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Sentenza civile

Cassazione Civile, Sentenza n. 19815/2020 del 22/09/2020

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente chiedeva l'accertamento dell'acquisto della proprietà per usucapione di un alloggio assegnatogli con patto di futura vendita, costruito nell'ambito di un intervento di edilizia pubblica realizzato dallo I.A.C.P. per conto dell'Azienda Autonoma delle Ferrovie (oggi R.F.I.). R.F.I. aveva chiamato in causa lo I.A.C.P. e il Comune, sostenendo di non aver perfezionato la proprietà superficiaria delle aree per mancata stipula della convenzione; lo I.A.C.P. si costituiva opponendosi. In Cassazione il ricorrente deduceva, tra l'altro, che la Corte d'appello aveva errato nel ritenere il bene parte del patrimonio indisponibile comunale e dunque inusucapibile, e prospettava vizi di decisione e di motivazione rispetto alle impugnazioni delle controparti.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha confermato il principio che gli immobili rientranti in interventi pubblici finalizzati ad interessi pubblici (edilizia popolare, convenzioni con enti pubblici) restano nel patrimonio indisponibile dell'ente fino al completamento del procedimento amministrativo che ne determina la declassificazione; la deliberazione comunale e la mancata convenzione non hanno trasferito la proprietà superficiaria e non hanno dato luogo a possesso utile ad usucapione. Inoltre la Corte ha dichiarato inammissibili o infondate alcune censure per difetto di specificità (mancata riproduzione degli atti impugnati) e ha rilevato che la promessa di vendita o il possesso derivante da un rapporto di detenzione non si traducono automaticamente in possesso idoneo all'usucapione senza atto di interversione ex art.1141 c.c.. Spese a carico del ricorrente.

Norme richiamate

  • art. 934 c.c.

    Riflesso nel tema dell'accessione e del diritto di accessione: la rinuncia comunale ipotizzata non è idonea, da sola, a declassificare il bene dal patrimonio indisponibile; il trasferimento richiede gli atti e le procedure previsti dalla legge

  • art. 6 Legge n.605/1966

    Norme sul patto di futura vendita e sulle assegnazioni di alloggi di edilizia pubblica: la procedura complessa prevista dalla legge deve completarsi per determinare effetti traslativi; fino ad allora la situazione è qualificata come rapporto obbligatorio/detentione, non possesso utile ad usucapione

  • art. 2932 c.c.

    Richiamato come base per la richiesta, ma la Corte ha valutato che non poteva sorgere l'effetto costitutivo richiesto senza il presupposto della disponibilità del bene

  • artt. 342 e 343 c.p.c.

    Norme processuali richiamate nella censura sul difetto di specificità dell'appello; la Corte ha ritenuto inammissibile la doglianza per mancata riproduzione dell'atto di appello oggetto di critica

  • art. 360 n.3 c.p.c.

    Fondamento di censura per violazione di legge e vizio motivazionale utilizzato dal ricorrente; la Corte ha esaminato le questioni ma ha dichiarato infondati o inammissibili vari motivi

  • art. 366, primo comma, n.6 e art. 369, secondo comma, n.4 c.p.c.

    Regole procedurali sulla formulazione del ricorso per cassazione e sulla specificità delle censure: la Corte ha richiamato l'onere del ricorrente di riprodurre gli atti impugnati quando si deduce la genericità dell'appello avversario

  • art. 830 e art. 828, secondo comma, c.c.

    Principio che i beni del patrimonio indisponibile possono essere sottratti alla destinazione pubblica solo nei modi stabiliti dalla legge; la Corte ha applicato tale principio per escludere l'usucapione

  • art. 1141 c.c.

    Concetto di interversione del possesso: la Corte ha ribadito che il promissario acquirente che detiene l'immobile ha detenzione qualificata e non possesso usucapibile, salvo prova di atto di interversione ai sensi di questa norma

  • art. 112 c.p.c.

    Richiamata nella censura circa l'esame di questioni non dedotte: la Corte ha ritenuto pertinente l'esame di atti collegati, purché connessi logicamente alle questioni sottoposte

  • art. 2643 c.c.

    Disciplina delle trascrizioni immobiliari: la Corte ha ricordato che le trascrizioni/non costituiscono prova decisiva dei diritti reali ma solo elementi valutabili dal giudice; la doglianza relativa ai registri è stata peraltro dichiarata priva di specificità

  • art. 13, comma 1-quater, D.P.R. n.115/2002

    Norma sul contributo unificato: la Corte ha dato atto della sussistenza dei presupposti per un ulteriore versamento da parte del ricorrente

Massime di principio

  • Un immobile rientrante in un intervento pubblico finalizzato a un interesse pubblico primario resta nel patrimonio indisponibile dell'ente fino al completamento della procedura amministrativa prevista: in tale periodo non è suscettibile di usucapione da parte di occupanti privati
  • La semplice assegnazione con patto di futura vendita o la consegna anticipata produce una detenzione qualificata; per trasformarla in possesso idoneo all'usucapione è necessario dimostrare un atto di interversione (art.1141 c.c.)
  • Una deliberazione comunale che approva un programma o dichiara una rinuncia non declassifica automaticamente il bene; il trasferimento della disponibilità richiede gli atti e le convenzioni previsti dalla normativa di settore
  • Le trascrizioni nei registri immobiliari e le note di trascrizione sono elementi di prova valutabili ma non costituiscono prova automatica e definitiva della titolarità del diritto reale
  • In sede di impugnazione è cruciale la specificità delle censure: per far valere la nullità o la genericità di atti processuali al giudice di legittimità occorre riprodurre e precisare i testi degli atti critici conformemente alle norme processuali
  • Il giudice può esaminare questioni non espressamente dedotte se esse sono logicamente connesse a quelle proposte dalle parti, ma le parti devono fornire gli elementi documentali necessari per fondare le loro eccezioni

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