Cassazione Penale, Sentenza n. 7940/2022 del 04/03/2022
Sintesi
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Favorevole al ricorrente
La controversia
Impugnazione dell'ordinanza che ha unificato tre sentenze ai fini del trattamento sanzionatorio. Il ricorrente deduce violazione di legge e vizio di motivazione poiché il giudice dell'esecuzione ha attribuito la medesima porzione di pena (anni 1 e mesi 6, già ridotta per il rito abbreviato) ai reati satellite (due estorsioni e una violenza privata) senza indicare i parametri utilizzati e senza differenziare la pena in relazione alla diversa gravità delle condotte.
La decisione
Il ricorso è stato accolto. La Corte ha ritenuto carente la motivazione del giudice dell'esecuzione circa la determinazione delle porzioni di pena per i reati satellite: è necessario calcolare e motivare distintamente l'aumento di pena per ciascun reato satellite, in modo da rispettare il rapporto di proporzione tra le pene e i limiti dell'art. 81 c.p. L'ordinanza impugnata è stata annullata e il fascicolo è stato rinviato per nuovo giudizio al Tribunale di Napoli, in diversa composizione, perché proceda a nuova determinazione delle singole porzioni di pena conformemente al principio richiamato.
Norme richiamate
Norma che disciplina la competenza e i poteri del giudice dell'esecuzione in tema di uniformazione del trattamento sanzionatorio e di determinazione della pena complessiva.
Individuato quale reato più grave tra quelli giudicati e usato per la determinazione della pena base nel calcolo della continuazione.
Fissa i limiti e i criteri del cumulo e della proporzione delle pene; la motivazione deve garantire che non si sia sostanzialmente operato un cumulo materiale in violazione di questi limiti.
Sez. U., n. 47127 del 24/06/2021 (Pizzone, Rv. 282269) - giurisprudenza
Principio secondo cui, nel reato continuato, il giudice deve individuare il più grave reato, stabilire la pena base e calcolare e motivare distintamente l'aumento di pena per ciascun reato satellite, con grado di motivazione commisurato all'entità dell'aumento.
Sentenza Corte costituzionale n. 183 del 2013 - giurisprudenza costituzionale
Richiamata in relazione all'obbligo di rinnovare il giudizio davanti a diversa composizione nel caso di annullamento dell'atto impugnato, consentendo al giudice di riformulare motivazioni e decisioni in diversa composizione.
Massime di principio
- Quando si applica la continuazione il giudice deve prima individuare il reato più grave e fissare la pena base su quel reato.
- Per ciascun reato satellite il giudice deve calcolare e motivare separatamente l'aumento di pena; non è sufficiente attribuire la stessa porzione di pena a più reati senza parametri o giustificazione.
- La motivazione richiesta è proporzionata all'entità dell'aumento: aumenti significativi richiedono argomentazioni più dettagliate per dimostrare il rispetto dei limiti dell'art. 81 c.p.
- Le differenze di natura e gravità delle condotte (es. estorsione vs. violenza privata) devono tradursi, salvo specifica e motivata ragione, in differenziazioni delle porzioni di pena assegnate.
- La mancata motivazione o l'adozione di criteri uniformi non giustificati espone il provvedimento ad annullamento e a rinvio per nuovo giudizio davanti a diversa composizione.
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