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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 4584/2023 del 03/02/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

La ricorrente impugnava la sentenza del Tribunale di Palermo del 28/02/2022 che l'aveva dichiarata responsabile del reato di cui all'art. 674 c.p. e l'aveva condannata ad euro 100 di ammenda. Il ricorso articolava due motivi: (i) violazione dell'art. 533 c.p. e vizio di motivazione, sostenendo che il Tribunale non aveva applicato la regola del 'oltre ogni ragionevole dubbio' e aveva, contraddittoriamente, condannato pur riconoscendo che gli elementi probatori non accertavano con certezza la responsabilità; (ii) intervenuta prescrizione del reato, chiedendo l'annullamento senza rinvio della sentenza per estinzione del reato.

La decisione

La Corte ha rilevato che il reato, consumato il 02/04/2014, si era estinto per prescrizione il 07/11/2021 tenuto conto del termine quinquennale e delle sospensioni previste dagli artt. 157, 159, 160 e 161 c.p. Ha altresì ritenuto fondato il primo motivo perché la motivazione del Tribunale era contraddittoria (riconoscimento dell'incertezza probatoria e tuttavia condanna). Tuttavia, in presenza della causa di estinzione del reato e non ricorrendo necessità di specifici accertamenti di merito, la Corte ha applicato l'art. 129, comma 1, c.p.p. e ha dichiarato l'estinzione del reato per prescrizione, annullando senza rinvio la sentenza impugnata. La Corte ha inoltre richiamato la giurisprudenza che limita la possibilità di sindacare vizi motivazionali quando il reato è estinto.

Norme richiamate

  • art. 674 cod. pen.

    Norma che definisce il fatto penalmente contestato alla ricorrente (getto pericoloso di cose).

  • art. 533 cod. pen.

    Riferita al principio della prova oltre ogni ragionevole dubbio in tema di responsabilità penale; il ricorrente ha denunciato violazione di tale regola nella motivazione.

  • artt. 157, 159, 160, 161 cod. pen.

    Norme rilevanti ai fini del computo dei termini prescrizionali (durata massima, sospensioni, interruzioni e salvezze).

  • art. 129, comma 1, cod. proc. pen.

    Consente alla Corte di cassazione di dichiarare estinto il reato per prescrizione e annullare la sentenza senza rinvio quando ricorrono i presupposti.

  • art. 609, comma 2, cod. proc. pen.

    Richiamato in tema di declaratoria d'ufficio della prescrizione e condizioni di ammissibilità del ricorso idoneo a instaurare il rapporto di impugnazione.

  • art. 23, comma 8 d.l. 137/2020 conv. in l. 176/2020

    Norma richiamata per lo svolgimento del collegio in camera di consiglio senza l'intervento delle parti in specifiche ipotesi procedurali.

Massime di principio

  • Se il reato si è estinto per prescrizione prima della decisione di merito, la Cassazione può dichiarare l'estinzione e annullare senza rinvio quando l'accertamento della prescrizione non richiede specifici accertamenti di merito.
  • Vizi di motivazione che emergono dalla sentenza di merito possono essere rilevanti, ma perdono rilevanza se la causa estintiva elimina il rapporto processuale: in tali casi il giudice di legittimità dovrà comunque applicare la disciplina dell'estinzione del reato.
  • Perché la declaratoria di prescrizione d'ufficio possa essere disposta in Cassazione, il ricorso deve essere idoneo a instaurare un valido rapporto di impugnazione (non inammissibile).
  • Gli avvocati dovrebbero calcolare con attenzione i termini prescrizionali (tenendo conto di sospensioni e interruzioni previste dagli artt. 157, 159, 160, 161 c.p.) e, quando pertinente, dedurre tempestivamente la prescrizione nel gravame processuale.
  • Quando si deduce contraddittorietà o insufficienza della motivazione, occorre anche verificare se l'eventuale dichiarazione di estinzione del reato renda superfluo il rimedio impugnatorio ovvero comporti l'annullamento senza rinvio.

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