Cassazione Penale, Sentenza n. 24460/2023 del 07/06/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione della sentenza di condanna per truffa (art. 640 c.p.) e sostituzione di persona: si censurava la legittimità e tempestività della querela (art. 124 c.p.), l'insufficienza e l'indeterminatezza delle prove (presunta utilizzazione di indizi non univoci; contestata utilizzabilità della deposizione dell'agente di polizia giudiziaria per fatti riferiti da altro agente), il diniego delle attenuanti generiche (artt. 62-bis e 133 c.p.) e il calcolo delle sospensioni dei termini di prescrizione (contestazione circa l'assimilazione dell'astensione di categoria ad impedimento legittimo).
La decisione
La Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto infondati i motivi: l'omessa indicazione della fonte dei poteri del querelante non determina nullità della querela e, se contestata, va verificata concretamente; la tempestività della querela era adeguatamente motivata dalla Corte territoriale; la valutazione della responsabilità penale e dell'apprezzamento degli indizi rientra nella sfera del giudice di merito e non è sindacabile in Cassazione; la deposizione dell'agente che riferisce attività investigative svolte da altri non viola il divieto di testimonianza indiretta; il diniego delle attenuanti generiche è legittimo in assenza di elementi positivi a favore; la sospensione della prescrizione per rinvii dovuti all'adesione del difensore all'astensione di categoria non è soggetta al limite dei 60 giorni di cui all'art. 159 c.p. Conseguentemente il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e a versare euro 3.000 alla Cassa delle ammende ai sensi dell'art. 616 c.p.p.
Norme richiamate
d.l. n. 137 del 2020, art. 23, comma 8
Il procedimento in Corte di cassazione si è celebrato con contraddittorio scritto ai sensi della norma; la Corte applica la procedura prevista dal decreto.
L'omessa indicazione nella querela della fonte dei poteri del rappresentante legale di una società non determina automaticamente la nullità dell'atto: l'esercizio del diritto di querela rientra nei compiti del rappresentante legale salvo specifico divieto statutario; se la titolarità è contestata il giudice deve verificarla concretamente.
La Corte territoriale ha ritenuto provata la truffa sulla base degli indizi e delle prove acquisite; la Cassazione non sindaca la rivalutazione del merito.
Il motivo richiamava norme processuali relative all'utilizzabilità delle prove/deposizioni; la Corte ha ritenuto le censure sulla utilizzabilità della testimonianza dell'agente infondate alla luce della giurisprudenza che ammette la deposizione di agenti su attività investigative svolte da altri nello stesso contesto.
art. 195, comma quarto, cod. proc. pen.
La Corte ha richiamato la giurisprudenza secondo cui non costituisce violazione del divieto di testimonianza indiretta la deposizione di ufficiale o agente che riferisca sulle attività investigative svolte da altri ufficiali/agentì nello stesso contesto, quando non si tratti di meri racconti di terzi.
art. 62-bis e art. 133 cod. pen.
Sull'esclusione delle attenuanti generiche la Corte ha confermato che l'attribuzione di riduzione di pena richiede elementi positivi e speciali favorevoli: la mera assenza di fattori negativi non impone la concessione delle attenuanti.
art. 159, comma 1, n. 3, cod. pen.
In tema di sospensione della prescrizione la Corte ha richiamato la giurisprudenza secondo cui il limite di 60 giorni non si applica quando il rinvio sia determinato dall'adesione del difensore all'astensione di categoria; in tali ipotesi la sospensione può durare più di 60 giorni se giustificata dalle esigenze organizzative dell'ufficio.
A seguito della dichiarazione di inammissibilità del ricorso, la Cassazione ha condannato il ricorrente alle spese processuali e al versamento di una somma alla Cassa delle ammende, conformemente all'articolo.
Massime di principio
- L'omessa indicazione formale del titolo di rappresentanza nella querela non comporta automaticamente nullità: salvo specifici divieti statutari, il rappresentante legale può proporre querela e, se la titolarità è contestata, il giudice deve verificarla nel merito.
- Le questioni di fatto e la valutazione della prova (in particolare l'apprezzamento di indizi) sono di competenza del giudice di merito; la Cassazione non ammette rinnovata valutazione delle prove se volta solo a rimettere in discussione il giudizio di fatto.
- La deposizione di ufficiali o agenti di polizia giudiziaria che riferiscono sulle attività investigative svolte da altri nello stesso contesto non costituisce automaticamente testimonianza indiretta illecita: va valutata in base al contenuto e alla funzione probatoria della dichiarazione.
- Le attenuanti generiche richiedono l'emersione di elementi positivi e speciali a favore dell'imputato; la semplice carenza di elementi negativi non obbliga a concederle.
- Gli spostamenti/ritardi processuali causati dall'adesione del difensore all'astensione di categoria (sciopero degli avvocati) possono giustificare sospensioni della prescrizione anche superiori al limite dei 60 giorni previsto dall'art. 159 c.p., se ritenute adeguate per le esigenze organizzative dell'Ufficio.
- In cassazione è fondamentale dedicare i motivi a precise questioni di diritto e a profili che attengano alla legittimità e non alla rivalutazione del merito; motivi meramente riformulativi o reiterativi sono generalmente inammissibili.
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