Cassazione Penale, Sentenza n. 23022/2023 del 25/05/2023
Sintesi
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Favorevole al ricorrente
La controversia
Ricorso per cassazione proposto dall'avv. Massimo Lauro nell'interesse dell'imputato, con un unico motivo: contraddittorietà tra motivazione e dispositivo della sentenza impugnata. In motivazione la Corte di appello aveva riconosciuto le circostanze attenuanti generiche in equivalenza con le aggravanti, valorizzato la personalità dell'imputato e il comportamento processuale resipiscente, ritenendo ricorrere le condizioni di cui all'art. 163 c.p. (assenza di precedenti e prognosi favorevole) e quindi la possibilità di concedere la sospensione condizionale della pena; nel dispositivo, però, la statuizione relativa alla sospensione è stata omessa.
La decisione
La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato. Ha affermato che, pur sussistendo normalmente la regola della prevalenza del dispositivo, questa non è assoluta e può essere derogata quando la motivazione contenga elementi certi e logici che rendano evidente un errore materiale del dispositivo. Nel caso concreto la motivazione manifestava chiaramente la volontà di concedere la sospensione condizionale della pena; quindi la Cassazione ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata limitatamente alla mancata concessione della sospensione condizionale e ha disposto la concessione del beneficio, avvalendosi della facoltà prevista dall'art. 620 c.p.p. co. 1 lett. e).
Norme richiamate
La norma disciplina le condizioni per la sospensione condizionale della pena; la Corte ha ritenuto che l'assenza di precedenti e una prognosi favorevole sul comportamento futuro dell'imputato giustificassero la concessione del beneficio.
art. 620 co. 1 lett. e) c.p.p.
Consente alla Corte di Cassazione, in casi particolari, di pronunciare direttamente su determinati profili della decisione impugnata; è stata utilizzata per concedere la sospensione condizionale della pena senza rinvio.
Massime di principio
- Il contrasto tra motivazione e dispositivo non determina automaticamente nullità: la prevalenza del dispositivo può essere derogata quando la motivazione contiene elementi chiari, certi e logici che rivelino un errore materiale del dispositivo.
- Se la motivazione esprime inequivocabilmente la volontà del giudice di concedere un beneficio (es. sospensione condizionale) e il dispositivo omette tale statuizione, la Cassazione può annullare limitatamente all'omissione e, se ricorrono i presupposti, concedere il beneficio direttamente ai sensi dell'art. 620 c.p.p.
- Per ottenere successo in ricorso in casi analoghi, è utile dimostrare che la motivazione non è contraddittoria né generica ma contiene valutazioni puntuali (es. assenza di precedenti, prognosi favorevole) che legittimano la misura richiesta.
- La deroga alla regola della prevalenza del dispositivo è percorribile solo se l'errore è obiettivamente rilevabile dalla sola lettura degli atti e se l'intervento della Cassazione non produce un risultato meno favorevole per l'imputato.
- In fase di decisione di merito i giudici devono sempre assicurare coerenza tra motivazione e dispositivo; l'assenza di congruenza può essere sfruttata dalla difesa per ottenere rimedio in Cassazione.
Testo integrale
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