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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 15858/2025 del 24/04/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione della determinazione della pena per il vincolo della continuazione tra reati già giudicati separatamente. Il ricorrente denunciava: 1) mancata indicazione del percorso logico-giuridico seguito per determinare l'entità dei singoli aumenti per i reati satellite (vizio motivazionale); 2) mancato scorporo dei reati già uniti sotto il vincolo della continuazione e recepimento meccanico degli aumenti operati dai giudici di cognizione senza quantificare le porzioni di pena attribuite ai singoli reati satellite.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato e ha annullato l'ordinanza impugnata limitatamente alla determinazione del trattamento sanzionatorio. Ha disposto il rinvio al giudice dell'esecuzione, in diversa composizione, perché proceda a nuovo giudizio rispettando i principi di diritto: primo, lo scorporo dei reati riuniti in continuazione per individuare il reato più grave; secondo, la determinazione autonoma e motivata degli aumenti per ciascun reato satellite (anche se già raggruppati nelle sentenze di merito), con adeguata motivazione sui criteri adottati per la quantificazione, in modo da consentire il controllo della dosimetria.

Norme richiamate

  • art. 606 cod. proc. pen. (lett. b)

    Fondamento formale del motivo di ricorso per cassazione contro l'ordinanza, relativo a violazione di norme processuali e di diritto penale nella determinazione della pena.

  • art. 666 cod. proc. pen.

    Norma richiamata in relazione alle modalità di motivazione e calcolo delle pene in sede esecutiva; la Corte segnala l'obbligo di spiegare il percorso logico per la quantificazione degli aumenti.

  • art. 671 cod. proc. pen.

    Riguarda i provvedimenti del giudice dell'esecuzione e la loro motivazione; utilizzata per censurare la carenza motivazionale del provvedimento impugnato.

  • art. 81 cod. pen.

    Disciplina la continuazione e gli aumenti; la Corte afferma che il giudice dell'esecuzione deve scorporare i reati riuniti in continuazione e poi operare autonomi aumenti per i reati satellite.

  • art. 132 cod. pen.

    Principio di individualizzazione della pena; il giudice dell'esecuzione esercita un potere discrezionale nella determinazione della pena, ma deve motivare adeguatamente la scelta.

  • art. 133 cod. pen.

    Criteri generali per la determinazione della pena (circostanze, esigenze rieducative, ecc.); utilizzato per richiedere che la motivazione attenga ai criteri previsti e renda trasparente la dosimetria.

Massime di principio

  • Il giudice dell'esecuzione, quando ridetermina la pena per reati separatamente giudicati e riconosciuti in continuazione, deve prima scorporare tutti i reati raggruppati dalle singole sentenze e identificare il reato più grave come base di calcolo.
  • Sulla pena così determinata per il reato base, il giudice deve applicare aumenti autonomi per ciascun reato satellite, compresi quelli che nelle sentenze di cognizione erano già unificati ai sensi dell'art. 81 c.2 cod. pen.; non è ammissibile recepire meccanicamente le pene aggregate decise dai giudici di merito.
  • Il giudice dell'esecuzione è tenuto a fornire una motivazione specifica anche sugli aumenti applicati per i reati satellite (quantificando la porzione di pena attribuita a ciascun reato), non è sufficiente il mero rispetto del limite legale (es. il triplo della pena-base).
  • La carenza di 'scorporo' e di motivazione sui criteri di commisurazione degli aumenti comporta l'annullamento limitato della determinazione sanzionatoria e il rinvio per un nuovo giudizio in diversa composizione.
  • In casi analoghi il ricorrente può efficacemente contestare la determinazione della pena se il provvedimento esecutivo non rende trasparente il percorso logico-giuridico e la quantificazione degli aumenti per i reati satellite.

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