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Cassazione Civile, Ordinanza n. 31333/2023 del 10/11/2023

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

ACCOGLIMENTO CON RINVIO

Favorevole al ricorrente (proprietario)

La controversia

La controversia riguarda un immobile sito nel Comune di Lipari, isola di Filicudi. In primo grado era stata respinta la domanda di rivendicazione proposta da una parte che sosteneva di essere proprietaria della quota di 2/3 del bene. La Corte d'appello, riformando la decisione, aveva dichiarato che l'altra parte era proprietaria per 2/3 dell'immobile, aveva ritenuto inefficace l'atto di vendita con cui un dante causa aveva trasferito l'intero bene invece della sola quota di 1/3, aveva imposto il comune uso e godimento del bene e aveva respinto la domanda risarcitoria. La parte soccombente in appello ha proposto ricorso per cassazione con tre motivi: (1) violazione degli artt. 948, 2964 e 2967 c.c. e vizio motivazionale, sostenendo che l'attore in rivendica non avesse documentato adeguatamente la propria genealogia e i passaggi di proprietà, e che la prova fosse stata acquisita in modo tardivo e non ammissibile; (2) violazione dell'art. 948 c.c., perché la Corte territoriale avrebbe omesso di verificare la validità e rilevanza del titolo dedotto a fondamento della domanda e avrebbe ritenuto utilizzabile un atto pubblico che, secondo la ricorrente, non dimostrava l'acquisto a titolo originario della proprietà; (3) violazione degli artt. 115 c.p.c. e 2967 c.c., per avere la Corte d'appello deciso sulla base di mere affermazioni non suffragate da prove documentali. Il controricorrente ha proposto ricorso incidentale lamentando la disciplina delle spese: secondo lui la Corte d'appello avrebbe errato nel compensare le spese per un terzo e nel determinare il valore della causa sulla base di un valore catastale inferiore, anziché secondo il valore emergente dagli atti e tenendo conto del comportamento processuale della controparte.

La decisione

La Corte di cassazione ha accolto il ricorso principale. Pur non seguendo integralmente le argomentazioni della ricorrente, ha ritenuto che la Corte d'appello avesse accolto la domanda di rivendicazione senza che la titolarità del bene, o della quota rivendicata, fosse stata provata nei limiti richiesti dall'art. 948 c.c., facendo leva su una ricostruzione parzialmente ipotetica e priva di effettivi riscontri probatori. La Cassazione ha quindi ravvisato la violazione del combinato disposto degli artt. 948 e 2697 c.c., cassando la sentenza impugnata con rinvio alla Corte d'appello di Messina in diversa composizione, affinché rivaluti la controversia sulla base dei concreti riscontri probatori e regoli anche le spese del giudizio di legittimità. Il ricorso incidentale sulle spese è stato assorbito.

Norme richiamate

  • art. 948 c.c.

    Nell'azione di rivendicazione l'attore deve provare la proprietà del bene o della quota rivendicata; la domanda non può essere accolta sulla base di ricostruzioni ipotetiche o prive di effettivo riscontro probatorio.

  • art. 2697 c.c.

    La decisione non può prescindere dalla regola di riparto dell'onere della prova; chi agisce in rivendicazione deve fornire la prova del proprio diritto di proprietà nei limiti della domanda proposta.

  • art. 115 c.p.c.

    Il giudice deve porre a base della decisione le prove offerte dalle parti; non può fondare il decisum su mere affermazioni non provate.

  • art. 2964 c.c.

    La norma è richiamata nel ricorso, ma non risulta decisiva nella motivazione della cassazione.

  • art. 15 c.p.c.

    Richiamato in relazione alla liquidazione delle spese, ma il relativo motivo incidentale è stato assorbito dall'accoglimento del ricorso principale.

  • art. 91 c.p.c.

    Richiamato nel motivo incidentale sulle spese; la questione resta assorbita.

  • art. 92 c.p.c.

    Richiamato nel motivo incidentale sulla compensazione delle spese; la questione resta assorbita.

  • art. 375, secondo comma, c.p.c.

    Richiamato per la trattazione camerale del ricorso.

  • art. 380-bis.1 c.p.c.

    Richiamato per la trattazione camerale del ricorso.

  • art. 360 c.p.c.

    Costituisce il parametro formale dei motivi di ricorso, dedotti per violazione di legge e vizio di motivazione.

Massime di principio

  • Nell'azione di rivendicazione la parte attrice deve offrire una prova positiva della titolarità del diritto di proprietà sul bene o sulla quota dedotta in giudizio; il giudice non può supplire alle carenze probatorie con ricostruzioni congetturali.
  • Il criterio dell'iuxta alligata et probata impedisce di accogliere una domanda reale sulla base di passaggi proprietari solo ipotizzati o non dimostrati nei loro snodi essenziali.
  • La valutazione delle risultanze istruttorie è rimessa al giudice di merito, ma non può travalicare in un'accoglimento della domanda in assenza di un adeguato supporto probatorio.
  • La censura di violazione dell'art. 948 c.c. può essere rilevata anche d'ufficio in cassazione quando emerga, dai fatti accertati nei gradi di merito, che la decisione abbia presupposto una prova della proprietà giuridicamente insufficiente.
  • Quando il ricorso principale è accolto e comporta la cassazione con rinvio, restano assorbite le censure incidentali dipendenti, incluse quelle sulle spese di lite.

Come è indicizzato

MateriePossessoProprietàImpugnazioniSpese di lite
RamiDiritti realiProcesso civile
IstitutiOnere della prova

Testo integrale

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