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Ordinanza

Ordinanza n. 469/2026 - Milano, Sezione 2

per l’annullamento previa sospensione dell’efficacia, dell’ordinanza del 21 gennaio 2026, notificata a mezzo pec il medesimo giorno (n. prot. -OMISSIS-), con la quale il Direttore di area del Comune di Milano, Direzione Specialistica Autorizzazioni Concessioni – SUAP, Area Attività Commerciali, ha ordinato alla società ricorrente la cessazione immediata dell’attività di trattenimenti danzanti poiché ritenuta abusiva

Giustizia amministrativa202601157

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lombardia - Milano, Sez. IIOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: ordinanza comunale di cessazione immediata dell’attività di trattenimenti danzanti ritenuta abusiva

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

La società ha impugnato, chiedendone anche la sospensione cautelare, l’ordinanza con cui il Direttore di area del Comune di Milano ha ordinato la cessazione immediata dell’attività di trattenimenti danzanti esercitata senza il necessario titolo autorizzativo ai sensi dell’art. 68 TULPS. Il testo non espone analiticamente i motivi di ricorso nel merito; dalla domanda cautelare emerge la contestazione dell’incidenza dell’ordinanza sull’attività svolta nei locali e il pregiudizio derivante dalla sua esecuzione.

La decisione

Il TAR ha respinto l’istanza cautelare per difetto del periculum in mora, ritenendo non dimostrato un pregiudizio grave e irreparabile. In particolare, l’ordinanza impugnata riguarda specificamente la cessazione dei trattenimenti danzanti abusivi e non incide sull’attività principale di somministrazione di alimenti e bevande, né vieta in via generale il mero intrattenimento musicale, come la filodiffusione o il DJ set, purché non si trasformi in trattenimento danzante. Il pregiudizio allegato è stato qualificato come patrimoniale e, in assenza di prova della compromissione della sostenibilità economica dell’intera impresa, ritenuto suscettibile di ristoro per equivalente in caso di eventuale accoglimento del ricorso nel merito. Le spese della fase cautelare sono state compensate.

Norme richiamate

  • art. 55 c.p.a.

    La tutela cautelare richiede la verifica congiunta del fumus boni iuris e del periculum in mora, inteso come pregiudizio grave e irreparabile derivante dall’esecuzione dell’atto nelle more del giudizio.

  • art. 68 TULPS

    Lo svolgimento di trattenimenti danzanti richiede il necessario titolo autorizzativo; la carenza di tale titolo costituisce il presupposto richiamato dall’Amministrazione per ordinare la cessazione dell’attività abusiva.

Massime di principio

  • In sede cautelare, la sospensione di un provvedimento amministrativo presuppone la sussistenza congiunta del fumus boni iuris e del periculum in mora; la mancanza di uno solo dei due presupposti è sufficiente a respingere l’istanza.
  • Il periculum in mora non sussiste quando il provvedimento impugnato incide soltanto su un’attività accessoria e non dimostrata come essenziale per la sostenibilità economica dell’intera impresa, lasciando integre l’attività principale e ulteriori attività compatibili.
  • Il pregiudizio meramente patrimoniale, non accompagnato dalla prova di una compromissione irreversibile dell’attività d’impresa, è normalmente suscettibile di ristoro per equivalente e non integra, di per sé, un danno grave e irreparabile ai fini cautelari.
  • Un ordine di cessazione dei trattenimenti danzanti abusivi non equivale a un divieto generale di intrattenimento musicale: restano consentite forme di intrattenimento non qualificabili come trattenimenti danzanti, salvo che in concreto si traducano in tale attività.

Come è indicizzato

MateriePubblici esercizi e somministrazioneLicenze e autorizzazioni di poliziaTutela cautelare
RamiCommercio e attività produttiveProcedimento amministrativoProcesso amministrativo
IstitutiTutela cautelareDiscrezionalità amministrativa e tecnicaProporzionalità e ragionevolezza

Testo integrale

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