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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 41457/2025 del 24/12/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Ricorso per cassazione avverso la conferma della condanna per omicidio stradale (art.589-bis c.p.). Due motivi: (1) doglianza, ai sensi dell'art.606, comma 1, lett. b) ed e), c.p.p., di erronea valutazione dei fatti e illogicita' della motivazione con riguardo alle prove (il ricorrente sosteneva di non aver potuto vedere il pedone a causa di un SUV mal parcheggiato e di essersi trovato improvvisamente di fronte alla persona offesa); (2) doglianza, ai sensi dell'art.606, comma 1, lett. c) ed e), c.p.p., di violazione dell'art.589-bis, comma 7, c.p., per mancata concessione della circostanza attenuante dovuta a causa esterna (il veicolo parcheggiato e la turbolenza dovuta ad altri pedoni).

La decisione

La Corte di cassazione ha rigettato il ricorso ritenendolo infondato. Ha ritenuto inammissibile e meramente reiterativo il primo motivo in quanto si limitava a riproporre censure di merito gia' decise in appello senza confrontarsi con la motivazione della sentenza impugnata e tentando una rivalutazione fattuale non consentita in sede di legittimita'. Ha confermato che, in base alle risultanze di merito (dichiarazioni oculari, rilievi degli operanti e ricostruzione del punto d'urto), il pedone era al centro delle strisce, la visibilita' era adeguata e non era provata la presenza o l'influenza di un veicolo parcheggiato tale da costituire causa esterna. Di conseguenza ha ritenuto corretta l'affermazione della colpa specifica per violazione delle norme del Codice della Strada e ha escluso l'applicabilita' dell'attenuante di cui all'art.589-bis, comma 7. Confermata la condanna di primo grado (pena: anni 1 e mesi 4 di reclusione con sospensione condizionale; sanzione amministrativa accessoria: sospensione patente per 6 mesi). Condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali.

Norme richiamate

  • art.589-bis cod.pen.

    Norma che disciplina l'omicidio stradale; la Corte richiama il comma settimo riguardo alla possibile attenuante quando intervenga una causa esterna al comportamento del conducente, ma rileva che quell'ipotesi non opera in assenza di prova che un fattore esterno sia stato causa decisiva dell'evento

  • art.141 d.lgs. 30 aprile 1992, n.285 (Codice della Strada)

    Il conducente deve, altresì, ridurre la velocità e, occorrendo, anche fermarsi quando riesce malagevole l'incrocio con altri veicoli, in prossimità degli attraversamenti pedonali e, in ogni caso, quando i pedoni che si trovino sul percorso tardino a scansarsi o diano segni di incertezza [...]

    Richiama l'obbligo di moderare la velocità in prossimità degli attraversamenti pedonali: la violazione costituisce elemento di colpa specifica rilevante ai fini della responsabilità per investimento

  • art.40, comma 11, C.d.S.

    In corrispondenza degli attraversamenti pedonali i conducenti dei veicoli devono dare la precedenza ai pedoni che si accingono ad attraversare la strada o che hanno iniziato l'attraversamento[...]

    Stabilisce il principio di precedenza del pedone alle strisce: obbligo del conducente di adeguare velocità e comportamento per consentire il diritto di precedenza

  • art.191, comma 1, C.d.S.

    Quando il traffico non è regolato da agenti o da semafori, i conducenti devono dare la precedenza, rallentando gradualmente e fermandosi, ai pedoni che transitano sugli attraversamenti pedonali o si trovano nelle loro immediate prossimità.

    Ribadisce il dovere di rallentare e, se necessario, fermarsi in presenza di pedoni sugli attraversamenti; supporta la valutazione di colpa del conducente che non ha evitato l'investimento

  • art.606, comma 1, cod.proc.pen.

    Regola i motivi di ricorso per cassazione; la Corte ricorda i limiti del sindacato di legittimità (vietata rivalutazione del merito/fatti) e l'inammissibilità di censure che siano mera riproposizione di motivi gia' decisi senza confronto critico con la motivazione impugnata

Massime di principio

  • In caso di investimento su strisce pedonali il conducente ha obblighi stringenti di prudenza: deve ridurre drasticamente la velocità e, se necessario, fermarsi; la responsabilità del conducente sussiste se il pedone era visibile o stava regolarmente attraversando
  • La mera allegazione di ostacoli alla visibilità (es. veicolo parcheggiato) non basta: il conducente deve fornire prove concrete e specifiche dell'effettiva incidenza dell'ostacolo sulla dinamica dell'incidente per ottenere riconoscimenti attenuanti
  • L'attenuante di cui all'art.589-bis, comma 7, richiede la prova che una causa esterna abbia effettivamente inciso nel meccanismo causale in modo tale da rendere non centrale la condotta del conducente; in assenza di tale prova, l'attenuante non si applica
  • In sede di cassazione e' preclusa la riconsiderazione libera delle risultanze probatorie: i motivi devono contestare profili di diritto o evidenziare manifesti vizi di logica/contraddittorieta' nella motivazione, non limitarsi a ripetere i fatti gia' esaminati
  • Chi impugna deve confrontarsi puntualmente con la motivazione della sentenza impugnata: l'atto che ripropone argomentazioni gia' respinte senza rispondere alle ragioni del giudice di merito rischia l'inammissibilita' o il rigetto
  • Quando la visibilita' e le condizioni ambientali sono adeguate (illuminazione, strada asciutta) la giurisprudenza tende a ritenere preponderante l'obbligo del conducente di moderare la velocita' e di evitare l'investimento

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