Salta al contenuto
Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 46/2024 del 03/01/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Ricorso avverso l'ordinanza che confermava il sequestro preventivo (48.126 euro e tre mezzi) disposto nei confronti di Saracino nel contesto di un procedimento per sottrazione al pagamento dell'accisa su prodotti energetici. La difesa ha impugnato: 1) la competenza territoriale del Tribunale di Trento, sostenendo che il luogo competente fosse il Tribunale di Foggia/Cerignola perché lattivita e la cellula operativa italiana erano localizzate a Cerignola; 2) la nullità del provvedimento genetico per mancanza di autonoma valutazione del G.I.P. rispetto al copioso materiale probatorio, richiamato senza argomentazione; 3) la carenza di fumus commissi delicti e linsussistenza del periculum in mora, rilevando la neutralità della presenza di Saracino nelle date contestate e lincertezza circa la natura e consistenza dei carichi; 4) la violazione dei principi di adeguatezza e proporzionalità del sequestro per equivalente, contestando la quantificazione del profitto basata su presunzioni, luso di aliquote di accisa non pertinenti e la mancata valutazione della buona fede e del valore delle res pertinenti.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto fondato il primo motivo (competenza territoriale) e, perciò assorbente, ha annullato lordinanza impugnata con rinvio al Tribunale di Trento per nuovo esame. La Suprema Corte ha disposto che il Tribunale dovrà verificare la sussistenza della connessione ex art. 12 cod. proc. pen. (lett. b o lett. c) fra il reato associativo e i reati-fine e determinare in conseguenza la competenza territoriale. La Corte ha richiamato lapplicabilità dellart. 9, comma 1, e dellart. 10, comma 3, cod. proc. pen. quando il reato è stato commesso in parte allestero ma si è realizzata in Italia una parte significativa della condotta, individuando Cerignola come possibile ultimo luogo di manifestazione dellattività del sodalizio. La Corte ha inoltre chiarito che, nel caso di dichiarata incompetenza, può trovare applicazione lart. 27 cod. proc. pen. rispetto allurgenza dei provvedimenti cautelari e ha richiamato il principio secondo il quale il provvedimento cautelare assunto dal giudice poi dichiarato incompetente conserva efficacia interinale. Sulla base di ciò, il ricorso è stato accolto limitatamente al vizio di competenza territoriale e lordinanza è annullata con rinvio; le altre censure sono state rimesse al nuovo esame del Tribunale.

Norme richiamate

  • art. 8 cod. proc. pen.

    Per i reati permanenti il giudice competente è quello del luogo in cui ha avuto inizio la consumazione; la sede della base operativa è rilevante per individuare il luogo di inizio quando il reato è associativo e duraturo

  • art. 9 cod. proc. pen.

    Regola integrativa applicabile anche ai reati connessi: se non è possibile determinare la competenza secondo lart. 8, è competente il giudice dellultimo luogo in cui è avvenuta una parte dellazione o omissione; applicabile anche se la consumazione è iniziata allestero quando in Italia si è consumata una parte significativa della condotta

  • art. 10 cod. proc. pen.

    Quando il reato è commesso in parte allestero, la competenza va determinata alla luce degli artt. 8 e 9; conferma loperatività delle regole integrative anche nei casi di consumazione iniziata allestero

  • art. 12 cod. proc. pen.

    Occorre accertare se la connessione tra reato associativo e reati-fine rientri nella lett. b (continuità soggettiva) o lett. c (connessione teleologica senza identità degli autori); la natura della connessione incide sul possibile spostamento della competenza territoriale

  • art. 16 cod. proc. pen.

    Criterio per lapplicazione della competenza in presenza di più reati connessi: prevale il giudice per il reato più grave o, in caso di parità, quello del primo reato

  • art. 27 cod. proc. pen.

    Disciplina la competenza del giudice in situazioni durgenza e contempera la necessità di adottare provvedimenti cautelari con le regole ordinarie di competenza; applicabile anche ai sequestri cautelari in sede di rinvio

  • art. 317 e 321 cod. proc. pen.

    Richiamati come norme relative alladozione e alla gestione delle misure cautelari, ivi compreso il sequestro preventivo; il loro richiamo serve a sottolineare lincidenza dellurgenza e degli effetti interinali dei provvedimenti

  • art. 61-bis cod. pen.

    Norma richiamata nel contrasto sulla rilevanza dellaggravante (transnazionalità) e sulla necessità di verificare la sua applicabilità ai reati-fine ai fini della motivazione del sequestro finalizzato alla confisca

Massime di principio

  • Se un reato associativo è permanente e la sua consumazione è iniziata allestero, la competenza italiana può comunque essere riconosciuta se in Italia si è consumata una parte significativa dellattività del sodalizio; in tal caso va applicato art. 9 comma 1 e art. 10 comma 3 cod. proc. pen.
  • Per determinare la competenza per reati connessi è essenziale stabilire la natura della connessione ex art. 12: la lett. b richiede identità soggettiva degli autori, la lett. c consente di ricomprendere reati commessi anche da diversi autori quando il reato mezzo sia finalizzato ai reati-fine
  • Se non è possibile individuare il giudice competente per il reato più grave secondo lart. 8 (es. perché la consumazione è iniziata allestero), lart. 9 comma 1 consente di attribuire competenza al giudice dellultimo luogo in cui si è manifestata parte significativa della condotta
  • La declaratoria di incompetenza non annulla automaticamente lefficacia interinale dei provvedimenti cautelari adottati dal giudice ritenuto poi incompetente; può trovare applicazione lart. 27 cod. proc. pen. e la giurisprudenza riconosce leffetto interinale anche alle misure reali
  • Nelle impugnazioni di provvedimenti di sequestro per equivalente il giudice di merito dovrà motivare autonomamente la valutazione del fumus e del periculum e non limitarsi a richiamare massivamente il materiale probatorio; la quantificazione del profitto non può fondarsi su presunzioni non verificate e deve tener conto del valore effettivo delle res pertinenti e di eventuali adempimenti fiscali
  • La difesa può efficacemente contestare la sussistenza del periculum in mora e la titolarità effettiva dei beni, ponendo rilievo alla prova della buona fede e allassenza di disponibilità reale quando la proprietà è formalmente o sostanzialmente riconducibile allindagato

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.