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Cassazione Civile, Ordinanza n. 12855/2025 del 13/05/2025

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (banca)

La controversia

Una società titolare di un conto corrente bancario aveva convenuto la banca chiedendo la restituzione delle somme versate nel corso del rapporto, deducendo la nullità o illegittimità di clausole relative ad anatocismo, uso piazza e usura, e chiedendo quindi la ripetizione dell’indebito. Il Tribunale aveva rigettato la domanda ritenendo non dimostrati il contenuto delle clausole impugnate, la chiusura del conto e l’esistenza di pagamenti ripetibili; aveva inoltre respinto la domanda risarcitoria ex art. 96 c.p.c. La Corte d’appello aveva confermato il rigetto, affermando che il contratto di conto corrente era documentato e non nullo per mancanza di forma scritta, ma che in assenza del modulo con le condizioni contrattuali non era provata l’illegittimità delle clausole invocate a fondamento della ripetizione; aveva inoltre condannato l’appellante per lite temeraria. In cassazione la società ricorrente ha denunciato violazione degli artt. 2697 c.c. e 36 c.p.c., lamentando: la mancata verifica della legittimazione passiva della banca subentrante ai sensi dell’art. 58 TUB; l’erronea adesione alla decisione di merito sulla clausola anatocistica; l’erronea attribuzione alla correntista dell’onere di produrre la documentazione contrattuale; l’erronea affermazione che la domanda di ripetizione fosse sfornita di prova per non essere stata allegata e provata la chiusura del conto.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha ritenuto infondata l’eccezione sulla legittimazione passiva della banca controricorrente, rilevando il subentro della nuova denominazione societaria della banca originaria. Quanto al merito, ha giudicato generica la censura sulla prova dell’anatocismo e ha affermato che, nei rapporti di conto corrente bancario, il cliente che agisce per la ripetizione di somme indebitamente versate in presenza di clausole nulle ha l’onere di provare l’inesistenza della causa giustificativa dei pagamenti mediante produzione del contratto contenente tali clausole. Il principio di vicinanza della prova non consente di spostare tale onere sulla banca, poiché il documento è normalmente disponibile per entrambe le parti al momento della sottoscrizione. La Corte ha quindi confermato la correttezza della decisione impugnata, che aveva valorizzato l’omessa produzione del modulo contenente le condizioni contrattuali. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile con condanna della ricorrente alle spese e all’ulteriore contributo unificato.

Norme richiamate

  • art. 2697 c.c.

    chi agisce per la ripetizione di indebito in un conto corrente bancario deve provare l’inesistenza della causa giustificativa dei pagamenti, producendo il contratto con le clausole contestate; non opera, di regola, un inversione dell’onere probatorio per vicinanza della prova

  • art. 36 c.p.c.

    richiamato nel motivo di ricorso insieme all’art. 2697 c.c., senza che la censura sia stata ritenuta idonea a scalfire la ratio decidendi

  • art. 96 c.p.c.

    richiamato per la condanna per lite temeraria pronunciata nei gradi di merito

  • art. 58 TUB

    invocato dalla ricorrente per contestare la legittimazione passiva della banca incorporante; la Corte ha ritenuto infondata l’eccezione alla luce del subentro societario emerso dagli atti

  • art. 13, comma 1-quater, d.p.r. n. 115/02

    richiamato per dare atto dell’obbligo della ricorrente di versare l’ulteriore importo a titolo di contributo unificato

Massime di principio

  • Nel giudizio di ripetizione di indebito relativo a un conto corrente bancario, il correntista che deduca la nullità di clausole contrattuali deve allegare e provare il contenuto delle clausole stesse, normalmente mediante produzione del contratto o del modulo contenente le condizioni economiche contestate.
  • Il principio di vicinanza della prova non consente di addossare alla banca l’onere di dimostrare il contenuto delle clausole contrattuali quando il documento è normalmente nella disponibilità di entrambe le parti sin dalla sottoscrizione.
  • La domanda di ripetizione di somme asseritamente indebitamente versate in conto corrente non può essere accolta se il richiedente non fornisce prova sufficiente della causa di nullità dedotta e dei pagamenti ripetibili.
  • In sede di legittimità, la censura che si limiti a contestare in modo generico la valutazione di merito sulla prova documentale è inammissibile se non attinge specificamente la ratio decidendi della sentenza impugnata.

Come è indicizzato

MaterieConto correnteImpugnazioni
RamiBancario e finanziarioProcesso civile
SottomaterieRicorso per cassazione
IstitutiOnere della provaNullità

Testo integrale

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