai sensi dell'art.13, comma 1-quater, D.P.R. n.115/2002.

Norme richiamate

  • art. 686 cod. proc. civ.

    La conversione del sequestro conservativo in pignoramento opera ipso iure nel momento in cui il sequestrante ottiene sentenza di condanna esecutiva; da quel momento ha inizio il processo esecutivo.

  • art. 320 cod. proc. pen.

    Norma omologa che conferma la conversione automatica del sequestro conservativo in pignoramento nel processo penale.

  • art. 156 disp. att. c.p.c.

    Impone al sequestrante obblighi formali (deposito della copia della sentenza di condanna esecutiva in cancelleria e richiesta di annotazione della sentenza a margine della trascrizione del sequestro entro 60 giorni, notifiche ai creditori iscritti): tali adempimenti sono atti di impulso processuale perentori; la loro inosservanza non impedisce la conversione ipso iure ma può determinare l'estinzione del processo esecutivo se tempestivamente eccepita.

  • art. 630 cod. proc. civ.

    Regime speciale per far valere l'estinzione del processo esecutivo: l'eccezione di estinzione deve essere proposta con reclamo al collegio (nelle forme dell'art.630), prima di ogni altra difesa; le decisioni del giudice dell'esecuzione in materia di estinzione sono soggette unicamente a questo rimedio.

  • art. 617 cod. proc. civ.

    Regola l'opposizione agli atti esecutivi; la Corte ha ritenuto che non sia il mezzo corretto per far valere la sopravvenuta estinzione del processo esecutivo derivante dall'inadempimento degli obblighi di cui all'art.156 disp. att. c.p.c.

  • art. 497 cod. proc. civ.

    Disciplina l'istanza di vendita nell'esecuzione immobiliare; tardività/omissione può essere fatta valere come causa di estinzione dell'esecuzione, ma deve seguire il rimedio speciale previsto (art.630).

  • art. 491 cod. proc. civ.

    Segnala l'inizio dell'esecuzione forzata che decorre con la conversione del sequestro in pignoramento; da quel momento hanno efficacia le regole proprie dell'espropriazione.

  • art. 562 cod. proc. civ.

    Richiama l'intervento del giudice dell'esecuzione prima di disporre la cancellazione della trascrizione del pignoramento; il giudice deve sentire le parti.

  • art. 13, comma 1-quater, D.P.R. n.115/2002

    Prevede, in ipotesi, l'ulteriore contributo unificato dovuto dal ricorrente in cassazione; la Corte ha rilevato l'eventuale obbligo di versamento per la ricorrente.

Massime di principio

  • La conversione del sequestro conservativo in pignoramento avviene automaticamente (ipso iure) con la pronuncia di condanna esecutiva; tuttavia gli obblighi formali dell'art.156 disp. att. c.p.c. sono atti di impulso perentori la cui inosservanza può produrre l'estinzione del processo esecutivo.
  • Se il debitore deduce l'estinzione del processo esecutivo per inattività del creditore (mancato o tardivo adempimento degli obblighi dell'art.156 o tardiva istanza di vendita ex art.497), deve proporre il reclamo previsto dall'art.630 c.p.c. e non l'opposizione agli atti esecutivi ex art.617 c.p.c.; l'errata scelta del mezzo di impugnazione è inammissibile e non sanabile.
  • L'inefficacia del pignoramento conseguente all'estinzione opera di diritto, ma la sua efficacia deve essere eccepita tempestivamente con il rimedio procedurale specifico (reclamo art.630): in mancanza, la procedura prosegue e le censure sul merito verranno respinte.
  • Le contestazioni relative alla mancata esecuzione delle formalità prescritte da art.156 disp. att. c.p.c. non annullano automaticamente il pignoramento: sono invece cause di estinzione azionabili secondo le regole di cui all'art.630 e con l'intervento del giudice dell'esecuzione.
  • L'uso di un rimedio processuale diverso da quello previsto (es. opposizione invece di reclamo) espone il resistente a soccombenza in rito e al pagamento delle spese processuali; pertanto è essenziale qualificare correttamente la domanda e scegliere lo strumento processuale adeguato e tempestivo.

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