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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 35496/2024 del 20/09/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente impugna l'ordinanza del 08/04/2024 che ha confermato il diniego, disposto dal magistrato di sorveglianza di Avellino, della concessione della liberazione anticipata per il semestre 13/03/2020-13/09/2020. Il diniego si fonda sul fatto che il ricorrente avrebbe commesso il 25/06/2020 il reato previsto dall'art. 76, comma 4, d.lgs. n.159/2011 e avrebbe ricevuto un richiamo disciplinare. Il ricorrente deduce (1) che la condotta contestata sarebbe iniziata prima della detenzione e quindi non potrebbe ostare ai benefici successivi (richiamo all'art. 54 Ord.pen.), e (2) vizio di motivazione dell'ordinanza, poiché questa non avrebbe valutato analiticamente la sua condotta intramuraria e avrebbe trascurato le relazioni che attestano la buona condotta carceraria.

La decisione

Il ricorso è stato rigettato. La Corte ha ritenuto che la violazione contestata sia stata commessa in costanza di detenzione (non antecedentemente), evidenziando che il ricorrente ha interrotto i versamenti stabiliti solo dopo l'inizio della carcerazione e non ha fornito giustificazioni. La condotta è stata valutata come sufficiente a dimostrare mancata adesione al percorso rieducativo, almeno nel semestre in cui è stata tenuta; il diniego è stato correttamente circoscritto a quel semestre. La Corte ha altresì ritenuto la motivazione dell'ordinanza adeguata e ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali.

Norme richiamate

  • d.lgs. n.159/2011, art. 76, comma 4

    La condotta contestata è stata ritenuta reato ai sensi di questa norma; la sua commissione in costanza di detenzione giustifica un effetto ostativo alla concessione della liberazione anticipata per il semestre in cui essa si è verificata.

  • art. 54 Ordinamento penitenziario

    La norma disciplina i requisiti per la liberazione anticipata collegata al percorso rieducativo. Il giudice può valutare la meritevolezza per semestri distinti; una condotta rilevante nel semestre considerato può legittimamente impedire la concessione del beneficio per quel periodo.

Massime di principio

  • La commissione di fatto costituente reato o di una infrazione disciplinare durante la detenzione può ostare alla concessione della liberazione anticipata per il semestre in cui è avvenuta; il giudice valuta i semestri in modo frazionato.
  • Se il comportamento che ha dato origine alla contestazione è anteriore alla detenzione, occorre dimostrare che non si è protratto o reiterato durante la carcerazione; altrimenti può essere considerato rilevante.
  • La semplice esistenza di un procedimento penale in corso e di un provvedimento disciplinare nel periodo considerato può costituire base motivata per il diniego del beneficio, purché la motivazione sia logicamente congrua e indichi il nesso con la mancata adesione al percorso rieducativo.
  • Chi invoca l'impossibilità di adempiere ad obblighi (es. versamenti) per effetto della detenzione deve fornire adeguata prova e giustificazione documentale; l'uso della detenzione per eludere obblighi può essere interpretato negativamente.
  • Per contestare la datazione di un reato in corso di giudizio, il giudizio sulla diversa data è riservato al giudice della cognizione; nel procedimento sul beneficio il giudice può limiterà la valutazione al dato processuale disponibile.

Testo integrale

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