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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 5478/2022 del 16/02/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione in Cassazione dell'ordinanza della Corte d'appello di Catania del 03/03/2021 che aveva accolto il riconoscimento della continuazione tra varie condanne (associazione mafiosa, traffico di stupefacenti, estorsione aggravata). Il Procuratore della Repubblica denunciava violazione degli artt. 671 c.p.p. e 187 disp. att. c.p.p. in relazione alla determinazione della pena complessiva

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile ai sensi dell'art. 591, comma 1, lett. a) c.p.p., perché proposto da soggetto non legittimato: secondo l'art. 51, comma 1, c.p.p. le funzioni di pubblico ministero davanti alla corte d'appello sono esercitate dal Procuratore generale presso quella corte. Perciò il ricorso del Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Catania non è stato esaminato nel merito e le censure sugli artt. 671 e 187 disp. att. non sono state valutate

Norme richiamate

  • art. 671 cod. proc. pen.

    Norma richiamata dal ricorrente in relazione alla determinazione della pena complessiva; non esaminata nel merito a causa dell'inammissibilità del ricorso

  • art. 187 disp. att. cod. proc. pen.

    Norma richiamata dal ricorrente (disposizioni di attuazione sul cumulo/concorrente delle pene); non valutata nel merito per il difetto di legittimazione dell'impugnante

  • art. 591, comma 1, lett. a) cod. proc. pen.

    Norma invocata dalla Corte per dichiarare l'inammissibilità del ricorso quando è proposto da soggetto privo di legittimazione a impugnare

  • art. 51, comma 1, cod. proc. pen.

    Interpretazione decisiva della Corte: le funzioni di pubblico ministero davanti alla corte d'appello sono esercitate dal Procuratore generale presso tale corte; ne consegue che il Procuratore della Repubblica presso il Tribunale non è legittimato a proporre il ricorso in Cassazione in questa materia

  • art. 73 d.P.R. 309/1990

    Norma sostanziale (illecito di traffico di sostanze stupefacenti) menzionata fra i reati per cui è stata riconosciuta la continuazione; citata a fini descrittivi delle condanne oggetto del riconoscimento

  • art. 7 legge n. 203/1991

    Norma sostanziale (aggravante dell'estorsione) richiamata per individuare la fattispecie delle condanne coinvolte nella continuazione

Massime di principio

  • Verificare sempre la legittimazione dell'atto di impugnazione: solo l'ufficio competente (qui il Procuratore generale presso la Corte d'appello) può esercitare le funzioni di pubblico ministero davanti a quella Corte
  • Se il ricorso è proposto da soggetto non autorizzato, la Cassazione lo dichiara inammissibile senza esaminare il merito delle censure sostanziali
  • Quando si impugnano questioni relative al calcolo della pena complessiva è necessario assicurare che l'impugnazione venga promossa dall'organo autorizzato; altrimenti le contestazioni previste dagli artt. richiamati non saranno valutate
  • In situazioni analoghe è opportuno: 1) verificare se esiste possibilità di intervento o sostituzione dell'organo competente (Procuratore generale) nei termini processuali; 2) evitare impugnazioni formali da uffici privi di competenza, che comportano spreco di termini e rischio di inammissibilità
  • La declaratoria di inammissibilità per difetto di legittimazione produce l'effetto di impedire l'esame delle questioni di merito, perciò la strategia difensiva o dell'accusa deve tempestivamente garantire la legittimazione dell'atto

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