Cassazione Penale, Sentenza n. 8484/2022 del 14/03/2022
Sintesi
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Favorevole al ricorrente
La controversia
La ricorrente impugna la sentenza in quanto: (1) la Corte d'appello non ha riconosciuto, né motivato il diniego, dell'attenuante del danno patrimoniale di speciale tenuità (art. 62, n. 4, cod. pen.), nonostante avesse indicato un danno modesto di 100 euro; (2) la motivazione sulla responsabilità della Greco è carente: manca l'indicazione di una condotta specifica attribuibile univocamente alla ricorrente; la condanna si fonda sostanzialmente sulla chiamata di Grieco Vito (riportata de relato) e su deposizioni di agenti/ufficiali che possono essere inutilizzabili, senza riscontri e senza l'indicazione di riscontri ex art. 192, comma 3, cod. proc. pen.
La decisione
La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato per entrambi i motivi: ha constatato la totale carenza di motivazione circa il diniego dell'attenuante di speciale tenuità e la manifesta insufficienza argomentativa a supporto della responsabilità penale della Greco (assenza di elementi che colleghino concretamente la persona al reato, affidamento su dichiarazioni de relato e profilo di inutilizzabilità di alcune testimonianze). Per questi motivi la sentenza impugnata è stata annullata e la causa è stata rinviata alla Corte d'appello di Napoli per un nuovo giudizio.
Norme richiamate
attenuante del danno patrimoniale di speciale tenuità
La Corte richiede motivazione adeguata: la valutazione dell'attenuante è complessa e deve considerare il danno criminale nella sua globalità; non è sufficiente limitarsi all'entità minima del danno o al valore irrisorio del bene sottratto
art. 192, comma 3, codice di procedura penale
richiesta di riscontri alle dichiarazioni del coimputato
Le dichiarazioni del coimputato che accusano un altro richiedono riscontri nella motivazione della sentenza di merito; l'assenza di tali riscontri rende la valutazione della prova carente
art. 195, comma 4, codice di procedura penale
inutilizzabilità di testimonianze indirette rese da ufficiali e agenti di polizia giudiziaria
La sentenza richiama il profilo dell'inutilizzabilità delle deposizioni indirette degli investigatori; la valutazione probatoria non può fondarsi su dichiarazioni de relato rese da tali soggetti senza rispettare i limiti di legge
Giurisprudenza: Sez. 5, Sentenza n. 344 del 26/11/2021 (Ghisaram), Rv. 282402
richiami interpretativi sul concetto di danno criminale
Richiamata per sottolineare che la configurabilità dell'attenuante richiede giudizio complessivo sul danno criminale e non solo riferimento all'entità materiale del bene sottratto
Massime di principio
- Il riconoscimento dell'attenuante per danno patrimoniale di speciale tenuità richiede una motivazione esplicita che valuti il "danno criminale" nella sua globalità; non basta indicare il valore modesto dell'oggetto sottratto
- Le decisioni di merito devono ancorare la responsabilità personale dell'imputato a elementi probatori specifici e riscontrabili; non è sufficiente la mera chiamata in correità del coimputato senza riscontri
- Le dichiarazioni riportate de relato o le deposizioni indirette degli ufficiali e agenti di polizia giudiziaria possono essere inutilizzabili o comunque necessitano di particolare attenzione e riscontri, pena l'annullamento per vizio motivazionale
- In caso di motivazione mancante o apparente su profili decisivi (attenuanti o collegamento soggettivo), la Cassazione tende ad annullare e rinviare per nuovo giudizio anziché confermare la sentenza
- Nel formulare l'appello e nella decisione di merito è prudente esplicitare i riscontri probatori richiesti dalla legge (ad es. ex art. 192, comma 3) quando si utilizza la dichiarazione di un coimputato per reggere una condanna
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