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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 31525/2023 del 20/07/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Nullità della sentenza di secondo grado per omessa "vocatio in iudicium": il ricorrente deduce che la notifica del decreto di citazione per il giudizio d'appello è stata eseguita mediante consegna di copia al nuovo difensore d'ufficio nominato dopo la cancellazione dall'albo del precedente difensore domiciliatario, ritenendo tale notifica invalida in quanto il domicilio eletto dall'imputato presso il difensore originario sarebbe rimasto efficace nonostante la sopravvenuta cancellazione dall'albo

La decisione

Il ricorso è stato accolto. La Corte di Cassazione ha ritenuto che l'elezione di domicilio operata dall'imputato presso il difensore permane anche se quest'ultimo successivamente si cancella dall'albo; pertanto la notificazione effettuata consegnando copia al nuovo difensore d'ufficio è risultata un error in procedendo che ha comportato l'omessa effettiva vocatio in iudicium dell'imputato. La sentenza impugnata è stata annullata senza rinvio e gli atti sono stati trasmessi ad altra sezione della Corte d'appello di Bologna per nuovo giudizio, che dovrà svolgersi previa effettiva integrazione del contraddittorio nei confronti dell'imputato.

Norme richiamate

  • d.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309, art. 73, comma 5

    Norma sostanziale che individua la fattispecie di reato contestata (detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti). È richiamata per identificare il reato a carico dell'imputato; la decisione sulla nullità processuale non incide sulla qualificazione della fattispecie sostanziale.

  • Codice di procedura penale, art. 164, comma 4

    Riguarda la notificazione del decreto di citazione per il giudizio d'appello. Nel caso di specie è stato applicato (o invocato) per giustificare la consegna della copia del decreto al nuovo difensore d'ufficio; la Corte però ha ritenuto che tale modalità non fosse corretta alla luce della persistente elezione di domicilio presso il precedente difensore.

  • Codice di procedura penale, art. 161, comma 4

    Regola le notificazioni tramite difensore o domiciliatario. La Corte ha rilevato che l'elezione di domicilio presso una persona conserva efficacia anche se questa perde la qualità di difensore (es. cancellazione dall'albo), quindi la notificazione effettuata al nuovo difensore ai sensi di questo articolo non ha supplito all'obbligo di garantire la effettiva vocatio in iudicium dell'imputato.

  • Codice di procedura penale, art. 97, comma 1

    Disciplina la nomina del difensore d'ufficio. Nel procedimento si è proceduto alla sostituzione del difensore originario con uno nuovo in seguito alla cancellazione dall'albo; la Corte ha distinto la nomina del difensore (art. 97) dall'elezione di domicilio (art. 161), rilevando che la sopravvenuta cancellazione non azzera automaticamente l'elezione di domicilio.

Massime di principio

  • L'elezione di domicilio dell'imputato presso un difensore conserva efficacia anche se il difensore domiciliatario successivamente perde la qualità professionale (es. cancellazione o sospensione dall'albo); pertanto non può considerarsi automaticamente inidoneo il domicilio eletto per il solo fatto della cancellazione del difensore.
  • La notificazione diretta al nuovo difensore d'ufficio, effettuata sulla base della presunta inidoneità del domicilio precedentemente eletto, può integrare un'omessa "vocatio in iudicium" dell'imputato e costituire motivo di nullità della sentenza di merito se non è stata garantita l'effettiva integrazione del contraddittorio.
  • L'errore in procedendo relativo alla mancata vocatio in iudicium comporta la cassazione della sentenza e la restituzione degli atti ad altra sezione del giudice di merito per un nuovo giudizio, che dovrà assicurare la piena partecipazione e conoscenza del procedimento da parte dell'imputato.
  • La parte che rileva la nullità per notifica e vocatio omessa deve far valere tempestivamente l'eccezione (di norma alla prima occasione utile in grado di giudizio); la Corte di Cassazione può però valutare l'errore quando ne abbia accesso dagli atti per la natura dell'errore dedotto.
  • In casi simili il giudice di merito e l'ufficio che dispongono le notifiche devono verificare la persistenza dell'efficacia della precedente elezione di domicilio prima di ritenere valida la consegna della notifica a un nuovo difensore nominato d'ufficio.

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