Cassazione Penale, Sentenza n. 7819/2022 del 04/03/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione della sentenza del Tribunale di Asti che, pur dichiarando l'imputato colpevole del reato di truffa e condannandolo, aveva escluso la circostanza aggravante della "minorata difesa" prevista dall'art. 61, comma 1, n. 5, c.p.; il Procuratore contesta l'esclusione sostenendo che la truffa realizzata mediante vendita online integra di per sé la circostanza aggravante in quanto la distanza e l'uso della rete avrebbero consentito all'agente di schermare la propria identità e di ostacolare i controlli della vittima
La decisione
La Corte ha rigettato il ricorso del Procuratore, ritenendolo infondato. Ha confermato che la mera commissione del reato online non comporta automaticamente l'integrazione della circostanza aggravante della minorata difesa: occorre provare in concreto che la circostanza (di tempo, luogo o persona) abbia effettivamente ostacolato la difesa pubblica o privata e che l'agente ne abbia concretamente tratto vantaggio. Nel caso concreto il Tribunale aveva accertato che l'imputato aveva fornito elementi riconducibili alla propria identità (account riconoscibile, estremi della carta intestata, codice fiscale) e che le indagini non erano state ostacolate, quindi non sussisteva l'elemento della minorata difesa
Norme richiamate
art. 61, comma primo, n. 5, cod. pen.
La circostanza aggravante della "minorata difesa" richiede che esista una circostanza di tempo, luogo o persona astrattamente idonea a ostacolare la difesa, che tale circostanza abbia in concreto prodotto un ostacolo alla difesa pubblica o privata, e che l'agente ne abbia concretamente approfittato; la sola commissione del reato online non è di per sé sufficiente
art. 23, comma 8, d.l. n. 137 del 2020, conv. in l. n. 176 del 2020
Richiamata come riferimento procedurale circa le forme del procedimento; non incide sulla valutazione dell'aggravante sostanziale
Massime di principio
- La commissione di una truffa online non integra automaticamente la circostanza aggravante della minorata difesa: serve una valutazione concreta del caso
- Per configurare l'aggravante ex art. 61, comma 1, n. 5, è necessario dimostrare tre elementi: a) l'esistenza di una circostanza di tempo/luogo/persona astrattamente idonea ad ostacolare la difesa; b) che tale circostanza abbia effettivamente ostacolato la difesa pubblica o privata; c) che l'agente ne abbia concretamente approfittato
- Prove indicanti che l'autore ha nascosto la propria identità, ha impedito o rallentato le indagini o ha creato una situazione di vulnerabilità del vittima aumentano la probabilità di riconoscimento dell'aggravante
- Se la vittima ha comunque informazioni sull'identità dell'autore e le indagini sono andate a buon fine, è probabile che l'aggravante venga esclusa
- In fase difensiva conviene documentare l'assenza di reali ostacoli alla difesa (es. elementi identificativi forniti dall'imputato, rapidità ed esito positivo delle indagini) per contrastare l'applicazione dell'aggravante
- Il principio di offensività impone di evitare automatismi: l'applicazione dell'aggravante richiede accertamenti concreti e motivati, non presunzioni astratte
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