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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 38708/2023 del 22/09/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorrente impugna la sentenza della Corte di appello che aveva confermato la condanna per truffa aggravata e sostituzione di persona. I motivi di ricorso sono: 1) mancata condizione di procedibilita' in ragione della riforma (d.lgs. 150/2022) e remissione della querela da parte della persona offesa; 2) violazione del principio di correlazione tra accusa e sentenza per diversa delimitazione temporale del fatto (febbraio-giugno 2016 in sentenza vs febbraio-agosto 2016 nell'imputazione); 3) vizio di motivazione per mancata acquisizione di perizia grafica ritenuta decisiva; 4) nullita' per errata indicazione della data della camera di consiglio e conseguente incertezza nei termini d'impugnazione.

La decisione

La Corte ha ritenuto fondato il primo motivo: in seguito all'entrata in vigore del d.lgs. 10/10/2022 n.150 la truffa aggravata e' procedibile a querela e la persona offesa aveva rimesso la querela; quindi la truffa e' estinta e la sentenza impugnata e' annullata senza rinvio limitatamente a quel reato. L'imputato e' condannato al pagamento delle spese processuali ai sensi dell'art. 340, comma 4 cod.proc.pen. I restanti motivi, esaminati con riferimento al reato procedibile d'ufficio di sostituzione di persona (art. 494 c.p.), sono stati dichiarati inammissibili o manifestamente infondati: la presunta violazione del principio di correlazione e' stata ritenuta insussistente (la differenza cronologica non altera il nucleo essenziale dell'addebito), la mancata perizia grafica non e' stata ritenuta necessaria e la doglianza sulla data della camera di consiglio e' priva di interesse concreto poiche' l'impugnazione e' stata comunque tempestiva. E' quindi divenuta irrevocabile la condanna per il reato di cui all'art. 494 c.p.; gli atti sono trasmessi ad altra sezione della Corte di appello di Roma per la rideterminazione del trattamento sanzionatorio.

Norme richiamate

  • Decreto legislativo 10 ottobre 2022, n. 150 (c.d. riforma Cartabia)

    art. 2, comma 1, lett. o)

    Ha inserito la truffa aggravata tra i reati procedibili a querela di parte; la remissione della querela estingue il reato comportando l'annullamento della sentenza limitatamente a quel capo d'imputazione.

  • Codice di procedura penale

    Consente di condannare l'imputato al pagamento delle spese processuali anche nell'ipotesi di annullamento della sentenza per estinzione del reato.

  • Codice penale

    Norma che punisce la sostituzione di persona; trattandosi di reato procedibile d'ufficio, non e' interessata dall'estinzione del reato procedibile a querela e la condanna relativa e' stata dichiarata irrevocabile.

  • Codice di procedura penale

    Principio di correlazione tra imputazione e sentenza: la violazione sussiste solo se vi e' una trasformazione radicale del fatto che pregiudichi concretamente la difesa; una diversa delimitazione temporale di poco rilievo non integra di per se' la violazione.

  • Codice di procedura penale

    art. 606, comma 1, lett. d)

    Individua i limiti della censura per vizio di motivazione; la mancata rinnovazione dell'istruttoria in appello e la mancata perizia sono censurabili solo in presenza di prove sopravvenute o se il giudice non fosse in grado di decidere allo stato degli atti.

  • Codice di procedura penale

    Stabilisce l'interesse ad impugnare come condizione di ammissibilita'; un vizio formale che non ha arrecato pregiudizio concreto e' privo di interesse e rende il motivo inammissibile.

Massime di principio

  • Se una norma sopravvenuta rende procedibile un reato a querela, la remissione della querela da parte della persona offesa estingue il reato e puo' determinare l'annullamento della sentenza limitatamente a quel capo d'imputazione.
  • La diferenza cronologica marginale tra l'epoca indicata nell'imputazione e quella ricostruita in sentenza non integra automaticamente la violazione del principio di correlazione: deve trattarsi di una trasformazione radicale che pregiudichi la difesa dell'imputato.
  • La richiesta di rinnovazione dell'istruttoria o di una perizia in appello e' ammissibile soprattutto se emergono prove sopravvenute o se il giudice ritiene di non potere decidere sugli atti; il rigetto, se logicamente motivato, e' difficilmente cassabile.
  • Un'irregolarita' formale (es. errata indicazione della data della camera di consiglio) determina nullita' o interesse ad impugnare solo se ha prodotto un danno concreto o incertezza sulla decorrenza dei termini che abbia effettivamente pregiudicato la parte.
  • I reati procedibili d'ufficio non sono interessati dall'estinzione per remissione di querela relativa ad altri reati contestati; le responsabilita' residue restano valide e vanno sanzionate separatamente.
  • L'interesse concreto all'impugnazione e' condizione di ammissibilita': l'impugnante deve dimostrare che dal gravame possa ottenere un vantaggio pratico e non solo un'aspirazione di correttezza formale.

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