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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 9437/2022 del 18/03/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

La ricorrente ha impugnato l'ordinanza della Corte di appello che aveva dichiarato inammissibile per genericità il suo appello avverso la sentenza di condanna del Tribunale di Modena. Nell'appello erano stati dedotti due motivi: 1) invalidità della querela; 2) doglianza sul diniego del riconoscimento delle circostanze attenuanti (art. 62, n. 4 e art. 62‑bis c.p.), reclamando il riconoscimento delle attenuanti e della particolare tenuità del danno rispetto al furto di un televisore del valore di Euro 257.

La decisione

La Suprema Corte ha dichiarato manifestamente infondato il ricorso e l'ha dichiarato inammissibile. Ha confermato che la Corte di appello aveva correttamente ritenuto il primo motivo generico e non pertinente, poiché il reato contestato (furto aggravato ex art. 625, co. 1, n. 7 c.p.) è procedibile d'ufficio e dunque la questione della querela è irrilevante. Ha altresì ritenuto il secondo motivo aspecifico e meramente formulaico, privo di indicazione di elementi concreti che giustificassero il riconoscimento delle attenuanti o della particolare tenuità del danno. Conseguentemente il ricorrente è stato condannato alle spese processuali e al versamento di Euro 3.000,00 alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 591, comma 2, cod. proc. pen.

    Norma richiamata come base per l'ordinanza impugnata: la Corte di appello ha pronunciato l'ordinanza ai sensi di questa disposizione. La decisione è stata motivata sulla base dei criteri di ammissibilità dell'appello stabiliti dalla giurisprudenza di legittimità.

  • art. 625, comma primo, n. 7, cod. pen.

    Il reato contestato (furto aggravato) è procedibile d'ufficio; ne consegue che la questione della querela è irrilevante nel caso di specie e rende generico il motivo che la invoca.

  • art. 62, n. 4, cod. pen.

    Previsione delle circostanze attenuanti generiche; la Corte ha richiesto che il ricorrente indichi elementi fattuali concreti che giustifichino l'applicazione di tali attenuanti, non semplici formule di stile.

  • art. 62‑bis, cod. pen.

    Norma sulla particolare tenuità del fatto; la Corte ha ritenuto che il richiamo alla tenuità del danno debba essere sorretto da elementi concreti della fattispecie (es. valore, modalità, contesto) e non da mere enunciazioni, con riferimento anche al valore del bene sottratto (Euro 257) che non è risultato sufficiente a provare la particolare tenuità.

Massime di principio

  • Un motivo di impugnazione deve essere specifico: indicare chiaramente i profili di fatto e di diritto contestati e le ragioni precise per cui si ritiene errata la decisione impugnata; meri richiami generici o formule di stile rischiano l'inammissibilità.
  • Per reati procedibili d'ufficio (es. furto aggravato) questioni fondate sulla querela sono irrilevanti; non vale quindi sostenere l'invalidità della querela come motivo decisivo se il reato non è a querela.
  • La deduzione delle circostanze attenuanti o della particolare tenuità richiede l'esposizione di elementi di fatto concreti che giustifichino il riconoscimento: valore del danno, modalità del fatto, comportamento dell'imputato e altri elementi caratterizzanti.
  • L'appello privo di specificità può comportare non solo l'inammissibilità del ricorso ma anche la condanna alle spese processuali e sanzioni economiche (es. versamento alla Cassa delle ammende); è quindi importante documentare e dettagliare le censure già in sede di atto di appello.
  • In casi simili conviene allegare o almeno indicare dove nel processo si trovano gli elementi probatori rilevanti (atti, prove, dichiarazioni) e spiegare puntualmente perché essi impongono una diversa valutazione delle attenuanti o della tenuità.

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