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Cassazione Penale, Ordinanza n. 31124/2025 del 16/09/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

L'imputato ha proposto ricorso per cassazione contro la sentenza della Corte d'appello che, in parziale riforma della decisione di primo grado resa in abbreviato, lo aveva ritenuto responsabile di rapina impropria e condannato a pena detentiva e pecuniaria, con prevalenza dell'attenuante del fatto di lieve entità ex art. 62 n. 4 c.p. sulla recidiva. L'unico motivo deduceva, ai sensi dell'art. 606, comma 1, lett. b), c.p.p., l'inosservanza o erronea applicazione della legge penale per il mancato riconoscimento della circostanza attenuante della lieve entità del fatto, invocando la sentenza della Corte costituzionale n. 86 del 2024. La Corte di cassazione non è entrata nel merito del motivo perché ha rilevato d'ufficio la tardività del ricorso: la sentenza d'appello, con motivazione contestuale, era stata comunicata il 07/04/2025; il termine di quindici giorni ex art. 585, comma 1, lett. a), c.p.p. scadeva il 22/04/2025; il ricorso era stato depositato il 23/04/2025, quindi oltre termine.

La decisione

La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile per tardività del deposito, rilevando che, nel caso di sentenza d'appello resa con motivazione contestuale nel contesto del giudizio cartolare emergenziale, il termine per impugnare decorre dalla comunicazione della sentenza stessa. Conseguentemente ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro 3.000,00 in favore della Cassa delle ammende, ravvisando profili di colpa nella determinazione della causa di inammissibilità.

Norme richiamate

  • art. 62, n. 4, c.p.

    Richiamato come circostanza attenuante ritenuta prevalente dalla corte d'appello sulla recidiva; il ricorso lamentava il mancato riconoscimento della lieve entità del fatto.

  • art. 606, comma 1, lett. b), c.p.p.

    Norma invocata dal ricorrente per dedurre l'inosservanza o erronea applicazione della legge penale.

  • art. 585, comma 1, lett. a), c.p.p.

    Il termine per proporre impugnazione avverso la sentenza con motivazione contestuale è di quindici giorni.

  • art. 610, comma 5-bis, c.p.p.

    In combinato con l'art. 591, comma 1, lett. c), consente la trattazione de plano del ricorso in caso di inammissibilità rilevabile in limine.

  • art. 591, comma 1, lett. c), c.p.p.

    La tardività del ricorso integra causa di inammissibilità.

  • art. 616, comma 1, c.p.p.

    In caso di inammissibilità, comporta la condanna alle spese processuali e, ove vi sia colpa nella causa di inammissibilità, al versamento di una somma alla Cassa delle ammende.

  • sentenza della Corte costituzionale n. 86 del 2024

    Richiamata dal ricorrente a sostegno della richiesta di riconoscimento della circostanza attenuante della lieve entità del fatto.

Massime di principio

  • Quando la sentenza d'appello è deliberata con motivazione contestuale e viene comunicata alle parti nel contesto del giudizio cartolare emergenziale, il termine per proporre ricorso per cassazione decorre dalla data di comunicazione della sentenza completa di dispositivo e motivazione.
  • Il deposito del ricorso oltre il termine di legge determina inammissibilità immediata, rilevabile d'ufficio, senza esame dei motivi di merito.
  • La tardività del ricorso integra una causa di inammissibilità che può essere trattata de plano ai sensi della disciplina processuale sul filtro di ammissibilità.
  • In caso di inammissibilità del ricorso, la Corte condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali e, se ravvisa colpa nella determinazione della causa di inammissibilità, anche al pagamento di una somma in favore della Cassa delle ammende.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioniRapina
RamiProcesso penaleDelitti contro il patrimonio
IstitutiNullità processuale

Testo integrale

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