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Sentenza civile

Cassazione Civile, Sentenza n. 25840/2023 del 05/09/2023

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

La Calaverde s.r.l. impugnava la pronuncia della Corte d'appello che aveva respinto la sua domanda di restituzione di somme versate in eccedenza a titolo di oneri condominiali e aveva dichiarato inammissibili i documenti prodotti in appello. Il motivo unico denunciava la errata esclusione di nuovi documenti in secondo grado e la violazione dell'art. 345 co. 3 c.p.c. nella versione ratione temporis applicabile, sostenendo che quei documenti erano indispensabili per la decisione e che nella memoria di primo grado erano state già allegati i giudizi di opposizione ai decreti ingiuntivi relativi agli oneri contestati.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto il motivo fondato. Ha accertato che, essendosi la sentenza di primo grado pronunciata nel 2011, doveva applicarsi la versione anteriore dell'art. 345 co. 3 c.p.c., che permette l'ammissione di nuovi documenti se indispensabili per la decisione. I documenti in questione (ordinanze relative a procedure esecutive e una nota dell'amministratore attestante pagamenti) erano pertinenti e indispensabili per coordinare le cause correlate e per valutare la domanda riconvenzionale di restituzione. Perciò la sentenza della Corte d'appello è stata cassata in relazione al motivo accolto e la causa è stata rinviata alla Corte d'appello di Cagliari in diversa composizione, con rinvio anche della liquidazione delle spese di legittimità.

Norme richiamate

  • art. 345 co. 3 c.p.c.

    Applicata nella versione anteriore alla modifica del 2012; consente l'ammissione in appello di nuovi documenti qualora siano indispensabili ai fini della decisione, principio ritenuto applicabile al caso e che giustifica l'ammissione dei documenti prodotti in secondo grado

  • art. 180 c.p.c.

    Riferita alla memoria di parte in primo grado: la ricorrente aveva già allegato nella memoria ex art. 180 c.p.c. gli elementi (la pendenza delle opposizioni ai decreti ingiuntivi) che giustificavano l'ammissione successiva dei documenti

  • d.l. 83/2012, art. 54 (riferimento storico)

    Richiamato per spiegare che la modifica normativa che ha ampliato la possibilità di produrre nuovi documenti in appello non si applicava alle sentenze di primo grado pronunciate prima dell'efficacia della modifica; dunque nel caso operava la disciplina previgente

Massime di principio

  • Se in primo grado sono state adeguatamente allegati fatti e giudizi connessi, documenti relativi a procedure anteriori ai termini istruttori possono essere ammessi in appello se risultano indispensabili per la decisione
  • Per le sentenze di primo grado pronunciate prima delle modifiche normative del 2012 occorre applicare la previgente formulazione dell'art. 345 co. 3 c.p.c., valutando l indispensabilità dei documenti prodotti tardivamente
  • La valutazione di ammissibilità dei documenti in appello richiede che il giudice verifichi se la produzione tardiva eluda preclusioni istruttorie o, al contrario, sia necessaria per coordinare più procedimenti e decidere la controversia complessivamente
  • Chi intende ottenere la restituzione di somme versate come oneri condominiali dovrebbe documentare sin dalla fase istruttoria di primo grado l'esistenza di opposizioni e provvedimenti esecutivi connessi, per non vedere preclusa la valutazione probatoria in appello
  • In caso di esclusione ingiustificata di prova rilevante, la Cassazione può cassare la decisione e disporre il rinvio per nuovo esame con diversa composizione

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