Cassazione Penale, Sentenza n. 32071/2024 del 06/08/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Il Procuratore Generale impugnava la sentenza del Tribunale di Catania che aveva dichiarato non doversi procedere per il reato di furto pluriaggravato di acqua per mancanza di querela. Il motivo del ricorso era che il Tribunale aveva ritenuto tardiva la contestazione, mentre nel capo di imputazione era espressamente richiamata la circostanza aggravante di cui al n. 7 dell'art. 625 c.p. (sottrazione di cosa destinata a pubblico servizio), che rende il reato procedibile d'ufficio; inoltre si deduceva inosservanza ed erronea applicazione degli artt. 516 e ss. c.p.p. e si richiamava il potere/dovere del Pubblico Ministero di effettuare contestazioni suppletive fino alla conclusione del giudizio di primo grado, ai sensi dell'art.107 Cost.
La decisione
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del Procuratore Generale ritenendo che il capo di imputazione, pur richiamando la norma aggravatrice che comprende anche la diversa fattispecie dell'esposizione alla pubblica fede, conteneva una puntuale descrizione del fatto (allaccio abusivo alla rete idrica e sottrazione di acqua) che rendeva l'imputata in grado di comprendere la portata dell'aggravante. La sottrazione di acqua è stata considerata res destinata a un servizio pubblico; pertanto la circostanza rende il reato procedibile d'ufficio anche dopo le modifiche del d.lgs. n.150/2022. La sentenza impugnata è stata annullata e la causa rinviata alla Corte d'Appello di Catania per nuovo giudizio.
Norme richiamate
Norma che disciplina il reato di furto; utilizzata per definire la fattispecie base contestata.
art. 625 cod. pen., n. 2 e n. 7
Le aggravanti richiamate nel capo di imputazione; in particolare il n.7 (sottrazione di cosa destinata a pubblico servizio) è stata ritenuta applicabile alla sottrazione di acqua e rilevante ai fini della procedibilità d'ufficio.
artt. 516 e ss. cod. proc. pen.
Richiamati dal ricorrente per contestare la valutazione del Tribunale sulla tardività della contestazione dell'aggravante; la Corte ha ritenuto che, dati il richiamo normativo e la descrizione fattuale, non v'era tardività ostativa.
art. 107 Cost.
Citato per sottolineare il dovere costituzionale del Pubblico Ministero di esercitare l'azione penale e la possibilità di contestazioni suppletive in dibattimento.
Riferimento alle recenti modifiche al regime di procedibilità del furto; la Corte osserva che l'aggravante di cui al n.7 rende comunque il reato procedibile d'ufficio anche dopo tali modifiche.
art. 569, comma 4, cod. proc. pen.
Norma invocata per il rinvio del giudizio alla Corte d'Appello per nuovo esame dopo l'annullamento.
Massime di principio
- Se il capo di imputazione richiama una specifica aggravante collegandola a una descrizione fattuale chiara, il giudice può ritenere sufficiente tale combinazione perché l'imputato comprenda la natura e la portata dell'accusa anche quando la norma contemplerebbe più ipotesi diverse.
- La sottrazione di beni destinati a servizi pubblici (es. acqua) può rendere il furto procedibile d'ufficio anche se la legge sulla procedibilità del reato è stata modificata, salvo diversa disposizione espressa.
- Il Pubblico Ministero ha il potere/dovere di formulare contestazioni suppletive nel corso del giudizio di primo grado; il tribunale deve valutare la tempestività e l'idoneità della contestazione alla luce del contenuto complessivo dell'imputazione.
- Nel valutare la sussistenza di una aggravante contestata, il giudice deve considerare non solo il richiamo normativo formale ma anche la descrizione fattuale dell'evento per verificare se l'imputato poteva effettivamente comprendere l'accusa aggravata.
- In caso di errori formali o di valutazione sulla procedibilità, la Cassazione può annullare e rinviare per nuovo giudizio anziché decidere nel merito, quando la questione richiede nuovo esame di fatto e diritto in sede di appello.
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