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Cassazione Penale, Ordinanza n. 03338/2025 del 27/01/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

L'imputato ha proposto ricorso per cassazione avverso la sentenza della Corte di appello che aveva parzialmente riformato la decisione di primo grado, mantenendo l'affermazione di responsabilità per il tentato furto aggravato e ritenendo l'equivalenza tra le circostanze, anche con riferimento alla recidiva. Con l'unico motivo deduceva violazione di legge penale e insufficienza/contraddittorietà della motivazione in relazione al diniego delle circostanze attenuanti generiche, sostenendo in sostanza che la motivazione sarebbe stata inadeguata.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che la censura sulle attenuanti generiche non fosse consentita in sede di legittimità nei termini prospettati e che fosse comunque manifestamente infondata, poiché la motivazione della sentenza impugnata risultava immune da evidenti illogicità. Conseguentemente ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 62-bis c.p.

    Il diniego delle circostanze attenuanti generiche è legittimamente motivato quando il giudice di merito richiami gli elementi ritenuti decisivi o rilevanti, senza dover prendere in considerazione espressa tutti gli elementi favorevoli o sfavorevoli dedotti dalle parti o risultanti dagli atti.

  • art. 624 c.p.

    Norma richiamata implicitamente dalla qualificazione del fatto come furto aggravato, oggetto della decisione di merito.

  • art. 56 c.p.

    Norma richiamata implicitamente dalla qualificazione del fatto come tentato furto aggravato, già ritenuta in sentenza di merito.

  • art. 62-bis c.p.

    La doglianza sulla motivazione del mancato riconoscimento delle attenuanti generiche non può essere accolta se la decisione di merito contiene una motivazione non manifestamente illogica e ancorata a elementi ritenuti significativi.

  • art. 616 c.p.p.

    In caso di declaratoria di inammissibilità del ricorso, il ricorrente è condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma in favore della Cassa delle ammende.

Massime di principio

  • In sede di legittimità, la censura contro il diniego delle circostanze attenuanti generiche non è fondata se mira a ottenere una nuova valutazione del merito o se non evidenzia specifiche illogicità della motivazione.
  • Il giudice di merito, nel motivare il mancato riconoscimento delle attenuanti generiche, può limitarsi a valorizzare gli elementi ritenuti decisivi o comunque rilevanti, essendo superflua una confutazione analitica di tutte le allegazioni delle parti.
  • La motivazione sul trattamento sanzionatorio e sul diniego delle attenuanti generiche è sufficiente quando consente di comprendere il percorso argomentativo seguito dal giudice e non presenti evidenti vizi logici.
  • La declaratoria di inammissibilità del ricorso comporta la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e della sanzione pecuniaria a favore della Cassa delle ammende.
  • In presenza di una corretta motivazione di merito sul diniego delle attenuanti generiche, il controllo della Cassazione resta limitato alla verifica della tenuta logica e giuridica della decisione, non potendo risolversi in un riesame del fatto.

Come è indicizzato

MaterieFurtoImpugnazioni
RamiDelitti contro il patrimonioProcesso penale
IstitutiRecidiva

Testo integrale

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