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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 36333/2022 del 26/09/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione della conferma, in appello, della condanna per tentato omicidio e reati connessi (detenzione e porto di armi, incendio, ricettazione). Il ricorrente ha presentato sei motivi principali: (1) richiesta di derubricazione a lesioni personali volontarie aggravate per mancanza del dolo di uccidere; (2) contestazione della configurabilità della premeditazione per insufficiente intervallo temporale; (3) violazione dell'art. 521 c.p.p. e modifica dell'imputazione perché il ruolo contestato sarebbe stato solo quello di "palo"; (4) richiesta di riconoscimento del concorso anomalo (o aberratio delicti) per la marginalità del ruolo; (5) mancata acquisizione di una prova decisiva (verbale stenotipico della deposizione di Walter Longoni sul riconoscimento); (6) mancato riconoscimento delle circostanze attenuanti generiche ai sensi dell'art. 62-bis c.p.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che i motivi fossero, in larga parte, una indebita sindacazione di fatti già valutati e motivati dai giudici di merito; ha confermato la sussistenza del tentativo di omicidio sulla base delle intercettazioni, del numero di armi e colpi esplosi, della pericolosità dei mezzi e delle condotte; ha reputato correttamente accertata la premeditazione dato il progetto criminoso emerso dalle conversazioni e dal sopralluogo precedente; ha escluso vizi di correlazione tra imputazione e sentenza rilevando che il ruolo di "palo" è compatibile con la qualifica di parte del gruppo armato; ha ritenuto non decisiva la prova richiesta e non dovuta nel rito abbreviato non condizionato; ha confermato il diniego delle attenuanti generiche per la gravità del fatto e le informazioni di casellario. Conseguentemente il ricorso è stato respinto e il ricorrente è stato condannato alle spese di procedura e al versamento della somma in favore della Cassa delle ammende ai sensi dell'art. 616 c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 606, comma 1, lett. b) cod. proc. pen.

    Norma richiamata come base formale del motivo di cassazione relativo a violazione di legge; la Corte ha ritenuto i rilievi come mera riedizione di censure di merito non ammissibili in Cassazione

  • art. 56 cod. pen.

    Richiamato nel contesto del tentativo: la Corte ha applicato il principio che la valutazione dell'idoneità dell'azione va fatta ex ante rispetto alla prospettiva dell'agente

  • art. 575 cod. pen.

    Norma sull'omicidio, richiamata per la qualificazione del tentato omicidio; la Corte ha ritenuto provato l'animus necandi in quanto il fatto era idoneo e direzionato a cagionare la morte

  • art. 577, primo comma, n. 3 cod. pen.

    Aggravante della premeditazione: la Corte ha ritenuto sussistente l'apprezzabile intervallo temporale tra la deliberazione e l'esecuzione, sulla base di sopralluoghi, conversazioni e pianificazione

  • art. 521 cod. proc. pen.

    Richiamato dal ricorrente in relazione alla correlazione tra imputazione e decisione; la Corte ha escluso violazione dimostrando che la sentenza ha rispettato l'imputazione originaria riconoscendo il ruolo di "appoggio" come partecipazione al gruppo armato

  • art. 423 cod. proc. pen.

    Norma richiamata in relazione alla modifica dell'imputazione: la Corte ha ritenuto non sussistente una modifica illegittima dell'accusa e quindi non violato il diritto di difesa

  • art. 116 cod. pen.

    Richiesta dal ricorrente per sostenere il concorso anomalo; la Corte ha escluso tale configurazione ritenendo che l'azione si sia svolta come pianificata e che il ricorrente abbia partecipato alla programmazione

  • art. 62-bis cod. pen.

    Attenuanti generiche: la Corte ha ricordato che la valutazione è di merito e insindacabile in Cassazione se non contraddittoria; ha ritenuto legittimo il diniego per la gravità del fatto e gli elementi del casellario giudiziale

  • art. 606, comma 1, lett. d) cod. proc. pen.

    Standard sulla prova "decisiva": la Corte ha applicato l'orientamento secondo cui la prova omessa è decisiva solo se avrebbe sicuramente determinato diversa pronuncia; ha ritenuto non soddisfatto tale requisito e inoltre ha richiamato i limiti probatori nel rito abbreviato non condizionato

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Prevede l'onere delle spese e il versamento alla Cassa delle ammende in caso di inammissibilità del ricorso; la Corte ha applicato tale sanzione non ravvisando colpa grave del ricorrente nella proposizione del ricorso

Massime di principio

  • La Cassazione non è il sede per una rivalutazione fattuale: censure che chiedono una diversa lettura del compendio probatorio sono inammissibili se i giudici di merito hanno fornito motivazione logica e congrua
  • Per configurare il tentato omicidio è necessario dimostrare l'animus necandi attraverso la valutazione ex ante dell'idoneità e della univocità degli atti; elementi quali numero di colpi, armi impiegate, pianificazione e distretti corporei colpiti hanno forte peso probatorio
  • La premeditazione richiede un apprezzabile intervallo tra la formazione della decisione e l'esecuzione; sopralluoghi, acquisizione di mezzi e pianificazione costituiscono indizi significativi
  • Il ruolo di "palo" o di "appoggio" può integrare la partecipazione a un gruppo armato e non esclude automaticamente la responsabilità per il reato più grave se il soggetto ha partecipato alla pianificazione e al conseguente progetto criminoso
  • Nel rito abbreviato non condizionato la richiesta di acquisizione di nuove prove è fortemente limitata: prove anteriori al processo e conosciute dall'imputato dovevano essere proposte prima, perciò la mancata acquisizione non è automaticamente motivo decisivo di cassazione
  • La valutazione sulle attenuanti generiche è essenzialmente di merito e sindacabile in Cassazione solo se la motivazione è contraddittoria o carente; il giudice può motivare il diniego richiamando anche un solo elemento ritenuto preponderante

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