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Cassazione Penale, Ordinanza n. 06672/2025 del 18/02/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La Corte di cassazione dichiara inammissibile il ricorso, condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali e al versamento di 3.000 euro alla Cassa delle ammende, rilevando che le censure sono generiche e non incidono su un percorso motivazionale corretto della sentenza impugnata.

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

L'imputato ricorre avverso la sentenza della Corte d'appello che ha confermato la sua condanna per violazione delle prescrizioni della sorveglianza speciale di pubblica sicurezza con obbligo di soggiorno, poiché non era presente nella propria abitazione in data 25 settembre 2019. Con il ricorso deduce quattro censure: violazione di legge e vizi di motivazione sull'affermazione di responsabilità, sulla mancata applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto ex art. 131-bis c.p., sulla prescrizione e sul diniego delle attenuanti generiche. La Corte ritiene la doglianza sul fatto e sull'elemento soggettivo estremamente generica e, in parte, meramente rivalutativa del merito; esclude la particolare tenuità richiamando la negativa personalità dell'imputato e il pericolo derivante dalla violazione della prescrizione; afferma che la prescrizione non è maturata; reputa infondata la censura sulle attenuanti generiche, essendo il diniego sorretto dalla mancanza di elementi positivi e dalla personalità negativa del ricorrente.

Norme richiamate

  • art. 131-bis c.p.

    La particolare tenuità del fatto è esclusa quando la personalità dell'imputato e il pericolo connesso alla violazione rendono non apprezzabile la minima offensività del fatto.

  • art. 62-bis c.p.

    Il giudice può negare le attenuanti generiche valorizzando anche un solo elemento tra quelli di cui all'art. 133 c.p., purché ritenuto prevalente, come la personalità negativa dell'imputato o le modalità del fatto.

  • art. 133 c.p.

    Tra gli elementi di valutazione della pena e dei benefici possono essere considerati, in via prevalente, quelli attinenti alla personalità del colpevole e alle modalità del reato.

  • art. 159 c.p.

    Richiamato solo in relazione alla doglianza sulla prescrizione, che viene ritenuta infondata perché il termine non era decorso.

  • art. 163-bis c.p.p.

    null

  • art. 615 c.p.p.

    null

Massime di principio

  • In sede di legittimità, le censure che mirano a ottenere una nuova valutazione del merito o che si fondano su asserti fattuali non specifici sono inammissibili, specie quando la motivazione della sentenza impugnata sia coerente e non manifestamente illogica.
  • La particolare tenuità del fatto può essere esclusa valorizzando la personalità negativa dell'imputato e il concreto pericolo derivante dalla condotta contestata, quando tali elementi rendano non esigua l'offesa.
  • Il diniego delle attenuanti generiche è legittimo se il giudice indica elementi negativi, anche uno solo, tratti dall'art. 133 c.p., ritenuti sufficienti e prevalenti nella valutazione complessiva.
  • La prescrizione non può essere dichiarata quando, sulla base della data di commissione del fatto e del relativo termine, risulti che il reato non sia ancora estinto al momento della decisione.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioniPena e commisurazioneCause di non punibilità
RamiProcesso penaleParte generale
IstitutiPrescrizione del reatoParticolare tenuità del fatto

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