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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 29425/2025 del 11/08/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Ricorso avverso la sentenza di appello che, in seguito a rinvio dalla Cassazione, aveva rideterminato la pena e dichiarato estinti per prescrizione alcuni reati; le questioni principali riguardavano: (1) la corretta qualificazione giuridica dei fatti (riqualificati in Cassazione ex art. 646 c.p.), (2) se si fosse formato il giudicato parziale sulla responsabilità — con conseguente divieto di rilevare sopravvenuta prescrizione — o se il rinvio avesse lasciato aperta la questione della responsabilità in punto di procedibilità e prescrizione, (3) la tempestività delle querele alla luce della modifica della procedibilità introdotta dal d.lgs. n. 36/2018 e dalle successive modifiche (se la querela depositata il 29/08/2019 fosse comunque tempestiva rispetto al termine transitorio di 90 giorni), (4) contestazioni sulla sussistenza dell’aggravante del danno di particolare gravità e sul mancato riconoscimento delle attenuanti generiche.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato in parte e ha pronunciato: (a) annullamento senza rinvio della sentenza impugnata relativamente ai fatti indicati nel capo 1) dell'imputazione (i fatti riportati nella querela del 29/08/2019 iscritta con n. 21475/19 r.g.n.r.), perché i reati sono improcedibili per mancata tempestiva querela ai sensi della disciplina transitoria del d.lgs. n. 36/2018; con ciò la Corte ha revocato le statuizioni civili relative a quei fatti; (b) annullamento senza rinvio della sentenza impugnata relativamente ai fatti indicati nel capo A) (fatti commessi fino al 10/07/2016), perché i reati sono estinti per intervenuta prescrizione; le statuizioni civili relative ai fatti del capo A) sono confermate; (c) ha condannato l'imputata alla rifusione delle spese processuali sostenute dalle parti civili, liquidate in complessivi euro 7.000 oltre accessori di legge. I motivi relativi all'aggravante e alle attenuanti sono stati assorbiti per l'annullamento senza rinvio.

Norme richiamate

  • art. 646 cod. pen. (appropriazione indebita)

    I fatti sono stati ricondotti a questa fattispecie; la riqualificazione ha inciso sul regime di procedibilità e sulla necessità di verificare la tempestività delle querele per ciascun episodio.

  • art. 61 numeri 7 e 11 cod. pen. (circostanze aggravanti)

    Richiamate come rilevanti per la configurazione dell'aggravante che inciderebbe sulla procedibilità nel regime introdotto dal d.lgs. n. 36/2018; la presenza o assenza di aggravanti speciali è determinante per procedibilità d'ufficio vs. a querela.

  • art. 624 cod. proc. pen.

    "se l'annullamento non è pronunciato per tutte le disposizioni della sentenza, questa ha autorità di cosa giudicata nelle parti che non hanno connessione essenziale con quella annullata"

    La norma delimita gli effetti del giudicato parziale dopo annullamento parziale con rinvio e impone al giudice di rinvio di uniformarsi alle parti irrevocabili; la Corte precisa che, se l'annullamento riguarda aspetti essenziali della responsabilità (es. qualificazione giuridica), il giudicato non si considera formato sulla responsabilità in senso pieno.

  • art. 129 cod. proc. pen. (estinzione del reato e sue conseguenze)

    La declaratoria di improcedibilità o di estinzione per prescrizione rileva d'ufficio e può determinare l'annullamento senza rinvio; in caso di improcedibilità ab origine la sentenza comporta la revoca delle statuizioni civili relative.

  • art. 12 d.lgs. n. 36/2018 (norma transitoria sulla querela)

    "Per i reati perseguibili a querela in base alle disposizioni del presente decreto, commessi prima della data di entrata in vigore dello stesso, il termine per la presentazione della querela decorre dalla predetta data, se la persona offesa ha avuto in precedenza notizia del fatto costituente reato"

    Stabilisce il termine transitorio (90 giorni) per proporre la querela per fatti commessi prima dell'entrata in vigore del decreto; la mancata presentazione nel termine rende i reati improcedibili.

  • art. 649-bis cod. pen. (procedibilità a querela e ipotesi di procedibilità d'ufficio)

    "Per i fatti perseguibili a querela ... per i fatti di cui all'articolo 646, secondo comma, o aggravati dalle circostanze di cui all'articolo 61, primo comma, numero 11, si procede d'ufficio qualora ricorrano circostanze aggravanti ad effetto speciale"

    Definisce le eccezioni alla procedibilità a querela (procedibilità d'ufficio se ricorrono aggravanti ad effetto speciale); la sua applicazione è stata oggetto di successive variazioni legislative.

  • l. n. 3/2019 (modifica art. 649-bis)

    "...ovvero se la persona offesa è incapace per età o per infermità o se il danno arrecato alla persona offesa è di rilevante gravità"

    Ha esteso casi in cui si procede d'ufficio, aggiungendo condizioni che tengono conto di incapacità della persona offesa o gravità del danno; tuttavia le successive modifiche possono richiedere l'applicazione della disciplina più favorevole al reo.

  • d.lgs. n. 150/2022, art. 2 (ulteriore modifica a 649-bis)

    "all'articolo 649-bis, primo comma, dopo le parole: «ad effetto speciale» sono inserite le seguenti «, diverse dalla recidiva,» e le parole: « o se il danno arrecato alla persona offesa è di rilevante gravità» sono soppresse"

    Ripristino/parziale correzione del regime di procedibilità; nei casi di successione di leggi si applica al reo la disciplina più favorevole (art. 2 c.p.) e si valuta la norma transitoria.

  • art. 2 cod. pen. (principio di favorevole applicazione della legge penale)

    Principio che impone di applicare la disciplina più favorevole al reo in presenza di successione di norme, con particolare rilevanza per il regime di procedibilità quando è mutato nel corso del procedimento.

Massime di principio

  • Se la Cassazione annulla una sentenza per errore di qualificazione giuridica e rinvia, il giudice del rinvio deve verificare in fatto la tempestività delle querele e l'eventuale decorso della prescrizione: il giudicato non si forma automaticamente su tutta la responsabilità quando l'annullamento incide su aspetti essenziali.
  • Quando una norma modifica la procedibilità di un reato (da perseguibile d'ufficio a perseguibile a querela) si applica la disciplina transitoria: per fatti anteriori va rispettato il termine transitorio per la proposizione della querela (90 giorni dalla vigenza) e la sua tardività rende i reati improcedibili.
  • La dichiarazione di improcedibilità per mancata querela, essendo rilevabile d'ufficio, comporta l'annullamento senza rinvio delle condanne relative a quei fatti e la revoca delle statuizioni civili adottate per tali fatti (effetto retroattivo della mancanza di procedibilità).
  • La prescrizione sopravvenuta deve essere rilevata finché il giudizio non sia esaurito integralmente sul capo di imputazione: se l'annullamento ha lasciato aperta la completezza dell'accertamento della responsabilità, il giudice di rinvio deve valutare la prescrizione e, se maturata, dichiararla.
  • In presenza di successione normativa che incide sulla procedibilità o sulla pena, si deve sempre applicare, per il processo in corso, la disciplina più favorevole al reo (art. 2 c.p.); tuttavia le norme transitorie possono imporre termini specifici (es. art. 12 d.lgs. 36/2018) la cui inosservanza produce l'improcedibilità.

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