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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 10072/2023 del 09/03/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza che ha rigettato la richiesta di sostituzione della custodia cautelare in carcere con gli arresti domiciliari contestata in relazione al reato previsto dall'art. 416-bis c.p.; il ricorrente deduceva la sopravvenuta insufficienza delle esigenze cautelari sulla base di nuove dichiarazioni testimoniali che avrebbero escluso la sua appartenenza all'associazione mafiosa, della scarsa gravità del contributo contestato (due prestiti e la cessione delle chiavi di un immobile), della mancata partecipazione a reati-fine e della sua incensuratezza, nonché della possibile diversa qualificazione della condotta come favoreggiamento personale.

La decisione

La Corte ha rigettato il ricorso ritenendolo infondato. Ha confermato la decisione che aveva mantenuto la custodia cautelare in carcere, ritenendo che le dichiarazioni testimoniali invocate non siano idonee a mutare le risultanze indiziarie forti basate su attività captativa e su un contributo stabile, finanziario e logistico, del ricorrente a favore di esponenti mafiosi. Ha inoltre richiamato la preclusione cautelare circa la discussione della gravità indiziaria in sede di appello cautelare. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e disposto l'inoltro degli adempimenti di cancelleria ai sensi dell'art. 94, comma 1-ter, disp. att. c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 416-bis cod. pen.

    La norma è stata applicata nel senso che la partecipazione all'associazione mafiosa può desumersi da un apporto stabile e continuativo, anche di natura finanziaria e logistico-organizzativa; la presenza di tali elementi legittima la custodia cautelare quando le risultanze captative e indiziarie sono convergenti e gravi.

  • artt. 110, 416-bis cod. pen.

    Richiamati dal ricorrente per una diversa ricostruzione tipologica (concorso di persone/favoreggiamento), la Corte ha ritenuto che l'istruttoria e le risultanze indiziarie supportino la qualificazione associativa e non siano superate dalle dedotte alternative.

  • art. 23, commi 8 e 9, d.l. 28 ottobre 2020, n.137 conv. in legge 18 dicembre 2020, n.176 e successive proroghe

    Richiamata per indicare il regime procedurale applicabile (misure urgenti e norme temporanee), la Corte ha operato nel quadro procedurale previsto dalle disposizioni emergenziali richiamate.

  • art. 94, comma 1-ter, disp. att. cod. proc. pen.

    Norma procedurale richiamata per gli adempimenti di cancelleria conseguenti al rigetto del ricorso.

  • Cass. Sez. U. "Modafferi" (giurisprudenza)

    La pronuncia di legittimità è richiamata per il principio secondo cui la partecipazione associativa mafiosa richiede un patto illecito che produca vantaggi reciproci durevoli; la Corte ha però ritenuto che nei fatti concreti sussistesse comunque intraneità e contributo stabile del ricorrente.

Massime di principio

  • In sede di appello cautelare è limitata la possibilità di contestare la gravità indiziaria: questioni di merito sull'assetto probatorio sono spesso precluse se non sorrette da elementi nuovi e concreti.
  • Dichiarazioni testimoniali successive alla misura non sono automaticamente idonee a far venire meno esigenze cautelari quando sussistono risultanze captative e indiziarie convergenti a favore della sussistenza di un'apporto associativo.
  • Per escludere l'appartenenza a un'associazione mafiosa è necessario dimostrare l'assenza di un apporto stabile, continuativo e funzionale all'organizzazione; atti occasionali o rapporti di amicizia/famiglia non sono di per sé sufficienti se esistono elementi di contributo finanziario o logistico ripetuto.
  • La diversa qualificazione del fatto (es. favoreggiamento vs associazione) richiede una ricostruzione probatoria alternativa solida: la semplice riclassificazione teorica senza dati probatori nuovi difficilmente ottiene effetto cautelare.
  • Strategia difensiva efficace in casi simili: produrre tempestivamente elementi nuovi, specifici e documentali (es. prove che smentiscono captazioni o che dimostrano finalità lecite), chiedere l'acquisizione di dichiarazioni rese in condizioni che ne garantiscano l'attendibilità e, se possibile, proporre misure alternative motivate da esigenze personali/mediche concrete.

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