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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 5662/2023 del 09/02/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorrente impugna la sentenza di conferma in appello per vizio di motivazione e violazione di legge (artt. 420-ter e 159 c.p.p.), sostenendo che la Corte territoriale ha erroneamente qualificato la mancata comparizione dell'imputato detenuto come "legittimo impedimento" e ha di conseguenza sospeso i termini di prescrizione. In particolare si censura che la traduzione dell'imputato non venne disposta prima di due udienze (16/12/2017 e 16/12/2021) e che la mancata traduzione sia fatto imputabile all'autorità giudiziaria (non alla parte), sicché il termine di prescrizione del reato di lesioni (capo B) sarebbe maturato.

La decisione

La Corte di cassazione ha parzialmente accolto il ricorso. Ha analizzato la giurisprudenza e ha distinto le diverse fattispecie secondo il momento e la diligenza nella comunicazione dello "status detentionis". Applicando i criteri così delineati al caso concreto, la Corte ha ritenuto che il reato di lesioni personali (commesso il 09/06/2014) si sia prescritto il 08/02/2022, anteriore alla pronuncia di appello; ha quindi annullato senza rinvio la sentenza impugnata limitatamente a quel capo, eliminando la pena relativa (mesi 2 di reclusione e euro 100 di multa). È rimasta invece vigente la condanna per il reato di tentata estorsione (capo A): anni 1, mesi 10 di reclusione ed euro 900 di multa. Non sono state liquidate somme alla parte civile per le spese di questo grado in relazione al devolutum.

Norme richiamate

  • art. 159 cod. pen. (sospensione della prescrizione)

    La Corte ha valutato se i periodi di rinvio d'udienza dovessero comportare la sospensione dei termini di prescrizione; ha ritenuto che la sospensione sia valutabile in base alla tempestività e alla possibilità di comunicazione dello stato di detenzione

  • art. 420-ter c.p.p. (dichiarazione di contumacia)

    Richiamato nel motivo di ricorso; rileva nella valutazione della legittimità del procedimento in assenza dell'imputato e delle conseguenze processuali della mancata comparizione

  • artt. 582 e 585 c.p. (lesioni personali)

    Identifica la fattispecie di reato contestata (lesioni personali aggravate) e la corrispondente fascia sanzionatoria utile per determinare i termini di prescrizione

  • art. 157 e ss. cod. proc. pen. (termini di estinzione per prescrizione)

    Usati per calcolare i termini di prescrizione applicabili alla fattispecie e verificare la maturazione del termine

  • art. 420-quater c.p.p.

    Menzionato nel contesto delle conseguenze della sussistenza di un legittimo impedimento e della illegittimità della dichiarazione di contumacia in mancanza di rinuncia espressa

  • art. 111 Cost.

    Riferito per richiamare il principio del giusto processo e la centralità del contraddittorio e della presenza dell'imputato come garanzia del diritto di difesa

  • art. 6 Convenzione Europea dei Diritti dell'Uomo

    Richiamato per i diritti processuali dell'imputato (presenza, difesa, interprete), a supporto della tutela della partecipazione dell'imputato al processo

  • Sez. U., n. 37483 del 26/09/2006 (Arena)

    Giurisprudenza delle Sezioni Unite che afferma che la detenzione sopravvenuta e comunicata in udienza integra legittimo impedimento e non impone un onere di preventiva comunicazione a carico dell'imputato

  • Sez. 2, n. 17810 del 09/04/2015 (Milani) e altre pronunce (Moccia, Di Rocco, Tota)

    Orientamenti che riconoscono l'esistenza di un onere di diligenza/comunicazione della parte (difensore o imputato) in alcune circostanze e che sottolineano la rilevanza del principio di leale collaborazione tra parti e giudice nel processo penale

Massime di principio

  • Occorre distinguere il profilo temporale e la diligenza della comunicazione dello "status detentionis": la rilevanza processuale (e la conseguente sospensione dei termini di prescrizione) dipende da quando e come la comunicazione è stata resa possibile e da chi poteva legittimamente esserne a conoscenza.
  • Se lo stato di detenzione è sopravvenuto in tempo utile e la difesa ha potuto comunicarlo tempestivamente (o il giudice era già in grado di conoscere la situazione), la mancata esecuzione della traduzione non deve automaticamente comportare un pregiudizio per l'imputato: la sospensione della prescrizione può non essere riconosciuta se la parte non è stata negligente.
  • Se la comunicazione dello stato detentivo avviene solo all'udienza e il giudice non poteva essere preventivamente a conoscenza, il differimento disposto per legittimo impedimento può determinare la sospensione dei termini prescrizionali, salvo che emerga che la comunicazione fosse effettivamente impossibile prima (es. sopravvenienza immediata).
  • Il giudice deve valutare caso per caso se la mancata comparizione è imputabile alla difesa o ad altri fattori (autorità giudiziaria, impossibilità materiale) prima di riconoscere automaticamente la sospensione della prescrizione; la regola è orientata a non premiare comportamenti non collaborativi ma anche a non gravare l'imputato per condizioni che non gli sono imputabili.
  • In situazioni simili è essenziale documentare tempestivamente lo stato di detenzione e l'eventuale richiesta di traduzione: la tempestività e la prova della comunicazione possono determinare esiti diversi sulla sospensione dei termini di prescrizione.

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