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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 40272/2024 del 31/10/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti impugnano la conferma in appello delle condanne per usura (art. 644 c.p.) per un finanziamento del 2011 camuffato da contratto di associazione in partecipazione: contestano la valutazione della credibilità della persona offesa, il calcolo del tasso usurario (sostenendo che debbano essere escluse dal numeratore imposte/tasse e considerati vantaggi fiscali che abbatterebbero il tasso), deducono l'effetto sanante della novazione contrattuale del 2013 che avrebbe portato il tasso sotto soglia e quindi estinto la rilevanza penale della prima pattuizione, censurano la confisca (poiché il capitale non sarebbe stato restituito e non ci sarebbe stato profitto effettivo), e chiedono l'utilizzabilità di una consulenza tecnica tributaria depositata in appello (richiedendone la valutazione nel calcolo del tasso). Muraca deduce inoltre di non aver avuto conoscenza dello stato di difficoltà dell'impresa e quindi mancanza del dolo richiesto.

La decisione

La Suprema Corte rigetta i ricorsi (in gran parte per inammissibilità manifestamente infondata o per carenza di interesse) e conferma la decisione d'appello. Sono ritenuti infondati: i rilievi sulla credibilità della parte offesa (la valutazione è corroborata da altri elementi e dal contratto di finanziamento), l'eccezione di novazione del 2013 non produce effetto sanante rispetto al reato già perfezionato/perfezionante, e il tema della confisca è legittimo perché il profitto confiscabile coincide con gli interessi usurari effettivamente percepiti (nella sentenza quantificati in circa euro 110.000). La consulenza tributaria depositata tardivamente è ritenuta inutilizzabile perché introduce elementi tecnico-tributari non acquisiti nei modi previsti (art. 603 c.p.p.). Quanto al calcolo del tasso soglia, la Corte interpreta l'art. 644, quarto comma, nel senso che sono escluse dal computo solo le imposte e tasse "collegate alla erogazione del credito" (es.: bollo, spese di registrazione) e non possono essere dedotte poste fiscali conseguenti all'operazione che rappresentano effetti e non costi di erogazione; quindi il tasso resta oltre la soglia e l'usura è integrata. Conseguentemente il rigetto è confermato e la confisca degli interessi si mantiene.

Norme richiamate

  • art. 644 cod. pen.

    Per la determinazione del tasso di interesse usurario si tiene conto delle commissioni, remunerazioni a qualsiasi titolo, e delle spese, escluse quelle per imposte e tasse, collegate alla erogazione del credito.

    La Corte interpreta la norma nel senso che vanno escluse dal calcolo delle spese/imposte solo quelle direttamente collegate all'erogazione del credito; non possono essere dedotte poste fiscali o vantaggi tributari che siano conseguenza dell'operazione e non costi di erogazione.

  • art. 606, comma 1, lett. b, c, e, cod. proc. pen.

    Norme che disciplinano i motivi di ricorso per cassazione (violazione di legge penale, inosservanza di norme processuali, vizio di motivazione); la Corte le invoca per valutare la fondatezza e l'ammissibilità delle censure dei ricorrenti.

  • art. 603 cod. proc. pen.

    Richiama la necessità che prove o perizie nuove seguano il percorso autorizzato per essere utilizzabili nel giudizio a prova contratta; la consulenza tributaria depositata tardivamente è stata ritenuta inutilizzabile per non essere stata acquisita secondo le forme previste.

  • art. 568, comma 4, cod. proc. pen.

    Principio secondo cui chi impugna deve avere un interesse concreto e specifico alla cassazione; la Corte dichiara inammissibili motivi generici o non coerenti con l'interesse concreto all'impugnazione.

  • art. 609, comma 2, cod. proc. pen.

    Limiti alla materia che può essere dedotta in cassazione: questioni non previamente formulate in appello o le cui censure non siano specifiche possono rendere il ricorso inammissibile.

Massime di principio

  • La credibilità della persona offesa può fondare una condanna se è corroborata da altri riscontri documentali o dichiarativi; la sola contestazione dell'interesse patrimoniale della parte civile non è sufficiente a invalidare la valutazione di merito.
  • Una novazione contrattuale successiva non cancella automaticamente la rilevanza penale di una precedente pattuizione usuraria che si sia già perfezionata o sia stata concretamente realizzata con pagamenti: la novazione non ha effetto "sanante" se il reato si è già perfezionato o si è consumato in parte.
  • Per il calcolo del tasso usurario vanno considerate commissioni, remunerazioni e spese; le imposte e le tasse sono escluse solo se direttamente collegate all'erogazione del credito (es. bollo, registrazione), mentre vantaggi fiscali o imposte che sono effetti successivi dell'operazione non si detrattono dal tasso.
  • Documenti tecnici o perizie depositati tardivamente o che introducono elementi di fatto nuovi devono essere acquisiti secondo le forme previste (art. 603 c.p.p.) o saranno inutilizzabili nel giudizio a prova contratta.
  • Il profitto confiscabile per il reato di usura coincide con gli interessi usurari effettivamente percepiti; la mancata restituzione del capitale non esclude la confisca del profitto (interessi) che resta valutata separatamente dal danno civile.
  • In sede di cassazione sono inammissibili le censure generiche, non specificate o non coerenti con l'interesse concreto dell'impugnazione: il ricorso deve riproporre motivi chiari e specifici già dedotti in appello.
  • Lo stato di bisogno o le condizioni finanziarie del promittente interessi rilevano per le fattispecie di usura "in concreto" o per sproporzione, ma non sono determinanti per l'integrazione dell'usura presunta basata su superamento oggettivo della soglia percentuale.

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