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Cassazione Penale, Ordinanza n. 14200/2026 del 20/04/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La Corte ha escluso l'ammissibilità del ricorso per saltum contro l'ordinanza di rigetto della richiesta di sostituzione della misura cautelare personale. In applicazione del favor impugnationis ha riqualificato l'impugnazione come appello cautelare e ha disposto la trasmissione degli atti al Tribunale di Roma, giudice competente in sede di appello cautelare.

Esito

ACCOGLIMENTO PARZIALE

Favorevole al ricorrente (imputato)

La controversia

L'indagato/imputato ha impugnato per saltum in cassazione l'ordinanza del GIP di Roma che aveva rigettato l'istanza ex art. 299 c.p.p. di sostituzione della misura cautelare. Il ricorso deduceva un unico motivo: violazione di legge e assoluta mancanza di motivazione in ordine alle esigenze cautelari. La Corte, tuttavia, ha rilevato che contro il rigetto della richiesta di revoca o sostituzione della misura cautelare personale non è ammesso il ricorso immediato per cassazione, ma solo l'appello cautelare ex art. 310 c.p.p.; ha quindi qualificato l'atto come appello cautelare e disposto la trasmissione degli atti al Tribunale di Roma competente.

Norme richiamate

  • art. 299 c.p.p.

    Disciplina la richiesta di revoca o sostituzione della misura cautelare; il provvedimento che la rigetta non è direttamente ricorribile per cassazione ma è impugnabile con appello cautelare.

  • art. 310 c.p.p.

    Prevede l'appello contro le ordinanze in materia di misure cautelari personali e individua il rimedio esperibile dall'imputato avverso il rigetto della revoca o sostituzione della misura.

  • art. 311 c.p.p.

    Consente il ricorso per cassazione contro le ordinanze emesse in sede di appello in materia cautelare, non il ricorso diretto contro il rigetto della revoca o sostituzione della misura.

  • art. 568 c.p.p.

    Il ricorso è stato convertito nel mezzo corretto in applicazione del favor impugnationis; il ricorso diretto è ammesso solo nei casi di provvedimenti non altrimenti impugnabili sullo status libertatis.

  • art. 309, comma 7, c.p.p.

    Individua la competenza del tribunale del riesame/appello cautelare al quale devono essere trasmessi gli atti.

  • art. 94, comma 1-ter, disp. att. c.p.p.

    Richiamato per gli adempimenti di cancelleria conseguenti alla decisione.

Massime di principio

  • Avverso l'ordinanza che rigetta la richiesta di revoca o sostituzione di una misura cautelare personale non è esperibile il ricorso immediato per cassazione: il rimedio corretto è l'appello cautelare ex art. 310 c.p.p.
  • Il ricorso per cassazione in materia cautelare personale è ammesso, in via diretta, solo contro l'ordinanza applicativa della misura coercitiva e nei limiti previsti dalla legge; non si estende al provvedimento di rigetto dell'istanza ex art. 299 c.p.p.
  • Quando l'impugnazione è proposta con un mezzo erroneo ma il contenuto consente di ricondurla a un rimedio esperibile, il giudice deve privilegiare il favor impugnationis e qualificare l'atto nel mezzo corretto, disponendo la trasmissione al giudice competente.
  • La correttezza del mezzo di impugnazione in materia cautelare va verificata con riferimento al tipo di provvedimento impugnato e alla struttura del sistema dei rimedi previsti dagli artt. 310 e 311 c.p.p.

Come è indicizzato

MaterieCustodia cautelareImpugnazioni
RamiMisure cautelariProcesso penale

Testo integrale

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