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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 26698/2023 del 20/06/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso non inammissibile, constatando un disallineamento della decisione impugnata rispetto al nuovo testo dell'art. 131-bis cod. pen. e osservando che, in ogni caso, il termine massimo di prescrizione del reato contestato (tentato furto pluriaggravato) è decorso il 11 dicembre 2022. Per tale motivo ha disposto l'annullamento senza rinvio della sentenza impugnata perché il reato è estinto per prescrizione.

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorrente, tramite difensore, ha proposto ricorso articolato in due motivi: contestazione dell'esclusione dell'applicazione dell'art. 131-bis cod. pen. (alla luce delle modifiche introdotte dal d.lgs. n.150/2020) e censura per il diniego delle circostanze attenuanti generiche.

Norme richiamate

  • art. 625 cod. pen.

    comma primo, nn. 2 e 5 e comma secondo

    Il fatto è stato originariamente qualificato come tentato furto pluriaggravato ai sensi di questa disposizione

  • art. 131-bis cod. pen.

    La decisione impugnata risultava disallineata rispetto al nuovo testo della norma (modificata dal d.lgs. n.150/2020); il reato in esame rientra nei limiti edittali previsti dal nuovo art. 131-bis (pena detentiva minima non superiore a due anni), sicché la corretta valutazione dell'applicabilità della norma era rilevante

  • d.lgs. n.150 del 2020

    Ha modificato il testo dell'art. 131-bis cod. pen., rideterminando i limiti edittali che hanno incidenza sull'applicabilità di misure alternative o attenuanti

  • art. 129, comma 2, cod. proc. pen.

    La Corte ha ritenuto che non sussistessero elementi idonei a determinare una pronuncia ai sensi di questa norma, con riferimento alla eventuale declaratoria di inammissibilità

  • art. 157 cod. pen.

    Utilizzato per determinare la durata base della pena (si è fatto riferimento a sei anni e otto mesi quale misura rilevante ai fini del calcolo della prescrizione)

  • art. 161 cod. pen.

    Applicato per l'aumento di un quarto nel calcolo complessivo del termine di prescrizione, portando il termine massimo a otto anni e quattro mesi

Massime di principio

  • Se una modifica normativa (es. d.lgs. n.150/2020 su art. 131-bis) riduce i limiti edittali, occorre verificare se il fatto rientri nei nuovi limiti: ciò può influire sull'applicabilità di misure alternative o attenuanti.
  • Prima di decidere nel merito su questioni sanzionatorie o attenuanti, il giudice deve sempre verificare l'eventuale estinzione del reato per prescrizione; se la prescrizione è già intervenuta, il provvedimento può essere annullato senza rinvio.
  • Il calcolo della prescrizione deve tenere conto della durata della pena edittale e degli aumenti previsti (es. il quarto ex art. 161), nonché di eventuali sospensioni o interruzioni: errori in questo calcolo possono determinare l'estinzione del reato.
  • La rilevanza di art. 131-bis può rendere necessaria una rivalutazione della misura della pena e delle circostanze attenuanti; la sua esclusione deve essere motivata tenendo conto del testo vigente al momento della decisione.
  • Quando il motivo di impugnazione riguarda esclusivamente questioni di applicazione di norme che incidono sui limiti edittali, può risultare decisiva l'analisi combinata della normativa sostanziale e del termine di prescrizione.

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