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Cassazione Penale, Ordinanza n. 03564/2025 del 28/01/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La Corte ha dichiarato inammissibili entrambi i ricorsi. Ha condannato i ricorrenti al pagamento delle spese processuali e della somma di euro 3.000 complessivi in favore della Cassa delle Ammende. Ha inoltre ritenuto infondate le censure sulla pena, sul ne bis in idem e sulla particolare tenuità del fatto, valorizzando la motivazione della Corte d'appello e la diversità degli episodi di reato.

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

I ricorrenti hanno impugnato la sentenza della Corte d'appello che aveva confermato la condanna pronunciata dal Tribunale per plurimi episodi di cessione di cocaina in relazione all'art. 73, comma 5, d.P.R. n. 309 del 1990. Uno dei ricorrenti ha censurato la misura della pena, sostenendo che il trattamento sanzionatorio fosse eccessivo; l'altro ha dedotto violazione del ne bis in idem, assumendo che uno dei fatti contestati fosse già stato oggetto di precedente giudizio, nonché l'erronea esclusione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto ex art. 131-bis c.p. La Corte di cassazione ha ritenuto manifestamente infondate le doglianze, osservando che la Corte territoriale aveva motivato adeguatamente sia sul discostamento dal minimo edittale sia sulla diversità dei fatti rispetto al precedente giudizio, sia sull'inapplicabilità dell'art. 131-bis c.p. in ragione della condanna definitiva per fatto specifico, della cessione di sostanza stupefacente pesante e di ulteriori precedenti specifici.

Norme richiamate

  • art. 73, comma 5, d.P.R. n. 309 del 1990

    La disposizione incriminatrice è richiamata quale base della condanna per fatti di cessione di cocaina in quantità rilevante, qualificati come fatti di lieve entità ma comunque penalmente rilevanti.

  • art. 131-bis c.p.

    La causa di non punibilità è ritenuta correttamente esclusa dalla Corte territoriale per la presenza di precedenti specifici, per la natura della droga ceduta e per la reiterazione di condotte analoghe.

  • ne bis in idem

    Il divieto di doppio giudizio è ritenuto non violato perché i fatti del presente procedimento riguardano due cessioni di cocaina del febbraio e marzo 2017, mentre il precedente giudizio concerneva una distinta detenzione illecita accertata nel novembre 2017.

  • Cassa delle Ammende

    La declaratoria di inammissibilità comporta la condanna al pagamento di una somma in favore della Cassa delle Ammende.

Massime di principio

  • In tema di ricorso per cassazione, è manifestamente infondata la censura sulla dosimetria della pena quando la sentenza impugnata dia conto in modo coerente degli elementi valorizzati per discostarsi dal minimo edittale, come l'entità del fatto, l'intensità del dolo e i precedenti specifici.
  • Il ne bis in idem non è configurabile quando il procedimento attuale riguardi fatti storicamente diversi, anche se collegati a vicende investigative in parte coincidenti: occorre la piena identità del fatto nei suoi elementi storici essenziali.
  • La particolare tenuità del fatto può essere legittimamente esclusa quando il giudice valorizzi precedenti specifici, la natura e gravità concreta della condotta e la reiterazione di analoghi episodi criminosi.
  • In sede di legittimità, la motivazione della sentenza d'appello è insindacabile se il giudice di merito ha fornito una giustificazione adeguata e non manifestamente illogica delle proprie valutazioni su pena, unicità del fatto e non punibilità.

Come è indicizzato

MaterieSpaccioImpugnazioniCause di non punibilità
RamiStupefacentiProcesso penaleParte generale
SottomaterieLieve entità
IstitutiNe bis in idemParticolare tenuità del fatto

Testo integrale

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