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Cassazione Civile, Ordinanza n. 35026/2022 del 29/11/2022

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (intermediario)

La controversia

La controversia nasce da un pagamento ritenuto indebito eseguito a favore di un soggetto non legittimato nell’ambito di un bonifico domiciliato. La società attrice aveva chiesto il risarcimento del danno nei confronti dell’operatore che aveva effettuato il pagamento; la domanda era stata accolta in primo grado e rigettata in appello. In cassazione la parte soccombente ha proposto ricorso affidato a due motivi, ma la Corte non è entrata nel merito perché ha rilevato d’ufficio un vizio di ammissibilità: i soggetti che avevano sottoscritto il mandato speciale ad litem in nome della società ricorrente risultavano indicati come procuratori in forza di due procure notarili, ma tali procure non erano state prodotte in giudizio. Secondo la Corte, in caso di ricorso proposto da un procuratore speciale o generale, la produzione della procura è indispensabile per verificare il corretto conferimento del potere rappresentativo; la mera indicazione degli estremi dell’atto non basta. Il ricorso è stato quindi dichiarato inammissibile, con condanna alle spese e applicazione dell’ulteriore contributo unificato.

La decisione

La Corte ha preliminarmente esaminato l’ammissibilità del ricorso e ha ritenuto che mancasse la produzione delle procure notarili in base alle quali i sottoscrittori del mandato difensivo agivano come rappresentanti volontari della società ricorrente. Poiché senza tali documenti non è verificabile il potere rappresentativo, il ricorso è stato dichiarato inammissibile. La Corte ha inoltre condannato la ricorrente al pagamento delle spese del giudizio di cassazione in favore della controricorrente e ha dato atto dei presupposti per l’ulteriore contributo unificato ex art. 13, comma 1 quater, D.P.R. 115/2002.

Norme richiamate

  • art. 77 c.p.c.

    Quando il ricorso è proposto da un procuratore, deve essere possibile verificare il conferimento del potere rappresentativo; se la procura non è prodotta, il ricorso è inammissibile e il vizio è rilevabile d’ufficio.

  • artt. 375, 376 e 380 bis c.p.c.

    Consentono la trattazione in camera di consiglio nei casi ritenuti dal relatore destinati a una declaratoria di inammissibilità o manifesta infondatezza.

  • art. 380 bis, comma 2, c.p.c.

    È richiamato per il deposito della memoria dopo la comunicazione della proposta del relatore.

  • art. 13, comma 1 quater, D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115

    In caso di rigetto o di declaratoria di inammissibilità/improcedibilità dell’impugnazione, sussistono i presupposti per l’ulteriore importo a titolo di contributo unificato.

  • art. 13, comma 1-bis, D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115

    È il parametro richiamato per il raddoppio del contributo unificato nei casi previsti dal comma 1 quater.

Massime di principio

  • Se il ricorso per cassazione è proposto tramite procuratore speciale o generale, la procura deve essere prodotta in giudizio; la sua mancata produzione impedisce il controllo sul potere rappresentativo e determina l’inammissibilità del ricorso.
  • La mera indicazione degli estremi della procura non è sufficiente a sanare la mancanza del documento, perché il giudice deve poter verificare direttamente l’esistenza e l’estensione del potere conferito.
  • Il vizio relativo alla mancanza della prova del potere rappresentativo è rilevabile d’ufficio in ogni stato del giudizio di legittimità.
  • La declaratoria di inammissibilità dell’impugnazione comporta la regolazione delle spese secondo soccombenza e può integrare i presupposti per l’ulteriore contributo unificato.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioni
RamiProcesso civile
SottomaterieRicorso per cassazione
IstitutiOnere della provaLitisconsorzio necessario

Testo integrale

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