Cassazione Penale, Sentenza n. 7815/2022 del 04/03/2022
Sintesi
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Favorevole al ricorrente
La controversia
Il ricorrente impugna la conferma della condanna per associazione a delinquere finalizzata all'usura e reati correlati. Denuncia: 1) violazione degli artt. 62-bis e 133 c.p. per il diniego delle circostanze attenuanti generiche e per la mancata motivazione del calcolo della pena; 2) vizio di legge e di motivazione sulla confisca disposta ai sensi dell'art. 12-sexies d.l. 306/1992 (ora art. 240-bis c.p.), sostenendo che le somme rinvenute sui conti correnti (proprio e della convivente) derivano da redditi leciti e non possono essere considerate il frutto di illecita accumulazione; censura analoga per autovetture e motociclo intestati a terzi (ex moglie e convivente), rilevando l'onere dell'accusa di dimostrare l'interposizione fittizia e la disponibilità effettiva dei beni da parte del condannato.
La decisione
La Corte di cassazione ha respinto il primo motivo (attenuanti generiche) ritenendolo generico e non confrontato con la motivazione della corte territoriale. Ha invece accolto parzialmente il secondo motivo: ha annullato la statuizione impugnata limitatamente alla confisca del denaro giacente sul conto corrente intestato a Surgo Cosimo Damiano, rilevando che la corte territoriale aveva applicato in modo errato i criteri giurisprudenziali relativi alla confisca allargata (sproporzione e valutazione al momento dei singoli acquisti) e non aveva adeguatamente considerato la prova documentale della possibile provenienza lecita delle somme. Ha disposto il rinvio alla Corte d'Appello di Lecce per un nuovo giudizio sul punto. Ha inoltre rilevato l'inammissibilità, in questa sede, dei gravami relativi a beni intestati a terzi proposti dal ricorrente per mancata legittimazione, e ha rigettato la richiesta di liquidazione delle spese avanzata dalla parte civile per questo grado, poiché le questioni decise non incidono sulle statuizioni civili.
Norme richiamate
art. 62-bis cod. pen.
Richiamata in relazione al diniego delle circostanze attenuanti generiche; la Corte ha ritenuto la doglianza generica perché non ha confutato la motivazione della corte territoriale che aveva escluso le attenuanti per mancanza di elementi positivi nella condotta del ricorrente.
art. 133 cod. pen.
Norma sul calcolo della pena e sui criteri di determinazione; la Corte ha ritenuto che la determinazione del trattamento sanzionatorio rientri nella discrezionalità del giudice di merito salvo vizi di manifesta illogicità, non dimostrati dal ricorrente.
art. 12-sexies d.l. 8 giugno 1992, n. 306 (ora art. 240-bis cod. pen.)
Norma sulla confisca allargata per sproporzione tra redditi leciti e patrimonio. La Corte ha richiamato i criteri giurisprudenziali: la sproporzione va valutata con riferimento al momento dei singoli acquisti e la giustificazione richiesta è positiva (prova della liceità), pertanto la corte territoriale non ha correttamente applicato tali criteri nel caso di specie.
art. 644 cod. pen., ultimo comma
Prevede l'obbligatoria confisca dei beni che costituiscono prezzo o profitto del reato di usura. La Corte ha distinto questa confisca diretta dall'istituto allargato, richiamando la giurisprudenza che qualifica come diretta la confisca del denaro corrispondente al profitto del reato e che, per il denaro, il nesso di pertinenzialità non richiede la identità fisica della somma sequestrata.
art. 6 legge n. 108/1996
Richiama l'applicazione dell'art. 12-sexies d.l. 306/1992 in materia di usura, confermando la concorrenza tra confisca diretta (art. 644) e confisca allargata.
Massime di principio
- La confisca allargata ex art. 12-sexies d.l. 306/1992 (art. 240-bis c.p.) richiede un rigoroso accertamento della sproporzione riferito al momento dei singoli acquisti e la prova positiva della lecita provenienza: il giudice deve valutare le giustificazioni documentali offerte dalla difesa.
- Il ricorrente non è legittimato, in sede di impugnazione, ad aggredire direttamente provvedimenti ablativi riferiti a beni formalmente intestati a terzi; spetta al terzo interessato proporre la prova della legittima acquisizione o dell'assenza di intestazione fittizia.
- La confisca diretta del denaro corrispondente a prezzo o profitto del reato (art. 644, ultimo comma) può essere disposta anche quando sulla specifica somma rinvenuta sia allegata un'origine lecita: per il denaro rileva l'accrescimento patrimoniale derivante dal reato più che l'identità fisica delle banconote.
- In presenza di contestazioni sulla provenienza di somme rinvenute su conti, il giudice deve motivare punto per punto la valutazione probatoria e il confronto tra redditi leciti documentati e spese/beni acquisiti, evitando valutazioni meramente congetturali.
- Se la corte territoriale applica erroneamente criteri giurisprudenziali consolidati, la Cassazione può annullare la parte relativa alla confisca e rinviare per un nuovo esame, senza necessariamente rimettere in discussione la responsabilità penale già accertata.
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