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Cassazione Penale, Ordinanza n. 06566/2025 del 18/02/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

Il procedimento riguarda un imputato tratto a giudizio per concorso nel delitto tentato di furto aggravato. In appello egli, tramite difensore, ha rinunciato a tutti i motivi di gravame salvo quelli concernenti il trattamento sanzionatorio e la concessione delle circostanze attenuanti generiche, e ha concordato con il Procuratore generale la pena finale di mesi dieci e giorni venti di reclusione ed euro 200 di multa. La Corte d'appello ha quindi rideterminato la pena ai sensi dell'art. 599-bis c.p.p. Contro tale decisione l'imputato ha proposto ricorso per cassazione deducendo violazione di legge e vizio di motivazione, lamentando che la Corte territoriale non avrebbe esaminato circostanze fondamentali per una diversa ricostruzione dei fatti. La Suprema Corte ha ritenuto il motivo generico e aspecifico e, comunque, inammissibile perché diretto contro una sentenza emessa ex art. 599-bis c.p.p. con doglianze non consentite, essendo invece ammissibili solo censure sulla formazione della volontà di aderire al concordato, sul consenso del pubblico ministero o sul contenuto difforme della decisione rispetto all'accordo.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha rilevato che la doglianza non investiva profili scrutinabili in sede di legittimità contro una sentenza resa ex art. 599-bis c.p.p., ma si appuntava su motivi rinunciati e su censure relative alla ricostruzione dei fatti e al trattamento sanzionatorio, non traducendosi in una denuncia di illegalità della pena. Conseguentemente ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro 4.000 in favore della Cassa delle ammende; l'inammissibilità è stata dichiarata senza formalità di procedura ai sensi dell'art. 610, comma 5-bis, c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 599-bis c.p.p.

    Disciplina il concordato in appello; la sentenza resa ai sensi di tale norma è impugnabile in cassazione solo per censure relative alla formazione del consenso, al consenso del pubblico ministero o a un contenuto difforme della pronuncia rispetto all'accordo.

  • art. 129 c.p.p.

    Il richiamo serve a escludere l'ammissibilità delle doglianze sulla mancata valutazione delle cause di proscioglimento in sede di ricorso avverso sentenza ex art. 599-bis c.p.p.

  • art. 610, comma 5-bis, c.p.p.

    La causa di inammissibilità del ricorso è stata dichiarata senza formalità di procedura.

  • art. 599 bis del codice di rito

    Riferimento alla norma processuale applicata dalla Corte d'appello per la rideterminazione concordata della pena.

Massime di principio

  • Nel concordato in appello, il ricorso per cassazione è ammissibile soltanto se denuncia vizi relativi alla genesi del consenso della parte, al consenso del pubblico ministero o a una decisione del giudice difforme dall'accordo raggiunto.
  • Sono inammissibili le censure che ripropongono motivi di appello rinunciati, contestano la mancata valutazione di cause di proscioglimento ex art. 129 c.p.p. o investono la quantificazione della pena senza allegare una vera illegalità della sanzione.
  • La sentenza pronunciata ai sensi dell'art. 599-bis c.p.p. non può essere utilizzata come veicolo per una revisione di merito della ricostruzione fattuale compiuta nei gradi di merito, quando il ricorso non deduca specifici vizi consentiti dalla legge.
  • L'inammissibilità del ricorso può essere dichiarata senza formalità di procedura quando ne ricorrano i presupposti, con conseguente condanna alle spese processuali e alla sanzione pecuniaria in favore della Cassa delle ammende.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioni
RamiProcesso penale
IstitutiInutilizzabilità della prova

Testo integrale

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