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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 20299/2022 del 25/05/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Ricorso contro la sentenza della Corte d'Appello di Bologna che aveva confermato la condanna per guida in stato di ebbrezza relativa al fatto del 07/06/2016. Il ricorrente denunciava la nullità del decreto di citazione diretta a giudizio e censurava il mancato riconoscimento delle circostanze attenuanti generiche.

La decisione

La Corte di legittimità ha rilevato d'ufficio l'intervenuta prescrizione del reato ai sensi dell'art. 129 cod. proc. pen. (prescrizione maturata il 07/06/2021) e ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata per estinzione del reato. Sono state eliminate le sanzioni amministrative accessorie applicate e disposta la trasmissione di copia della sentenza al Prefetto di Cesena ai sensi dell'art. 224 comma 3 del codice della strada. La Cassazione ha ritenuto superfluo esaminare le questioni di nullità e i vizi di motivazione, atteso che la causa estintiva rende irrilevanti tali profili, e ha escluso la necessità di pronunciare un'assoluzione di merito, non emergendo elementi tali da imporla ai sensi dell'art. 129 comma 2 cod. proc. pen.

Norme richiamate

  • art. 129 cod. proc. pen.

    Il comma 1 consente alla Corte di rilevare d'ufficio cause estintive sopravvenute (prescrizione) e di pronunciarsi di conseguenza; il comma 2 disciplina le ipotesi in cui sia possibile pronunciare l'assoluzione di merito se ne sussistono i presupposti di evidenza.

  • art. 224 codice della strada

    Prevede l'obbligo di trasmettere al Prefetto gli atti relativi alla sentenza che comporti revoca o cancellazione di sanzioni o provvedimenti amministrativi collegati a illeciti del codice della strada o, come qui, per gli adempimenti conseguenti all'estinzione del reato.

  • Giurisprudenza della Corte di Cassazione

    Sez. U, n. 1021 del 28.11.2001 e Sez. U, n. 35490 del 28.05.2009

    Costante orientamento secondo cui la presenza di una causa estintiva del reato rende irrilevanti le nullità processuali e i vizi di motivazione in sede di legittimità, giustificando l'annullamento senza rinvio; inoltre limita i casi in cui sia opportuna una pronuncia assolutoria di merito.

Massime di principio

  • La prescrizione sopravvenuta può essere rilevata d'ufficio anche in Cassazione e, se dichiarata, conduce all'annullamento della sentenza impugnata senza rinvio.
  • Quando sussiste una causa estintiva del reato, le nullità processuali e i vizi di motivazione della decisione di merito diventano ininfluenti ai fini della decisione di legittimità.
  • L'assoluzione di merito ex art. 129 comma 2 cod. proc. pen. è possibile solo se emerge in modo chiaro e incontestabile che il fatto non sussiste o sussistono altre cause che impongono l'assoluzione; altrimenti la dichiarazione di estinzione conduce all'annullamento senza rinvio.
  • Le sanzioni amministrative accessorie applicate in connessione con un reato estinto devono essere eliminate; occorre inoltre trasmettere gli atti al Prefetto per gli adempimenti amministrativi previsti dal codice della strada.
  • In situazioni analoghe, prima di approfondire questioni procedurali o di merito, verificare sempre se sia intervenuta una causa estintiva sopravvenuta, poiché questa può determinare una definizione del giudizio senza esame del merito.

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