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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 2505/2024 del 19/01/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione della sentenza del Tribunale di Torre Annunziata che aveva dichiarato non doversi procedere per il reato di furto aggravato per difetto della condizione di procedibilita della querela. Il PM ha sostenuto che in udienza era stata effettuata una contestazione suppletiva, ai sensi dell'art. 517 cod. proc. pen., dell'aggravante "furto su cosa destinata a pubblico servizio", che, alla luce della modifica introdotta dal d.lgs. n.150/2022, rendeva il reato procedibile d'ufficio; il Tribunale aveva invece ritenuto tardiva la contestazione suppletiva.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato. Ha qualificato la descrizione del fatto nel capo di imputazione (sottrazione di energia elettrica alla societa ENEL) come contestazione in fatto dell'aggravante di cui all'art. 625, comma 1, n.7 c.p., poiche l'erogazione di energia elettrica e' considerata servizio pubblico e quindi il bene sottratto e' destinato a pubblico servizio. Di conseguenza la contestazione successiva del PM e' stata considerata mera precisazione e non nuova contestazione tardiva. La sentenza del Tribunale che aveva dichiarato non doversi procedere e' stata annullata e la causa rimessa per il prosieguo.

Norme richiamate

  • art. 517 cod. proc. pen.

    Consente la contestazione in udienza di circostanze aggravanti; la Corte ha ritenuto che la specificazione operata dal PM fosse una precisazione di una circostanza gia' desumibile dal capo di imputazione

  • art. 625, comma 1, n.7, c.p.

    Aggravante per furto su cose destinate a pubblico servizio; la Corte ha interpretato che la sottrazione di energia elettrica sia in re ipsa diretta a un pubblico servizio, per cui l'aggravante risulta contestata in fatto se il capo di imputazione indica la sottrazione di energia a ENEL

  • art. 624, comma 3, c.p. e d.lgs. n.150/2022 (art.2, lett. i)

    Modifica il regime di procedibilita del furto prevedendo la procedibilita d'ufficio al ricorrere dell'aggravante; la Corte ha ritenuto applicabile la procedibilita d'ufficio quando l'aggravante e' desumibile dal capo di imputazione

  • art. 85 d.lgs. n.150/2022

    Termine relativo alla proposizione della querela richiamato nel ricorso; la Corte ha ritenuto che il decorso di tale termine non impedisce la validita di una contestazione suppletiva che sia in realta' mera precisazione di quanto gia' fattualmente contestato

  • art. 24 Cost., art. 117 Cost. e art. 6 CEDU

    Richiamati in tema di diritto di difesa e giusto processo; la Corte ha ritenuto compatibile la contestazione in fatto con tali principi purché l'imputato abbia avuto conoscenza sufficiente degli elementi fattuali per difendersi

  • Sez. U. n. 24906 del 18/04/2019 (Sorge)

    Principio secondo cui la contestazione in fatto e' ammissibile per aggravanti quando la descrizione materiale dei fatti sia sufficientemente chiara da consentire la difesa; principio applicato nel caso di specie

Massime di principio

  • Quando il capo di imputazione descrive la sottrazione di energia elettrica alla societa' che la eroga, tale descrizione puo' costituire contestazione in fatto dell'aggravante 'cosa destinata a pubblico servizio' senza necessita' di richiamare espressamente la norma
  • La contestazione suppletiva o la precisazione operata dal PM in udienza e' ammissibile se non introduce elementi nuovi e non prevedibili che alterino la natura sostanziale dell'accusa; se e' mera precisazione di una circostanza gia' implicitamente contestata, non e' tardiva
  • La qualifica della cosa sottratta come destinata a pubblico servizio puo' essere basata sulla natura intrinseca del bene (energia, acqua, gas) e non richiede valutazioni comparative sulla concreta lesione della fornitura ad altri utenti
  • Il diritto di difesa e il giusto processo sono violati solo se la modifica dell'imputazione rende imprevedibile per l'imputato la nuova configurazione giuridica o richiede elementi di dolo specifico diversi da quelli inizialmente noti
  • Per evitare contestazioni procedurali, e' consigliabile che il PM indichi esplicitamente nel capo di imputazione le circostanze aggravanti ritenute applicabili; dal lato della difesa, contestare la tardivita' quando la nuova allegazione introduce fatti non desumibili dall'atto iniziale

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