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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 26174/2023 del 16/06/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Ricorso per cassazione contro la sentenza della Corte d'Appello di Bologna del 23/11/2021 che aveva parzialmente riformato la sentenza del Tribunale di Rimini. Il ricorrente ha dedotto due motivi: (1) violazione di norme processuali relativa all'art. 512 c.p.p., sostenendo che il giudice aveva violato il principio del contraddittorio acquisendo una querela sopravvenuta e senza aver adeguatamente verificato l'irreperibilità della persona offesa (le ricerche erano limitate ai dati anagrafici e a un verbale di vane ricerche del 17/12/2017); (2) vizio di motivazione e violazione di legge quanto al riconoscimento della recidiva e alla mancata concessione delle circostanze attenuanti generiche.

La decisione

La Corte di Cassazione ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata perché il reato, commesso il 27/12/2012, è estinto per prescrizione sopraggiunta in data 02/10/2022 (anche tenuto conto dei periodi di sospensione). La Corte ha ritenuto il ricorso ammissibile e non manifestamente infondato, in particolare sul primo motivo relativo all'art. 512 c.p.p., richiamando l'orientamento secondo cui l'utilizzo di dichiarazioni predibattimentali richiede accertamenti rigorosi e accurati sulla reperibilità del teste (non sufficienti le ricerche limitate ai luoghi di residenza anagrafica). Non si è invece proceduto alla decisione sui profili di merito relativi alla recidiva e alle attenuanti, atteso che la causa estintiva sopravvenuta ha reso inutile il rinvio.

Norme richiamate

  • artt. 640, 99, comma quarto, cod. pen.

    Indicano il delitto ascritto e la pena; citate come quadro normativo del reato per il quale era stato condannato il ricorrente.

  • art. 512 cod. proc. pen.

    Regola l'utilizzo delle dichiarazioni testimoniali predibattimentali; la Corte ha interpretato la norma richiedendo che, prima di ammettere tali dichiarazioni, il giudice disponga accertamenti rigorosi e accurati sulla reale irreperibilità del teste, non limitandosi a ricerche anagrafiche o a verbali formali di vane ricerche.

  • art. 173 disp. att. cod. proc. pen.

    Richiamato per i limiti di motivazione e sintesi richiesti nella motivazione della Corte di Cassazione (motivazione ex art. 173 disp. att.), ossia che i motivi vanno esposti nei limiti strettamente necessari per la decisione.

  • art. 129 cod. proc. pen.

    Stabilisce che solo quando il ricorso non è inammissibile e si è formato un valido rapporto di impugnazione la Corte può rilevare e dichiarare cause di non punibilità sopravvenute, come la prescrizione; la Corte ha applicato questo principio per dichiarare estinto il reato.

Massime di principio

  • Se si vuole utilizzare in giudizio una dichiarazione testimoniali predibattimentali ai sensi dell'art. 512 c.p.p., il giudice deve disporre accertamenti rigorosi e molteplici sulla reperibilità del teste: non bastano ricerche limitate all'indirizzo anagrafico o verbali formali di vane ricerche.
  • La prescrizione sopravvenuta al momento della decisione di legittimità può comportare l'annullamento senza rinvio della sentenza impugnata, purché il ricorso sia ammissibile e si sia costituito un valido rapporto di impugnazione; l'inammissibilità del ricorso preclude invece la declaratoria della causa di non punibilità sopravvenuta.
  • Quando si deduce vizio di motivazione su recidiva o circostanze attenuanti, il ricorso deve mostrare specificità e adeguata base probatoria: la Corte di legittimità esamina tali profili solo se non sopraggiungono cause estintive che rendano la decisione superflua.
  • Il principio del contraddittorio richiede che l'acquisizione di atti nuovi (es. querela sopravvenuta) sia valutata alla luce della possibilità concreta per la controparte di replicare; l'uso di documenti sopravvenuti senza adeguato contraddittorio può costituire motivo di annullamento.
  • Per evitare che dichiarazioni predibattimentali siano escluse in appello o in cassazione, la parte che intende avvalersene dovrebbe documentare le ricerche effettuate e suggerire al giudice accertamenti supplementari sulla reperibilità dei testimoni.

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