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Cassazione Civile, Ordinanza n. 28263/2021 del 15/10/2021

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (contribuente)

La controversia

La controversia nasce da un avviso di liquidazione per imposta di registro, con cui l'Ufficio aveva riqualificato, ai sensi dell'art. 20 del d.P.R. n. 131 del 1986, un contratto di affitto di un terreno destinato all'installazione di un impianto fotovoltaico come concessione di diritto reale di superficie, applicando le relative aliquote proporzionali. La CTR aveva invece annullato l'atto ritenendo il negozio riconducibile a un affitto/locazione atipica. L'Agenzia, con unico motivo ex art. 360, n. 3, c.p.c., ha denunciato violazione e falsa applicazione dell'art. 20 d.P.R. n. 131 del 1986 e degli artt. 952, 953, 1571, 1576, 1587, 1590 e 1615 c.c., sostenendo che le clausole contrattuali rilevate dalla CTR (ius aedificandi, manutenzione straordinaria a carico dell'affittuaria, acquisto degli impianti al termine) sarebbero tipiche del diritto di superficie e incompatibili con una semplice locazione/affitto.

La decisione

La Corte ha ritenuto infondato il ricorso. Ha escluso, in via preliminare, che la sentenza della CTR si fondasse su una seconda ratio decidendi autonoma non impugnata, chiarendo che il riferimento alla carenza di motivazione dell'avviso non aveva condotto a una autonoma declaratoria di illegittimità dell'atto. Ha poi respinto anche l'eccezione di giudicato esterno sollevata dalla contribuente, osservando che non era dimostrabile l'identità dei contratti oggetto delle precedenti sentenze richiamate e che, comunque, la qualificazione giuridica operata dalla CTR non è oggetto di giudicato. Nel merito, la Cassazione ha ribadito che l'interpretazione della volontà negoziale è accertamento di fatto, mentre la qualificazione del contratto è sindacabile solo per violazione dei criteri legali di ermeneutica. Applicando tali principi, ha ritenuto non illogica né contra legem la qualificazione data dal giudice di merito come affitto/locazione, valorizzando il canone periodico, la compressione limitata del diritto di proprietà e la possibilità per le parti di regolamentare contrattualmente la realizzazione e la sorte degli impianti. Le spese sono state compensate per la recente formazione della giurisprudenza sulla questione.

Norme richiamate

  • art. 20 d.P.R. n. 131 del 1986

    "l'imposta è applicata secondo la intrinseca natura e gli effetti giuridici dell'atto presentato alla registrazione, anche se non vi corrisponda il titolo o la forma apparente, sulla base degli elementi desumibili dall'atto medesimo, prescindendo da quelli extratestuali e dagli atti ad esso collegati"

    ai fini dell'imposta di registro la qualificazione dell'atto deve fondarsi sugli elementi desumibili dal testo negoziale e sui suoi effetti giuridici, non potendo l'Ufficio valorizzare elementi esterni all'atto; la riqualificazione è ammessa solo entro tali limiti.

  • art. 952 c.c.

    "Il proprietario può costituire il diritto di fare e mantenere al disopra del suolo una costruzione a favore di altri"

    descrive il contenuto tipico del diritto di superficie, che comporta separazione tra proprietà del suolo e proprietà della costruzione.

  • art. 953 c.c.

    è richiamato per evidenziare che il diritto di superficie può essere costituito a termine e si estingue alla scadenza, con consolidazione della proprietà in capo al proprietario del fondo, salvo diverso accordo.

  • art. 1571 c.c.

    "Il locatore si obbliga a far godere una cosa mobile o immobile per un dato tempo, verso un determinato corrispettivo"

    la locazione ha effetti obbligatori e consente al proprietario di trasferire la disponibilità del bene per un tempo determinato dietro corrispettivo, potendo anche comprendere la facoltà di edificare manufatti rimossi o meno alla scadenza.

  • art. 1322 c.c.

    è richiamato indirettamente per affermare che l'autonomia contrattuale può dar vita a schemi atipici con effetti obbligatori, non necessariamente riconducibili al diritto reale di superficie.

  • artt. 1362 e ss. c.c.

    la qualificazione del negozio è sindacabile in cassazione solo se il giudice di merito viola i criteri legali di interpretazione contrattuale.

  • art. 360, primo comma, n. 3, c.p.c.

    viene utilizzato come fondamento formale del motivo di ricorso per violazione e falsa applicazione di norme di diritto.

  • art. 23, comma 9, D.L. 28 ottobre 2020 n. 137

    richiamato solo per la modalità di trattazione/decisione da remoto.

Massime di principio

  • In materia di imposta di registro, la qualificazione dell'atto deve essere effettuata secondo la sua intrinseca natura e i suoi effetti giuridici, ma solo sulla base degli elementi emergenti dal testo negoziale, senza ricorso ad elementi extratestuali o a collegamenti negoziali esterni.
  • La distinzione tra diritto di superficie e locazione/affitto va operata verificando se dal contratto emerga la costituzione di un diritto reale di edificare e mantenere l'opera, oppure soltanto un rapporto obbligatorio di godimento del bene con eventuale facoltà di edificare manufatti.
  • La previsione di ius aedificandi, obblighi di manutenzione straordinaria a carico dell'utilizzatore e disciplina della sorte finale dell'impianto non determina automaticamente la sussistenza di un diritto di superficie, potendo tali pattuizioni essere compatibili con un contratto di locazione/affitto atipico o comunque con effetti meramente obbligatori.
  • L'interpretazione della volontà negoziale è un accertamento di fatto riservato al giudice di merito; in cassazione è censurabile solo la qualificazione giuridica del contratto, ove effettuata in violazione dei criteri ermeneutici legali.
  • La qualificazione giuridica di un contratto non costituisce di regola oggetto di giudicato esterno autonomo, se non nei limiti in cui sia dimostrata l'identità del rapporto e del contratto dedotto nei diversi giudizi.

Come è indicizzato

MaterieAccertamentoLocazione commercialeServitùCompetenza
RamiTributiContrattiDiritti realiProcesso civile
IstitutiOnere della provaGiudicatoBuona fede e correttezza

Testo integrale

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