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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 40961/2025 del 19/12/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione della sentenza di appello che confermava la condanna per il reato previsto dall'art. 337 cod. pen.; due motivi: (1) censura sulla determinazione della pena per presunta inadeguata considerazione delle modalità esecutive e dei motivi a delinquere (riferimento ai criteri di cui all'art. 133 cod. pen.); (2) censura del rigetto della richiesta di sostituzione della pena detentiva con i lavori di pubblica utilità, nonostante l'imputato avesse rinunciato per iscritto alla sospensione condizionale della pena precedentemente riconosciuta

La decisione

La Corte di legittimità ha ritenuto il primo motivo generico e non fondato. Ha invece accolto il secondo motivo: la Corte d'appello aveva disconosciuto la sostituzione della pena sulla base dell'esistenza della sospensione condizionale, senza tenere conto della rinuncia scritta dell'imputato a tale beneficio. La sentenza impugnata è stata annullata limitatamente alla valutazione della sostituzione della pena e la causa è stata rinviata ad altra sezione della Corte d'appello per nuovo giudizio volto a verificare i presupposti e, se del caso, disporre la sostituzione della pena con i lavori di pubblica utilità

Norme richiamate

  • art. 337 cod. pen.

    Norma che individua il reato per cui è stato condannato il ricorrente (fatto oggetto della conferma di responsabilità)

  • art. 133 cod. pen.

    Criteri di determinazione della pena: la Corte osserva che la censura relativa all'applicazione di tali criteri era generica e priva di specificazione su presunte contraddizioni o illogicità nella motivazione

  • art. 61-bis, legge n. 689/1981

    Richiamata per la modifica che ha previsto l'alternatività tra la sostituzione della pena e la sospensione condizionale: la sussistenza della sospensione può ostare alla sostituzione, ma tale ostacolo viene meno se l'imputato rinuncia al beneficio

  • art. 99, comma 1, cod. proc. pen.

    Richiama la natura di diritti personalissimi: la rinuncia alla sospensione condizionale è un atto dispositivo che incide sull'esecuzione della pena e può essere compiuto direttamente dall'imputato o tramite difensore munito di procura speciale

  • Cass. Sez.4, n. 25152 del 20/5/2025, Rv. 288465

    Precedente richiamato che afferma che la rinuncia al beneficio della sospensione condizionale ha natura di atto dispositivo afferente a diritti personalissimi e rileva ai fini dell'esecuzione della pena

Massime di principio

  • La rinuncia scritta e personale alla sospensione condizionale della pena elimina l'ostacolo che impedisce al giudice di valutare la sostituzione della pena detentiva con misure alternative (es. lavori di pubblica utilità).
  • La rinuncia a benefici connessi all'esecuzione della pena è un atto di natura personalissima: deve essere manifestata direttamente dall'imputato o tramite difensore con procura speciale, e va considerata dal giudice nel decidere sulle sanzioni sostitutive.
  • Le doglianze generiche sulla determinazione della pena ai sensi dell'art. 133 cod. pen. sono spesso inammissibili: il ricorrente deve indicare in che modo la motivazione sia manifestamente contraddittoria o illogica, non limitarsi a chiedere un trattamento più favorevole.
  • Quando la legge prevede l'alternatività tra sospensione condizionale e sanzioni sostitutive, il giudice d'appello deve verificare concretamente i presupposti per la sostituzione ogniqualvolta il motivo ostativo (es. la sospensione) venga meno o sia stato validamente rinunciato.
  • In caso di annullamento limitato a specifici profili (qui: valutazione delle sanzioni sostitutive), il giudice del rinvio deve riesaminare il caso alla luce dell'eliminazione dell'ostacolo e può disporre la sostituzione della pena se ricorrono i presupposti di legge.

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