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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 45090/2022 del 28/11/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Blasi era stato condannato per bancarotta fraudolenta documentale per avere, quale presidente del cda e poi liquidatore della coop. Tra.Serv., sottratto le scritture contabili obbligatorie della società fallita per procurarsi un ingiusto profitto a danno dei creditori. Impugnava in Cassazione la sentenza di appello con cinque motivi: mancato riconoscimento delle circostanze attenuanti generiche (art. 597 c.p.p.), mancata valutazione dell'elemento soggettivo (assenza di notifica di richieste di consegna dei libri e quindi mancato dolo), richiesta di derubricazione alla bancarotta semplice/omissiva (art. 217 richiamato), e censura sulla declaratoria di recidiva e sul bilanciamento delle circostanze.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto infondato il motivo sulle attenuanti (la Corte d'appello non ha aggravato il trattamento sanzionatorio), e ha confermato che i rilievi di merito (sussistenza del dolo specifico, inesigibilità di nuove valutazioni dei fatti in sede di legittimità) esulano dal sindacato della Cassazione. La decisione territoriale sul mancato deposito delle scritture, sul collegamento con il 'giro' di fatture per operazioni inesistenti e sulla recidiva è stata ritenuta logica e supportata. Condanna del ricorrente al pagamento delle spese e di euro 3.000 alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 219, ultimo comma, legge fallimentare

    Individua la pena accessoria applicata; la Corte d'appello ha ridotto la durata delle pene accessorie richiamando tale disposizione

  • art. 597 cod. proc. pen.

    Richiamato dal ricorrente in relazione al riconoscimento delle attenuanti generiche; la Cassazione ha ritenuto il motivo manifestamente infondato in quanto attiene al bilanciamento già operato dal giudice di merito

  • art. 217 (richiamato nel ricorso)

    Articolo invocato dal ricorrente per la derubricazione a fattispecie omissiva/meno grave; la Corte ha ritenuto che la valutazione dell'esistenza del dolo specifico sia questione di merito non sindacabile in Cassazione

  • art. 16 legge fallimentare

    Richiamato per ribadire l'obbligo di consegna delle scritture contabili al curatore; la Corte ha osservato che l'obbligo sussiste indipendentemente dalla prova di singole notifiche

  • art. 220 legge fallimentare

    Richiamato dal giudice per sottolineare la sanzione penale conseguente all'inadempimento dell'obbligo di consegna delle scritture

  • art. 69 cod. pen.

    Citato in relazione al giudizio di bilanciamento delle circostanze; la Corte ha ritenuto non fondata la richiesta di modifica del trattamento sanzionatorio operata dal giudice di merito

Massime di principio

  • La Cassazione non riesamina i fatti: i profili di fatto e le valutazioni probatorie compiute dal giudice di merito sono inammissibili se il ricorso solo prospetta una diversa valutazione delle stesse.
  • L'obbligo di consegna delle scritture contabili al curatore (norme fallimentari) grava sul soggetto e non è eliso dalla mera assenza di prova di singole notifiche: l'inadempimento può integrare illecito penale quando sussiste il dolo specifico di recare danno ai creditori.
  • La presenza di un 'giro' di fatture per operazioni inesistenti e il vincolo infrastrutturale tra imprese riconducibili allo stesso amministratore sono elementi che rafforzano il convincimento sul dolo e sul danno ai creditori.
  • La derubricazione a reato meno grave richiede dimostrare l'assenza del dolo specifico; la mera deduzione teorica in Cassazione è insufficiente se i giudici di merito hanno motivato in senso contrario.
  • Precedenti condanne per comportamenti collegati all'attività imprenditoriale (anche omissivi come il mancato versamento di ritenute) possono integrare la recidiva e influire sul trattamento sanzionatorio, se ritenute rilevanti dal giudice di merito.

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