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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 29990/2022 del 28/07/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

I ricorrenti impugnano la sentenza di appello che aveva confermato la loro responsabilità penale per una serie di fatti (rapina in supermercato, rapina in gioielleria, porto di armi, furto e incendio di autovettura). Le censure principali riguardano: insufficiente e reiterativa motivazione dei giudici di merito; criticità e equivocità degli indizi posti a fondamento della condanna (in particolare la presunta corrispondenza dell'orologio indossato dal rapinatore con quello sequestrato, la localizzazione tramite tabulati telefonici e celle senza adeguati accertamenti tecnici, la disponibilità dell'autovettura ascritta, il confronto non scientifico tra impronta/terriccio e scarpa Adidas sequestrata, la mancata acquisizione di accertamenti tecnico-scientifici su federa, terra e mozziconi, e l'inattendibilità delle descrizioni delle persone offese). Inoltre, contestano la mancata valutazione delle attenuanti generiche, la parametrizzazione delle pene per continuazione e la mancanza di adeguata individuazione delle posizioni differenziate dei coimputati.

La decisione

La Corte di cassazione ha ritenuto i ricorsi fondati in parte. Ha disposto l'annullamento di alcune statuizioni (con gli effetti specificati): annullamento senza rinvio per alcuni reati indicati (limitatamente al reato di cui all'art. 610 c.p. per i capi a), b), c) e d) e dichiarazione di estinzione per prescrizione per i capi e) ed f), come richiesto anche dal Pubblico Ministero). Nel resto ha rigettato parte delle doglianze ma, per i profili di motivazione e di valutazione degli indizi ritenuti carenti, ha annullato la sentenza impugnata con rinvio: in particolare ha rinviato ai fini della determinazione del trattamento sanzionatorio per FRISENDA Riccardo Andrea. In sede di merito sostitutiva/di rinvio la pena è stata rideterminata per CALABRESE Gianluca in anni 5 di reclusione ed Euro 1.300 di multa; per SUPPRESSA Cosimo Salvatore in anni 4 e mesi 6 di reclusione ed Euro 1.100 di multa; per D'ADAMO Mirko in anni 4 e mesi 5 di reclusione ed Euro 1.050 di multa. È stata revocata l'interdizione perpetua per D'ADAMO e SUPPRESSA sostituendola con interdizione temporanea. La Corte ha inoltre censurato la mancata analisi separata degli elementi a carico di ciascun imputato e la carenza di risposta rispetto alle obiezioni sui tabulati telefonici e sulla comparazione degli indizi materiali.

Norme richiamate

  • art. 610 c.p.

    Il reato previsto dall'art. 610 c.p. è stato richiamato e, per alcune posizioni, la Cassazione ha disposto l'annullamento senza rinvio limitatamente a tale fattispecie per i capi indicati; in altri capi la condanna è stata dichiarata estinta per prescrizione.

  • art. 192, comma 2 cod. proc. pen.

    La Corte richiama il criterio per la valutazione della prova indiziaria: gli indizi devono essere gravi, precisi, univoci, resistenti alle obiezioni e concordanti; la mancata verifica compiuta dai giudici di merito su questi requisiti ha giustificato l'intervento della Cassazione.

  • art. 63 cod. proc. pen.

    Riferimento alla inutilizzabilità di dichiarazioni autoindizianti; la Corte segnala questioni sollevate dalle difese sull'utilizzo di dichiarazioni o richieste di informazioni (es. sulla federa) come elementi probatori.

  • principio del favor rei (giurisprudenziale)

    La Corte ricorda che in caso di dubbio sull'interpretazione dei dati probatori deve applicarsi il principio favorevole all'imputato: se due significati sono possibili, va privilegiato quello più favorevole all'indagato, a meno che non sia inconciliabile con elementi univoci opposti.

Massime di principio

  • La prova esclusivamente indiziaria richiede indizi gravemente fondati: devono essere consistenti, precisi, univoci e concordanti; elementi vaghi o meramente somiglianti non sono sufficienti per la condanna.
  • I tabulati telefonici e la localizzazione tramite celle richiedono accertamenti tecnici (mappe di copertura, dati del gestore, audizione di tecnici) per attribuire con affidabilità la posizione dell'utenza; la semplice indicazione della cella agganciata in ambito ristretto, senza approfondimenti, è equivoca.
  • Confronti tra oggetti/materiali (orologi, scarpe, impronte, terriccio) richiedono adeguata evidenza tecnico-scientifica per superare il carattere di similitudine; la sola somiglianza visiva o affermazioni di non meglio specificata corrispondenza possono risultare insufficienti.
  • La valutazione degli indizi deve considerare separatamente la posizione e i profili di responsabilità di ciascun coimputato: l'attribuzione di responsabilità 'a cascata' dal principale indiziato agli altri non è automatica e va motivata specificamente.
  • In presenza di dubbi ragionevoli sulla univocità degli elementi probatori, deve applicarsi il favor rei e, se gli indizi rimangono equivoci, può rendersi necessaria l'assoluzione o l'annullamento con rinvio per nuovo esame.
  • La mancata e motivata valutazione delle circostanze attenuanti (es. incensuratezza, comportamento processuale, reinserimento sociale) può giustificare critica Cassazione sul trattamento sanzionatorio e sulla determinazione della pena.
  • Le dichiarazioni autoincriminanti o informative utilizzate come indizi devono essere valutate alla luce delle norme sull'inutilizzabilità e della necessità di corrobrazione: non sempre sono automaticamente probatorie.
  • Quando si utilizzano elementi di prova audiovisivi (video di sorveglianza), è necessario descrivere tecnicamente quali caratteri oggettivi delle immagini consentono l'identificazione e perché essi non sono equivoci.

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