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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 4818/2023 del 03/02/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente impugnava la sentenza della Corte d'appello di Firenze (18/03/2021) che, in parziale riforma della decisione del G.I.P. del Tribunale di Siena, aveva confermato la responsabilità dell'imputato per il reato di cui all'art. 629 c.p., rideterminando la pena per il riconosciuto vizio parziale di mente. In cassazione la difesa deduceva un unico motivo: vizio della motivazione in ordine all'accertamento della capacità di intendere e di volere dell'imputato.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per tardività: la sentenza impugnata era del 18/03/2021; il termine di deposito della motivazione era di 90 giorni; il termine di 45 giorni per proporre il ricorso (ex art. 585 c.p.p.) è decorrso dal 17/06/2021 e scadeva il 31/07/2021, mentre il ricorso è stato depositato il 25/08/2021. Per tali ragioni la Corte non ha esaminato il merito del gravame. Conseguentemente il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali, alla rifusione delle spese della parte civile (liquidate in complessivi euro 3.686,00 oltre accessori) e al versamento di euro 3.000 alla Cassa delle ammende ai sensi dell'art. 616 c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 629 cod. pen.

    È il reato per il quale l'imputato è stato ritenuto responsabile dalla Corte d'appello; la sentenza impugnata ha confermato la responsabilità riconoscendo un vizio parziale di mente.

  • art. 585 cod. proc. pen.

    Stabilisce il termine di 45 giorni per proporre il ricorso per cassazione; la Corte ha applicato tale termine per dichiarare la tardività dell'impugnazione.

  • art. 23, comma 8, d.l. 28 ottobre 2020, n. 137 (conv. L. n.176/2020) e art. 16, d.l. 30 dicembre 2021, n. 228 (conv. L. 25/02/2022, n. 15)

    Norme emergenziali/processuali citate che disciplinano le modalità di esame del ricorso e applicabilità delle procedure speciali previste dal periodo normativo; la Corte ha proceduto secondo le forme previste.

  • art. 616 c.p.p.

    Consente la condanna del ricorrente al versamento di una somma alla Cassa delle ammende quando l'inammissibilità del ricorso dipenda da colpa nella determinazione della causa; la Corte ha disposto il pagamento di euro 3.000 sulla base di tale norma.

  • Corte Cost. 13 giugno 2000, n. 186

    Giurisprudenza citata in relazione ai profili di colpa che possono giustificare la condanna alla Cassa delle ammende; la Corte si è richiamata a tale precedente per valutare la colpa del ricorrente.

  • Giurisprudenza della Corte di Cassazione (es. Sez. 2, n. 13505 del 31/01/2018 Novak; Sez. 4, n. 36046 del 09/07/2015 Agasi; Sez. 3, n. 34877 del 24/06/2010 G.)

    I precedenti sono stati richiamati per il principio secondo cui il termine che scade di sabato non si proroga automaticamente al giorno successivo; sono serviti a confermare il calcolo del termine per l'impugnazione.

Massime di principio

  • Il rispetto dei termini per proporre ricorso per cassazione è essenziale: la tardività comporta inammissibilità e impedisce di esaminare il merito.
  • Il termine di 45 giorni previsto dall'art. 585 c.p.p. decorre dalla data di deposito della motivazione; occorre calcolarlo con attenzione e non si considera automaticamente prorogato se l'ultimo giorno cade di sabato.
  • Quando l'inammissibilità dipende da colpa del ricorrente la Corte può condannare al pagamento di una somma alla Cassa delle ammende (art. 616 c.p.p.) e rifondere le spese processuali della controparte.
  • Se si vuole contestare l'accertamento della capacità di intendere e volere è fondamentale proporre tempestivamente il ricorso e curarne la motivazione: errori procedurali precludono l'esame del merito.
  • Le norme emergenziali/procedurali richiamate (decreti-legge convertiti) possono incidere sulle forme di esame del ricorso; è opportuno considerarle nel calcolo dei termini e nella strategia processuale.

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