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Sentenza

Sentenza n. 330/2026 - Potenza, Sezione 1

Giustizia amministrativa202600194

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Basilicata, Sez. ISentenzaAzione avverso il silenzio

Atto impugnato: Silenzio della Prefettura di Matera sull’istanza del 19 giugno 2025 per il rilascio di un permesso di soggiorno in attesa di occupazione

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (prefettura)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente, entrato in Italia con nulla osta del 4 febbraio 2024, poi revocato il 12 marzo 2025 perché i modelli IVA presentati dal datore di lavoro non trovavano riscontro nel portale dell’Agenzia delle Entrate, aveva chiesto il 19 giugno 2025 alla Prefettura di Matera un permesso di soggiorno in attesa di occupazione. Deduceva che il datore di lavoro indicato nel nulla osta e nel visto non lo aveva assunto e che il nulla osta per lavoro subordinato era stato revocato; con ricorso ai sensi degli artt. 31 e 117 c.p.a. chiedeva di dichiarare illegittimo il silenzio-inadempimento.

La decisione

Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse, poiché, dopo la proposizione del ricorso, la Prefettura aveva adottato il provvedimento del 21 maggio 2026, prot. n. 34836, respingendo l’istanza. Il giudice ha inoltre rilevato che la pretesa era palesemente infondata, richiamando l’orientamento per cui il dovere di concludere il procedimento va verificato in concreto e non è utile imporre una decisione espressa quando la pretesa è manifestamente infondata. Spese compensate per eccezionali motivi.

Norme richiamate

  • artt. 31 e 117 c.p.a.

    Ricorso ex artt. 31, commi 1, 2 e 3, e 117 Cod. Proc. Amm.

    Disciplinano l’azione proposta contro il silenzio-inadempimento della pubblica amministrazione.

  • art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.

    Ciò stante, al Collegio non rimane altro che dichiarare, ai sensi dell’art. 35, comma 1, lett. c), cod. proc. amm., il ricorso in esame improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse.

    Il ricorso è improcedibile quando, in seguito all’adozione del provvedimento espresso richiesto, viene meno l’interesse alla decisione sull’azione avverso il silenzio.

  • art. 2 l. 241/1990

    Pur tenendo conto della palese infondatezza nel merito del ricorso in esame e dell’orientamento giurisprudenziale, condiviso anche da questo Tribunale, ai sensi del quale il dovere della Pubblica Amministrazione ex art. 2 L. n. 241/1990, di concludere il procedimento, deve essere verificato in concreto, in quanto non sarebbe utile imporre all’Amministrazione l’obbligo di una decisione espressa in presenza di una pretesa manifestamente infondata, che hanno determinato il diniego del patrocinio a spese dello Stato, sussistono eccezionali motivi per disporre la compensazione tra le parti delle spese di giudizio.

    Il dovere di concludere il procedimento va apprezzato in concreto; secondo l’orientamento richiamato dal TAR, non è utile imporre una decisione espressa quando la pretesa sostanziale è manifestamente infondata.

Massime di principio

  • Nel giudizio avverso il silenzio, l’adozione in corso di causa del provvedimento espresso sull’istanza determina la sopravvenuta carenza di interesse e l’improcedibilità del ricorso.
  • Il dovere dell’amministrazione di concludere il procedimento va verificato in concreto; secondo l’orientamento richiamato dal TAR, non è utile imporre una decisione espressa quando la pretesa è manifestamente infondata.

Come è indicizzato

MateriePermesso di soggiornoTermini e notificazione del ricorsoEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcesso amministrativo
IstitutiSilenzio della pubblica amministrazioneSopravvenuta carenza di interesse

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