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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 31723/2023 del 20/07/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Ricorso avverso la sentenza del Tribunale di Treviso che aveva confermato la condanna per diffamazione contestata per volantini affissi in aree condominiali e lasciati nelle cassette postali, nei quali l'imputato aveva definito l'amministratrice incompetente, scorretto, dotato di "patetica sfrontatezza" e propensa alla "manipolazione" delle informazioni. Il ricorrente deduceva violazione dell'art. 595 c.p. (assenza di offesa alla reputazione) e della scriminante del diritto di critica ex art. 51 c.p. (critica legittima dell'operato professionale), criticando anche la motivazione del giudice.

La decisione

Il ricorso è stato rigettato. La Corte ha ritenuto infondati entrambi i motivi: ha valutato che le espressioni contestate non si limitavano a critiche sull'operato, ma attributi lesivi della persona (sfrontatezza, manipolazione) tali da danneggiare la reputazione dell'amministratrice; inoltre l'affissione in bacheca condominiale e il deposito nelle cassette postali, accessibili anche a persone non interessate, dimostrano una proiezione verso un pubblico indeterminato incompatibile con l'esercizio legittimo del diritto di critica. Perciò la scriminante non è stata riconosciuta. Conseguentemente il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali; nulla è dovuto alla parte civile per spese in Cassazione a causa del deposito oltre il termine perentorio previsto dalla disciplina emergenziale (art. 23 d.l. 137/2020 conv. L. 176/2020).

Norme richiamate

  • art. 595 cod. pen. (diffamazione)

    La norma è stata applicata per valutare che le espressioni attribuite all'imputato hanno offeso la reputazione della persona offesa; non è necessario che l'espressione contenga false notizie specifiche se il contesto e le qualifiche usate gettano discredito sulla persona

  • art. 51 cod. pen. (scriminante del diritto di critica)

    La Corte ha ritenuto che il diritto di critica non copre attacchi ad hominem, gratuiti o non pertinenti; la critica deve mantenere contenuto e pertinenza rispetto ai fatti e non degenerare in offesa della personalità

  • art. 173 disp. att. cod. proc. pen.

    Ha rilevanza formale in relazione ai limiti di specificazione dei motivi di ricorso in Cassazione (il ricorso andava enunciato nei limiti prescritti)

  • art. 23, comma 8, d.l. 28/10/2020, n. 137, conv. L. 18/12/2020, n. 176

    termine del quinto giorno antecedente all'udienza per il deposito delle conclusioni nel giudizio di legittimità

    Interpretato come termine perentorio nella disciplina emergenziale: il deposito oltre tale termine impedisce che la parte civile sia ritenuta ritualmente costituita in Cassazione

  • Giurisprudenza: Sez. 5, n. 35543 del 18/09/2007 (Rv. 237728)

    Richiamata per il principio che l'affissione in luogo visibile espone l'espressione a un pubblico potenzialmente indeterminato

  • Giurisprudenza: Sez. 5, n. 7990 del 19/05/1998 (Rv. 211482)

    Richiamata sul principio che ‘argumentum ad hominem’ e la gratuità delle espressioni costituiscono abuso del diritto di critica

  • Giurisprudenza: Sez. 6, n. 13434 del 26/01/2021 (Rv. 281148)

    Conferma l'efficacia perentoria del termine di deposito delle conclusioni in Cassazione nell'ambito della disciplina emergenziale da Covid-19

Massime di principio

  • La critica all'operato professionale è tutelata solo se contenuta, pertinente e rivolta a fatti o programmi; attacchi che mirano a screditare la persona (ad hominem) possono integrare diffamazione
  • La modalità di comunicazione conta: diffondere giudizi in luoghi accessibili a un pubblico potenzialmente indeterminato (affissioni pubbliche, cassette postali visibili) aumenta la gravosità della condotta e ostacola la scriminante della critica
  • Per evitare responsabilità, esprimere valutazioni con riferimento a fatti verificabili e evitare termini offensivi che attribuiscono indegnità morale o intenzioni manipolatorie
  • In fase di impugnazione e nei procedimenti di legittimità rispettare i limiti formali e i termini per il deposito degli atti (anche quelli previsti dalla normativa emergenziale), perché il loro mancato rispetto può avere conseguenze processuali rilevanti
  • Quando si contesta l'operato di un professionista o amministratore, privilegiare canali interni o istituzionali (assemblee, diffide formali, denunce/istanze) piuttosto che comunicazioni pubbliche che possono estendere ingiustificatamente il pubblico destinatario

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