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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 49113/2022 del 23/12/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti impugnavano la sentenza d'appello che, in sede di rinvio dalla Corte di cassazione, aveva ritenuto integrato il concorso nella ricettazione (capo A) del "cd-rom" contenente intercettazioni illecite e aveva negato loro la scriminante del diritto di cronaca (art. 51 c.p.). Contestavano che il giudice d'appello non avesse correttamente applicato il principio stabilito dalla sentenza di annullamento con rinvio (che ammette la scriminante del diritto di cronaca anche per il reato di ricettazione), avendo invece valutato erroneamente l'interesse pubblico della notizia sul presupposto di fatti non pertinenti e senza considerare un giudicato assolutorio intervenuto in altro procedimento; inoltre censuravano la condanna al risarcimento del danno, nonostante l'estinzione per prescrizione del reato e l'assoluzione di primo grado, deducendo l'assenza del presupposto per statuizioni civili.

La decisione

La Corte di cassazione ha rigettato i ricorsi. Ha ritenuto che la Corte d'appello avesse correttamente esaminato e motivato i profili affidati al giudizio di rinvio: pur riconoscendo l'esistenza di un interesse pubblico alla notizia (anche richiamando un giudicato assolutorio intervenuto in altro processo), il giudice di merito ha effettuato un bilanciamento motivato e negativo tra l'interesse pubblico e i doveri/obblighi dei giornalisti, escludendo la prevalenza del diritto di cronaca a causa delle modalità di acquisizione (sollecitazione e sfruttamento dell'interesse patrimoniale del terzo Caprotti, finalità di profitto, approfittamento di soggetti inaffidabili) e per il comportamento dei ricorrenti ritenuto lesivo dei doveri di lealtà e buona fede. Quanto alle statuizioni civili, la Corte ha confermato che anche se il reato è estinto per prescrizione l'appello della parte civile può comunque fondare una pronuncia di responsabilità ai soli effetti civili e quindi la condanna al risarcimento è legittima conformemente alla giurisprudenza consolidata. Perciò i ricorrenti sono stati condannati al pagamento delle spese processuali e alla rifusione delle spese di rappresentanza e difesa della parte civile.

Norme richiamate

  • art. 648 cod. pen. (ricettazione)

    La condotta di acquisto/possesso del "cd-rom" contenente intercettazioni illecite è stata ritenuta ricettazione; la Corte ha confermato la configurabilità del reato in concorso con terzi che avevano finalità di profitto

  • art. 61, comma 1, n. 2 cod. pen. (circostanza aggravante)

    art. 61, comma 1, n. 2 cod. pen.

    Valutata come aggravante riferita alla ricettazione per la rilevanza patrimoniale/concorrenziale dell'azione e del fine di profitto del concorrente Caprotti

  • art. 51 cod. pen. (scriminante)

    La Corte ha ribadito che la scriminante del "diritto di cronaca" può essere invocata anche per il reato di ricettazione commesso al fine di procurarsi la notizia; tuttavia la sua operatività richiede un bilanciamento fattuale tra interesse pubblico e doveri/ responsabilità del giornalista, che nel caso concreto è risultato sfavorevole ai ricorrenti

  • art. 21 Cost. (libertà di manifestazione del pensiero)

    Richiamato come parametro costituzionale dell'interesse pubblico all'informazione da bilanciare con altri diritti e con i limiti di legge

  • art. 10 CEDU (libertà d'espressione)

    Utilizzato come criterio interpretativo internazionale per valutare la compatibilità della scriminante del diritto di cronaca e per richiamare la necessità di bilanciare diritto di informare e diritti altrui, con riferimento alla giurisprudenza della Grande Camera (Fressoz e Roire; Stoll)

  • art. 576 cod. proc. pen.

    Richiamato per il principio secondo cui il giudice d'appello, anche in presenza di prescrizione o amnistia, può decidere sulle responsabilità civili conseguenti alla pronuncia impugnata dalla parte civile

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Richiamato come norma che consente la condanna alle spese processuali in caso di rigetto del ricorso in cassazione

  • Testo Unico dei doveri del giornalista (CNOG)

    Testo Unico dei doveri del giornalista (approvato dal Consiglio Nazionale 27/1/2016)

    Richiamato in motivazione come criterio deontologico che impone doveri di correttezza, lealtà e buona fede nell'attività giornalistica e rilevante nel bilanciamento rispetto all'interesse pubblico all'informazione

Massime di principio

  • La scriminante del "diritto di cronaca" (art. 51 c.p.) può operare anche quando la notizia è stata procurata mediante reati propedeutici (es. ricettazione), ma la sua operatività dipende da un bilanciamento concreto tra l'interesse pubblico alla conoscenza e i doveri/diritti violati nella acquisizione della notizia
  • Nella valutazione vanno considerati i mezzi e le modalità di acquisizione (se c'è sollecitazione, sfruttamento di un interesse patrimoniale di terzi, piani preordinati), la diligenza verificativa del giornalista e la presenza di finalità di profitto o concorrenziali che possano rendere prevalente la responsabilità penale
  • Un giudicato favorevole su un reato diverso (es. assoluzione per diffamazione) non determina automaticamente la scriminante per un reato propedeutico diverso (es. ricettazione); occorre valutare separatamente i presupposti e le modalità di ciascun reato
  • Se la parte civile impugna una sentenza di assoluzione, il giudice d'appello, anche se il reato è nel frattempo estinto per prescrizione, può comunque pronunciare responsabilità limitate agli effetti civili e condannare al risarcimento, secondo la giurisprudenza consolidata
  • Nel caso di pubblicazione di notizie sensibili provenienti da fonti illecite, i giornalisti devono documentare l'interesse pubblico e l'adeguata verifica delle fonti; l'assenza di tali cautele e l'impiego di modalità discutibili possono far prevalere la responsabilità penale/civile

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