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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 20303/2025 del 30/05/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione della conferma della condanna per porto senza giustificato motivo di un manganello telescopico (66 cm). Il ricorrente ha dedotto sei motivi: (1) errato rigetto dell'eccezione di prescrizione alla luce delle riforme legislative (Orlando/Cartabia); (2) illogicità e travisamento della prova in relazione alla deposizione del verbalizzante Panfili e alla visibilità dell'arma; (3) utilizzabilità indebita delle dichiarazioni rese dall'imputato al momento del controllo (art. 63 e 191 c.p.p.); (4) errata valutazione e contraddittorietà nella lettura della deposizione del teste Fortunato Pace rispetto a Panfili; (5) vizio di motivazione riguardo all'elemento psicologico, tenuto conto che l'auto era di proprietà di terzi e l'uso era occasionale; (6) erronea esclusione dell'attenuante della lieve entità ex art. 4, comma 3, legge 110/1975, con rilievo improprio sulle pregresse condanne.

La decisione

La Corte di cassazione ha rigettato il ricorso nel suo complesso e confermato la condanna. Motivazioni principali: (i) il primo motivo è infondato perché le Sezioni Unite (informazione provvisoria n.19/2024, 12/12/2024) hanno chiarito l'applicabilità della sospensione della prescrizione (art.159 c.p.) per il periodo indicato, dunque correttamente respinta l'eccezione di prescrizione; (ii) il terzo motivo relativo all'inutilizzabilità di alcune dichiarazioni è ritenuto privo di rilevanza perché il ricorrente non ha specificato quali atti andassero esclusi né come la loro esclusione avrebbe inciso decisivamente sul giudizio; (iii) i motivi che attaccano la valutazione delle prove (2°, 4°, 5°) sono non consentiti in Cassazione in quanto riedizione del fatto e della valutazione di merito; la Corte ha ritenuto coerente e sufficiente la motivazione di merito, valorizzando la deposizione di Panfili e l'assenza di riscontri sulle versioni difensive; (iv) il diniego della lieve entità è stato adeguatamente motivato dalla potenzialità lesiva dell'arma e dalle precedenti condanne dell'imputato. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali ai sensi dell'art. 616 c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 159 cod. pen.

    commi secondo, terzo e quarto

    Le Sezioni Unite (informazione provvisoria n.19/2024) hanno affermato che la disciplina della sospensione del corso della prescrizione introdotta dalla legge 23 giugno 2017 n.103 (c.d. riforma Orlando) continua ad essere applicabile, in relazione ai reati commessi dal 3 agosto 2017 al 31 dicembre 2019, anche dopo la successiva novella (legge 27 novembre 2021, n.134).

  • art. 63 cod. proc. pen.

    Prevede il divieto di utilizzazione delle dichiarazioni rese dalla persona che sin dall'inizio doveva essere sentita come imputato o indagato; la Corte conferma il principio ma rileva che, nel caso concreto, il ricorrente non ha dimostrato né quali dichiarazioni dovessero essere escluse né la loro incidenza decisiva sull'esito del processo.

  • art. 191 cod. proc. pen.

    Norma richiamata in combinato con art.63 c.p.p. in tema di utilizzabilità delle dichiarazioni; la Corte ha valutato che l'eccezione, pur fondata in linea di principio, è stata trattata senza rilievo pratico per il giudizio di condanna per mancanza di specificità dell'impugnazione.

  • art. 4, comma 3, legge 18 aprile 1975, n. 110

    Regime dell'attenuante della lieve entità del fatto: la Corte ha ritenuto di escludere la diminuente perché l'arma aveva potenzialità lesiva (dimensioni, materiale, pronta disponibilità) e per la presenza di precedenti penali che incidono negativamente sulla personalità del soggetto.

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Norma che disciplina la condanna al pagamento delle spese processuali: il ricorrente è stato condannato alle spese di cassazione.

Massime di principio

  • Le questioni di fatto e la valutazione delle prove sono in genere non sindacabili in sede di cassazione: l'attenzione si concentra su vizi di diritto, violazioni di norme di procedimento o illogicità manifeste e specificamente indicate.
  • L'eccezione di prescrizione basata su mutate letture delle riforme legislative richiede oggi attenzione alla giurisprudenza delle Sezioni Unite: se queste hanno già interpretato l'applicabilità della sospensione, l'eccezione è difficilmente accoglibile.
  • La semplice affermazione dell'uso occasionale di un veicolo di terzi o della proprietà di terzi non esclude la responsabilità per il porto di un'arma se l'arma è stata rinvenuta in luogo visibile e raggiungibile; la difesa deve fornire elementi concreti di riscontro per la versione alternativa.
  • Le dichiarazioni spontanee rese alla polizia giudiziaria possono essere inutilizzabili per la giurisdizione, ma la parte che ne lamenta l'illegittima utilizzazione deve indicare specificamente gli atti viziati e dimostrare la rilevanza decisiva dell'esclusione per evitare l'inammissibilità del motivo per genericità.
  • Per ottenere il riconoscimento dell'attenuante della lieve entità nel porto di armi è necessario contrastare la valutazione sulla pericolosità dell'arma e fornire argomentazioni convincenti circa l'assenza di pericolo concreto e l'insussistenza di un profilo di pericolosità personale (es. precedenti penali).
  • In Cassazione è cruciale la specificità dei motivi: censure generiche, prive di indicazione puntuale di atti e della loro incidenza sul giudizio, sono dichiarate inammissibili o infondate.

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