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Cassazione Penale, Ordinanza n. 04633/2025 del 05/02/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

Il ricorrente ha proposto ricorso per cassazione contro la sentenza della Corte d'appello di Catania, articolando un unico motivo di censura. Ha dedotto vizio di motivazione per il mancato riconoscimento delle circostanze attenuanti generiche, sostenendo che il diniego sarebbe stato fondato su un riferimento troppo generico alle modalità dei fatti e alla personalità dell'imputato. Dal testo non emergono i fatti storici specifici né il reato presupposto della condanna impugnata.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha ritenuto che il giudice di merito possa fondare il diniego delle attenuanti generiche anche su un solo elemento ritenuto prevalente, purché attinente alla personalità dell'imputato o all'entità e alle modalità del reato; ha inoltre ribadito che le attenuanti generiche richiedono elementi positivi e che non basta la mera assenza di elementi negativi o il solo stato di incensuratezza. Nel caso concreto, la Corte d'appello aveva motivato richiamando modalità esecutive e personalità dell'imputato, mentre il ricorso si era limitato a contestare la genericità di tale riferimento senza indicare elementi specifici trascurati dal giudice di merito. Conseguentemente, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di euro 3.000 alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 133 c.p.

    elementi indicati dall'art. 133 cod. pen.

    Ai fini del riconoscimento o del diniego delle attenuanti generiche, il giudice può valorizzare uno solo degli elementi previsti dalla norma, se ritenuto prevalente e decisivo.

  • art. 62-bis c.p.

    Le attenuanti generiche non costituiscono un diritto automatico; dopo la riforma del 2008 non è sufficiente il solo stato di incensuratezza, ma occorrono elementi positivi a sostegno del beneficio.

  • d.l. 23 maggio 2008, n. 92

    La riforma ha inciso sull'art. 62-bis c.p., rafforzando l'esigenza di elementi positivi per la concessione delle attenuanti generiche.

  • legge 24 luglio 2008, n. 125

    Legge di conversione del d.l. n. 92 del 2008, richiamata per la riforma dell'art. 62-bis c.p.

  • art. 616 c.p.p.

    In caso di inammissibilità del ricorso, il ricorrente è condannato alle spese processuali e, salvo assenza di colpa nella causa di inammissibilità, al pagamento di una somma in favore della Cassa delle ammende.

Massime di principio

  • Il diniego delle circostanze attenuanti generiche è legittimo se il giudice di merito indica anche un solo elemento ritenuto prevalente tra quelli rilevanti per la personalità dell'imputato, l'entità del fatto o le modalità esecutive della condotta.
  • Le circostanze attenuanti generiche non spettano automaticamente in assenza di elementi negativi: la loro concessione presuppone la presenza di elementi positivi specificamente valorizzabili.
  • Dopo la riforma dell'art. 62-bis c.p., il mero stato di incensuratezza non è sufficiente, da solo, a fondare il riconoscimento delle attenuanti generiche.
  • La censura di vizio di motivazione sul diniego delle attenuanti generiche deve indicare puntualmente quali elementi concreti, già introdotti nel giudizio di merito, sarebbero stati trascurati dal giudice; la semplice affermazione di genericità della motivazione non è sufficiente.
  • In cassazione, la contestazione del mancato riconoscimento delle attenuanti generiche non può risolversi in una richiesta di nuova valutazione del merito se la motivazione del giudice di appello è logicamente coerente e ancorata a dati fattuali rilevanti.

Come è indicizzato

MaterieCircostanze del reatoPena e commisurazione
RamiParte generale

Testo integrale

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